Giovedì, 3 Settembre 2026 Abruzzo

Coldiretti chiede alla Regione di rendere il Cerasuolo nuovo simbolo dell'enologia abruzzese

L'associazione di categoria invoca una strategia organica di valorizzazione, sostenuta da una campagna di comunicazione continuativa su televisione, radio, web e social media

Produzione in calo, consumi più consapevoli e una nuova generazione alla ricerca di prodotti freschi, versatili e identitari. In questo scenario l’Abruzzo ha già la sua risposta: il Cerasuolo d’Abruzzo Doc. Mentre in molte campagne è iniziata la vendemmia dei “rossi”, Coldiretti Abruzzo lancia una sfida alla Regione e chiede di trasformare uno dei vini più caratteristici del territorio nel simbolo della nuova vitivinicoltura regionale. 

“Il mercato del vino sta cambiando rapidamente – spiega Coldiretti Abruzzo - diminuiscono i consumi a livello mondiale, evolvono gli stili di vita e cresce l’attenzione verso un approccio più consapevole al consumo. A cambiare sono anche i gusti, soprattutto delle nuove generazioni, che guardano con crescente interesse a vini capaci di unire qualità, identità, freschezza e versatilità".

“Proprio in questa trasformazione, si apre una grande opportunità per il territorio. E il protagonista può essere il Cerasuolo d’Abruzzo Doc, vino ottenuto da uve Montepulciano e caratterizzato da un colore e uno stile originale, capace di distinguersi per freschezza, struttura e capacità di abbinamento. Per anni abbiamo cercato di inseguire i mercati – sottolinea il presidente di Coldiretti Abruzzo, Pietropaolo Martinelli – Oggi dobbiamo fare il contrario: partire da ciò che rende l’Abruzzo unico. Il Cerasuolo non è semplicemente uno dei nostri vini più rappresentativi, ma può diventare il simbolo della nuova vitivinicoltura abruzzese". 

Un vino che, secondo Coldiretti, intercetta molti dei cambiamenti in atto: si serve fresco, accompagna con facilità la cucina contemporanea, è adatto a occasioni di consumo diverse e può essere apprezzato durante tutto l’anno. Una versatilità che assume ancora maggiore valore in un contesto segnato da estati sempre più calde e da consumatori orientati verso vini più freschi e dinamici.

Da qui la proposta alla Regione di mettere in campo una strategia organica di valorizzazione del Cerasuolo d’Abruzzo Doc, sostenuta da una campagna di comunicazione continuativa su televisione, radio, web e social media e da un investimento condiviso con la filiera. “L’Abruzzo ha una straordinaria biodiversità vitivinicola e produzioni di assoluto valore – continua il direttore regionale Marino Pilati – Ma oggi non basta produrre qualità: occorre renderla riconoscibile. Il Cerasuolo può diventare il nostro ambasciatore nel mondo perché è un vino che nessun altro territorio può raccontare con la stessa autenticità”.

L’obiettivo di Coldiretti Abruzzo è rafforzare il posizionamento del Cerasuolo sui mercati nazionali e internazionali, ma anche parlare a un pubblico più giovane attraverso un linguaggio nuovo, capace di raccontare il vino come espressione di cultura, paesaggio, convivialità e consumo responsabile. 

“Nel documento trasmesso alla Regione, Coldiretti richiama inoltre la necessità di accompagnare la promozione con misure di governo del mercato, tutela dell’origine, semplificazione burocratica e sostegno agli investimenti – sottolinea Pilati - La valorizzazione del Cerasuolo rappresenta però la sfida più ambiziosa: trasformare un’eccellenza regionale in un vero marchio identitario, capace di trainare e rafforzare l’immagine dell’intero Abruzzo vitivinicolo. Per troppo tempo il Cerasuolo è stato considerato un prodotto di nicchia – conclude Pilati – Oggi può diventare il vino simbolo di un nuovo modo di bere vino: moderno, identitario, trasversale e profondamente legato al territorio. È su questa unicità che l’Abruzzo deve costruire la propria strategia di crescita".