Martedì, 1 Settembre 2026 AbruzzoNUOVA PESCARA: COMMISSIONE VOTA PER IL RINVIO“MANCANO CONDIZIONI”, M5S, “LA FACCIA UN COMMISSARIO”“Differimento tecnico”: questa la parola chiave della relazione conclusiva sul processo di fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore, approvato a maggioranza dall’assemblea costitutiva della Nuova Pescara, con 38 voti favorevoli, 12 contrari. Il documento è stato predisposto dal responsabile dell’Ufficio di fusione Fabio Zuccarini, e certifica l’impossibilità, allo stato attuale, di completare il percorso nei tempi fissati dalla legge regionale entro il 1 gennaio 2027. Ora spetterà al consiglio regionale decidere l’eventuale rinvio, di un anno, di due, ma potrebbe anche confermare la tempistica fissata dalla legge regionale del 2023. Nella relazione Zuccarini, si evidenzia che non ci sono i tempi per mettere insieme gestione dei rifiuti, tributi, polizia locale, urbanistica. E la fusione tra pochi mesi sarebbe dunque un salto nel buio. Favorevoli al rinvio tutti e tre i sindaci: di Pescara Carlo Masci, di Forza Italia, seppur più defilato, di Montesilvano, Ottavio De Martinis di Fratelli d’Italia e di Spoltore Chiara Trulli del Partito democratico L’ex consigliere regionale e consigliere di opposizione a Pescara, Carlo Costantini, promotore del referendum del 2014 sulla fusione, ha presentato un emendamento che chiedeva il potere sostitutivo previsto dalla normativa. Contrario al rinvio il Movimento 5 stelle, con il consigliere comunale di Pescara Paolo Sola e la consigliera regionale Erika Alessandrini che chiedono che dal 1° gennaio 2027 un commissario subentri ai sindaci per portare a termine la fusione, dopo la pubblicazione di una relazione conclusiva predisposta dall’Ufficio di fusione che certifica il mancato “La relazione è la fotografia di un fallimento politico. Non della Nuova Pescara, ma della classe politica che avrebbe dovuto realizzarla. Dopo dodici anni dal referendum ci sono ancora funzioni che continuano ad essere gestite autonomamente dai singoli Comuni e altre, tra cui servizi pubblici, urbanistica, servizi sociali, scuola e polizia municipale, per le quali il processo di associazione non è stato perfezionato, affermano Sola e Alessandrini. “Ogni rinvio premia chi non ha rispettato le scadenze e mortifica ancora una volta i cittadini che hanno già deciso nel 2014. Una legge regionale non può essere trattata come un giocattolo, modificandone le scadenze ogni volta che la politica non riesce a rispettarle. Dopo dodici anni, concedere altri due anni a chi ha boicottato il percorso significherebbe soltanto dare l’ennesimo calcio al barattolo”, aggiungono. La soluzione indicata dai due consiglieri è il commissariamento immediato a partire dal 1° gennaio 2027. «Dal 1° gennaio la transizione venga affidata a un commissario con il mandato di completare la fusione, coadiuvato da una regia sovracomunale a guida regionale e da tutte le professionalità tecnico-amministrative necessarie. Le criticità certificate dall’Ufficio vanno affrontate con strumenti, competenze e poteri adeguati, non utilizzate come giustificazione per spostare ancora una volta la scadenza. Il commissariamento non sarebbe la sconfitta della Nuova Pescara, ma la conseguenza del fallimento della politica che avrebbe dovuto realizzarla. Il 1° gennaio 2027 deve essere un punto di non ritorno: dopo dodici anni i sindaci tornino a casa e lascino che un commissario completi finalmente il percorso scelto dai cittadini. Hanno già aspettato abbastanza”.
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