Marchiata fuoco dall'attore. La vittima è una giovane di Vasto
Le sevizie sono state scoperte da un medico di un pronto soccorso
Pubblicato su "Il Messaggero"
«Così ogni uomo capirà che sei mia»: Vittorio Vannutelli così spiegava alla sua compagna di 33 anni di Vasto perché aveva deciso di marchiarla a fuoco con il suo nome e cognome. Il marchio a fuoco, hanno scoperto gli investigatori del commissariato Monteverde (Roma) che dista pochi metri dall’appartamento in cui avvenivano le sevizie, è solo l’ultima di una lunga serie di “punizioni” inferte alla compagna Vastese. Sigarette spente sul suo corpo, bastonate, giochi erotici pesanti: questo ha raccontato la vittima di aver subito dal maggio del 2010 fino allo scorso febbraio. Alla base delle vessazioni c’era una gelosia che sconfinava nell’ossessione. L’attore di teatro che aveva partecipato con un ruolo marginale anche alla seguita fiction “La Squadra”, è accusato di violenza carnale, lesioni gravi e stalking. L’uomo aveva conosciuto lei, che lavorava in un ristorante a Vasto novembre dello scorso anno. Si erano incontrati a una festa e si erano piaciuti subito. Una relazione turbolenta, la loro, fatta di sesso estremo, esperienze forti durante le quali, però, l’uomo controllava con difficoltà sempre maggiore i suoi impulsi sadici. I giochi erotici si sono fatti sempre più spinti e rischiosi, al punto che lei ha tentato di evitare quegli incontri di cui aveva ormai paura. I suoi rifiuti, però, hanno fatto scattare qualcosa nella mente dell’attore che nel giro di breve tempo lo ha mandato fuori di testa: spiava ogni sua mossa. Convinto che lo tradisse, la costringeva a comunicargli tutti i suoi spostamenti, a telefonargli ogni volta che usciva di casa. Una volta, come hanno accertato gli investigatori, lui l’ha percossa con un bastone fino a spezzarlo prima di costringerla a subire una violenza sessuale. Ad accorgersi che qualcosa non andava è stato un medico del Pronto soccorso che ha avvertito la polizia. Non c’è voluto molto per fare uscire fuori le presunte sevizie, di quei “segni” realizzati con un ferro rovente in casa di lui che l’aveva legata su un lettino da body building.
M.I.
«Così ogni uomo capirà che sei mia»: Vittorio Vannutelli così spiegava alla sua compagna di 33 anni di Vasto perché aveva deciso di marchiarla a fuoco con il suo nome e cognome. Il marchio a fuoco, hanno scoperto gli investigatori del commissariato Monteverde (Roma) che dista pochi metri dall’appartamento in cui avvenivano le sevizie, è solo l’ultima di una lunga serie di “punizioni” inferte alla compagna Vastese. Sigarette spente sul suo corpo, bastonate, giochi erotici pesanti: questo ha raccontato la vittima di aver subito dal maggio del 2010 fino allo scorso febbraio. Alla base delle vessazioni c’era una gelosia che sconfinava nell’ossessione. L’attore di teatro che aveva partecipato con un ruolo marginale anche alla seguita fiction “La Squadra”, è accusato di violenza carnale, lesioni gravi e stalking. L’uomo aveva conosciuto lei, che lavorava in un ristorante a Vasto novembre dello scorso anno. Si erano incontrati a una festa e si erano piaciuti subito. Una relazione turbolenta, la loro, fatta di sesso estremo, esperienze forti durante le quali, però, l’uomo controllava con difficoltà sempre maggiore i suoi impulsi sadici. I giochi erotici si sono fatti sempre più spinti e rischiosi, al punto che lei ha tentato di evitare quegli incontri di cui aveva ormai paura. I suoi rifiuti, però, hanno fatto scattare qualcosa nella mente dell’attore che nel giro di breve tempo lo ha mandato fuori di testa: spiava ogni sua mossa. Convinto che lo tradisse, la costringeva a comunicargli tutti i suoi spostamenti, a telefonargli ogni volta che usciva di casa. Una volta, come hanno accertato gli investigatori, lui l’ha percossa con un bastone fino a spezzarlo prima di costringerla a subire una violenza sessuale. Ad accorgersi che qualcosa non andava è stato un medico del Pronto soccorso che ha avvertito la polizia. Non c’è voluto molto per fare uscire fuori le presunte sevizie, di quei “segni” realizzati con un ferro rovente in casa di lui che l’aveva legata su un lettino da body building.
M.I.
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