Giovedì, 3 Settembre 2026 Abruzzo

Sul caro carburanti intervento di Ance Chieti-Pescara

"Doppio peso su imprese e cantieri che mette a rischio le opere pubbliche"

Allarme sull’impatto devastante dell'aumento del costo dei carburanti: a rischio l’equilibrio economico dei contratti pubblici e il completamento delle infrastrutture.

L’aumento rischia di trasformarsi in un nuovo, pesante aggravio per il settore delle costruzioni, un comparto già gravemente colpito dal rincaro dei materiali, dell’energia e della manodopera. 

A sottolineare tutto questo è Marcello Mirolli, presidente di ANCE Chieti Pescara, evidenziando una situazione di profonda emergenza per le imprese del territorio.

«Per le nostre imprese il gasolio non è una spesa marginale, ma un vero e proprio fattore produttivo», spiega Mirolli. 

Il carburante alimenta infatti direttamente i mezzi d’opera indispensabili per le attività quotidiane di cantiere: escavatori, pale, rulli, finitrici e autocarri. Tuttavia, l'impatto di questa crisi va ben oltre i soli costi diretti di gestione e funzionamento dei macchinari.

L’impennata dei carburanti si ripercuote in modo inevitabile anche sui costi di trasporto, generando un aumento generalizzato dei prezzi di acquisto delle materie prime e dei materiali da costruzione fondamentali. Tra questi si registrano rincari diffusi su inerti, bitume, cemento, acciaio, calcestruzzo e manufatti.

Le imprese si trovano così schiacciate da un insostenibile "doppio aumento": da un lato cresce il costo vivo per lavorare sul campo e, dall'altro, aumenta la spesa necessaria per l'approvvigionamento dei materiali. Si tratta di un effetto a catena asfissiante che grava in misura preminente sulle opere stradali e infrastrutturali, minacciando direttamente l’equilibrio economico dei contratti pubblici.

Per uscire da questa spirale, si reputa essenziale e urgente che il Governo e le stazioni appaltanti prendano tempestivamente atto di queste eccezionali variazioni di mercato. La richiesta formale prevede l’adozione di prezzari aggiornati e l’applicazione di adeguati e flessibili meccanismi di revisione dei prezzi.

«Non chiediamo privilegi o trattamenti di favore», conclude il presidente Mirolli, «ma solo condizioni eque che consentano alle imprese di continuare a lavorare e di portare a termine le opere pubbliche nei tempi previsti». Non è infatti tollerabile che rincari di natura eccezionale e del tutto imprevedibili vengano scaricati interamente sulle spalle delle imprese del settore.