Lunedì, 31 Agosto 2026 Abruzzo

L'uccisione dell'abruzzese Maria Spinelli nel rave di Arau

Arrestato nella notte un uomo svizzero di 43 anni

Prima svolta nelle indagini, a due giorni dalla sparatoria sui ragazzi che partecipavano al festival di musica elettronica di Aarau. La polizia cantonale ha arrestato un uomo svizzero di 43 anni, fermato all’una di notte.

L’indagine sulla sequenza esatta degli eventi, sul contesto e sul possibile movente è ancora in corso, chiariscono gli inquirenti, che nelle prossime ore potrebbero incontrare la stampa.

L’assalto è costato la vita alla 22enne abruzzese Maria Spinelli e ha ferito altri 5 giovani, di cui 2 italiani: Fabrizio Grande e Lorenzo Lombardo.

Maria Spinelli era nata all’ospedale San Liberatore di Atri nel 2003 e viveva a Città Sant’Angelo, nel Pescarese, dove risiede ancora il padre. Il prossimo 26 ottobre avrebbe compiuto 23 anni. Da circa un mese si era trasferita in Svizzera per lavorare come cameriera. Era partita dall’Abruzzo con l’obiettivo di costruirsi un futuro e iniziare una nuova esperienza nella ristorazione.

Prima di lasciare l’Abruzzo, Maria, che aveva la passione per la musica tecno, aveva studiato all’indirizzo alberghiero di Silvi, nel teramano, sede distaccata dell’Istituto Zoli. Dopo gli studi aveva deciso di trasferirsi in Svizzera, dove aveva iniziato a lavorare e a costruire la propria quotidianità lontano da casa. Una scelta che l’aveva portata a vivere stabilmente all’estero, pur mantenendo i legami con la sua terra d’origine e con la famiglia.

Sarebbe dunque uno l’autore, non più responsabili, bloccato dopo diverse ore in una zona militarizzata: 100 gli agenti schierati dalla Confederazione, più i servizi segreti e anche la polizia tedesca, vicini di casa del Cantone Argovia, a 20 chilometri dal confine. Una caccia all’uomo che ha coinvolto tutto il Paese e le zone di frontiera.

Restano le diverse opzioni al vaglio degli inquirenti, che indagano per omicidio volontario e tentato omicidio.

La prima pista è di matrice terroristica, potrebbe trattarsi di una sparatoria casuale, il gesto di un folle. Oppure, l’ipotesi che sembra prendere corpo nelle ultime ore, potrebbe essere una lite, un regolamento di conti finito male legato alla criminalità organizzata della zona. Ascoltato il 43enne fermato, la polizia avrà nelle mani un quadro più chiaro.

Gli investigatori svizzeri hanno individuato una trentina di bossoli sul campo, sparati da almeno due armi diverse. Un calibro da 9 millimetri, tipico delle pistole o dei mitra, e un calibro da 4 millimetri e mezzo, usati per i fucili d’assalto.