Giovedì, 6 Agosto 2026 AbruzzoListe di attesa: l'Abruzzo vara una cura da cavalloUn piano di cento giorni che per Marsilio è prioritàIndividuare rapidamente dove si creano i rallentamenti e intervenire in modo mirato, invece di rincorrere le emergenze, eliminare i colli di bottiglia, riorganizzare tutta la filiera sanitaria uniformando le procedure di tutte e quattro le Asl, con costante monitoraggio sui risultati. Ottimizzare l’utilizzo di apparecchiature diagnostiche e terapeutiche, accelerare ancora sulla digitalizzazione e innovazione tecnologica, con utilizzo crescente anche della Intelligenza artificiale. Ecco cosa prevede il “Piano operativo 100 giorni”, la cura da cavallo da attuare entro il 31 dicembre, con cui la Regione Abruzzo intende finalmente abbattere le liste di attesa per avere una visita o un esame. Il vero bubbone della sanità pubblica, che costringe i cittadini a rinunciare spesso alle cure, pur garantite dalla Costituzione, o andare dai privati a proprie spese, sempre se uno se lo possa permettere. Una priorità assoluta per il presidente della Regione Marco Marsilio, di Fdi, come spiegato ai suoi. E così lunedì a Pescara, nella dell’Agenzia sanitaria regionale (Asr), si è tenuta una riunione operativa per mettere a terra nei prossimi mesi il “Piano dei 1oo giorni”, che è stato già inserito in uno dei capitoli nel Programma operativo che il Tavolo interministeriale della sanità ha imposto all’Abruzzo per azzerare il deficit della sanità entro il 2028. Un debito che con il dato aggiornato al 16 luglio, ammonta per il 2025 a circa 73 milioni di euro. Tanti, ma comunque molto meno rispetto alle prime proiezioni che indicavano un buco di ben 1o3 milioni. Alla riunione hanno preso parte l’assessore alla Salute Nicoletta Verì, il direttore dell’Asr, Maurizio Brucchi, il direttore della dipartimento Sanità Camillo Odio, i quattro direttori generali della Asl, Paolo Costanzi, L’Aquila, Maurizio Di Gioisia, Teramo, Vero Michitelli Pescara e Mauro Palmieri, Chieti, dirigenti regionali e delle Asl e i responsabili dei Centri unici di prenotazione. Obiettivo per la riunione quello di correre nella realizzazione dell’obiettivo inserito nel Piano operativo, approvato con delibera di giunta a giugno, e pubblicato sul Burat, che però non ha avuto finora adeguata attenzione e pubblicità, pur affrontando il principale problema che affligge la sanità abruzzese. Tenuto conto che finora la Regione ha messo in campo una strategia poco coordinata e confusa, affidata all’ingegnere Marco Scorrano, responsabile Unico Regionale dell’Assistenza Sanitaria (RUAS) in Abruzzo, incaricato di coordinare il monitoraggio e la gestione delle liste d’attesa sanitarie, dirigente della Provincia di Pescara, che non è stato affiancato però da una squadra all’altezza della sfida per numero e potenza di fuoco. Il nuovo Piano dei 1oo giorni è in linea di continuità e fortemente interconnesso con il progetto regionale Vna, acronimo di Vendor Neutral Archive, sviluppata in linea con gli obiettivi del Pnrr, presentato a inizio luglio, ideato e promosso Riccardo Urbani, esperto di livello nazionale in innovazione tecnologica e cybersicurezza, chiamato già dal 2019 come super consulente dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, e che ha permesso di realizzare una piattaforma regionale per centralizzare e condividere in modo sicuro le immagini radiologiche e i relativi referti prodotti dalle quattro Asl abruzzesi, e che si pone l’obiettivo di incrementare la digitalizzazione della sanità abruzzese. Si è convenuto nella riunione, da quanto si apprende, che per ridurre le liste d’attesa non basta aumentare il numero di visite o di esami, e il personale dedicato, ma soprattutto occorre ripensare il modo in cui il sistema sanitario è organizzato. Ogni Azienda sanitaria dovrà dunque essere coinvolta in un percorso operativo condiviso, con obiettivi misurabili, monitoraggio continuo e responsabilità definite. Le decisioni non dovranno essere più prese soltanto sulla base di percezioni o segnalazioni episodiche, ma attraverso indicatori aggiornati che consentono di comprendere in tempo reale l’andamento del sistema. Accanto alla riorganizzazione dei processi entra in gioco anche l’innovazione tecnologica, proseguendo sulla proficua strada dei progetti di digitalizzazione della Regione Abruzzo, utilizzando strumenti sempre più evoluti di analisi dei dati e, progressivamente, applicazioni basate sull’intelligenza artificiale per supportare la programmazione sanitaria, individuare criticità, prevedere situazioni di congestione e aiutare i decisori a intervenire con maggiore rapidità ed efficacia. L’intelligenza artificiale, naturalmente, non sostituisce il medico né il professionista sanitario. Diventa invece uno strumento di supporto alle decisioni organizzative, capace di trasformare milioni di dati in informazioni utili per migliorare la gestione delle agende, ottimizzare le risorse disponibili e ridurre i tempi di attesa. E tempo da perdere non c’è, Marsilio ne è ben consapevole, che sull’abbattimento delle liste di attesa, con risultati finalmente tangibili, si gioca una fetta molto importante del consenso, e della possibilità del centrodestra di continuare ad governare l’Abruzzo anche dopo il 2029. Come già riferito da Abruzzoweb, secondo l’analisi realizzata da Salutequità, sui dati della Piattaforma Nazionale sulle liste di attesa del Ministero della Salute, solo la Basilicata e le Marche nei primi cinque mesi del 2026 sono in grado di garantire il rispetto dei tempi massimi di attesa per una visita in almeno il 90% dei casi, la soglia prevista per legge, nei codici di priorità B (breve, 10 giorni), D (differita, 30 giorni) e P (programmata, 120 giorni). Per gli esami diagnostici uniche regioni in regola sono ancora una volta la Basilicata e il Veneto Nessuna delle altre regioni può vantare invece il rispetto delle tempistiche in tutte e tre le categorie di visite e analisi brevi, differite e programmate, e l’Abruzzo è tra queste, assieme a Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Provincia autonoma di Bolzano, Provincia Autonoma di Trento, Puglia ed Umbria. Praticamente in Italia solo 6.862.469 di cittadini vedono rispettati i tempi massimi di attesa previsti dalla Legge, cioè l’11,64%. Entrando nel dettaglio “Piano dei 100 giorni”, così come inserito in sintesi nel Programma operativo, sono previste quattro misure, da realizzare entro il 31 dicembre. La prima azione è “Assessment delle attività processuali”, ovvero “la mappatura dei processi regionali e aziendali e valutazione della loro efficienza attraverso il ‘cruscotto regionale’ e dei relativi indicatori minimi, previsti nel ‘Piano operativo 100 giorni per la riduzione delle liste di attesa’, al fine di rendere confrontabili le aziende e rendere immediatamente visibili i colli di bottiglia”. La seconda azione è “Implementazione di un sistema di monitoraggio e definizione di un supporto alla programmazione e gestione delle liste di attesa”, ovvero si legge nel documento, “per il sistema di monitoraggio e definizione di un supporto alla programmazione e gestione delle liste di attesa si prevede, oltre all’integrazione dell’infrastruttura regionale con la Piattaforma nazionale liste di attesa istituita presso Agenas”, i seguenti punti: Cup/verità, integrità delle agende pubbliche e private accreditate, visibili e coerenti con la capacità reale e riduzione dei no-show tramite promemoria, e conferma e disdetta semplice”. La terza azione è “Ottimizzazione della gestione delle apparecchiature diagnostiche e terapeutiche”, per accelerare al massimo possibile visite ed esami. Infine, quarta azione, è “Change management e Comunicazione”, ovvero la “realizzazione di una campagna di comunicazione rivolta a cittadini e professionisti del SSR, finalizzata a promuovere consapevolezza, orientamento e adozione dei nuovi processi attraverso la produzione di materiali informativi, linee guida e regolamenti a supporto del consolidamento dei risultati del Piano operativo”. Anche nel Programma operativo si ricorda che già, la Regione Abruzzo ha adottato i provvedimenti conseguenti alle indicazioni nazionali e rivisto il proprio sistema di governance, avvalendosi delle prestazioni aggiuntive del personale medico e del personale sanitario del comparto sanità e del ricorso al privato accreditato per completare l’esecuzione dei piani di recupero. |
