Mercoledì, 5 Agosto 2026 AbruzzoModifica alla legge urbanistica della Regione AbruzzoPettrinari accusa: "Una vergogna istituzionale con inciucio"“Quello che si è verificato negli ultimi giorni in Regione Abruzzo ha dell’incredibile e merita di essere denunciato con la massima forza. Con un emendamento è stata modificata una norma fondamentale in materia urbanistica, prevedendo che i cambi di destinazione d’uso non siano più soggetti alla procedura di variante urbanistica e, di conseguenza, non debbano più passare attraverso il voto dei Consigli comunali. Si tratta di un obbrobrio normativo”. Lo dichiara Domenico Pettinari Presidente Movimento Politico “Pettinari per l’Abruzzo’ “Una vergogna istituzionale. Una scelta gravissima che rischia di aprire un’autostrada alla speculazione edilizia, sottraendo ai Comuni il loro ruolo costituzionale di pianificazione e programmazione del territorio. È un precedente pericoloso che concentra il potere decisionale, indebolisce gli enti locali e riduce drasticamente la trasparenza delle scelte urbanistiche. Ma c’è un aspetto che rende questa vicenda ancora più inquietante. A denunciare pubblicamente questa norma non sono stati i gruppi di opposizione presenti nel Consiglio regionale, bensì Rifondazione Comunista, un partito che non ha alcun rappresentante nell’assemblea regionale. Gli abruzzesi e i pescaresi non hanno saputo nulla di questa vicenda dalle forze politiche che siedono sui banchi della minoranza”. “Ed è una circostanza che impone una riflessione politica. Di fronte a una norma di tale portata, i consiglieri di opposizione avrebbero avuto il dovere politico e istituzionale di mettere in campo ogni strumento previsto dal regolamento: presentare migliaia di emendamenti e subemendamenti, attuare un ostruzionismo senza precedenti, rallentare i lavori dell’aula e, se necessario, arrivare perfino all’occupazione simbolica del Consiglio regionale pur di impedire l’approvazione di una disposizione tanto controversa. Nulla di tutto questo è avvenuto. Anzi, dalle cronache giornalistiche apprendiamo addirittura che l’emendamento sarebbe stato materialmente consegnato in aula da un esponente della stessa minoranza. Se ciò fosse confermato, si tratterebbe di un fatto politicamente gravissimo, che merita spiegazioni chiare ai cittadini”. “Parlo con cognizione di causa. Nei miei dieci anni trascorsi in Consiglio regionale, quando sedevo all’opposizione, mi sono trovato più volte davanti a provvedimenti che ritenevo dannosi per l’interesse pubblico. E in quelle occasioni non mi sono limitato a votare contro. Ho presentato migliaia di emendamenti ostruzionistici, ho promosso proteste in aula, ho occupato il Consiglio regionale insieme ai colleghi e ho utilizzato ogni strumento democratico e regolamentare per impedire l’approvazione di norme che ritenevo sbagliate. Per questo oggi una domanda sorge spontanea. Perché il centrosinistra, con Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, non ha fatto nulla di tutto questo? Perché non sono stati presentati migliaia di emendamenti? Perché non è stato organizzato un vero ostruzionismo? Perché non è stata occupata l’aula del Consiglio regionale davanti a una norma che incide così profondamente sulla tutela del territorio? Perché? Forse questa domanda non avrà mai una risposta ufficiale. Ma ogni cittadino ha il diritto di trarre le proprie conclusioni”. “Una cosa, però, appare sempre più evidente: centrodestra e centrosinistra, troppo spesso, finiscono per essere le due facce della stessa medaglia. Sui temi più delicati e controversi accade frequentemente che le contrapposizioni di facciata lascino spazio, dietro le quinte, a convergenze che consentono di far passare norme impopolari nel massimo silenzio. Purtroppo non è una novità. Ho vissuto per anni il Consiglio regionale abruzzese, opponendomi prima al governo di centrosinistra guidato da Luciano D’Alfonso e successivamente alla maggioranza di centrodestra guidata da Marco Marsilio. Posso testimoniare che, in più di un’occasione, ho assistito a operazioni trasversali nelle quali maggioranza e opposizione trovavano punti di convergenza su provvedimenti scomodi”. “Il meccanismo era spesso lo stesso: dietro le quinte si raggiungeva un’intesa politica; in aula l’opposizione si limitava a esprimere un voto contrario, utile soltanto a salvare le apparenze, evitando però qualsiasi forma di ostruzionismo capace di rallentare o bloccare il provvedimento. Così la maggioranza otteneva rapidamente l’approvazione della norma e l’opposizione poteva comunque rivendicare formalmente di aver votato contro. È un metodo che tradisce il ruolo stesso dell’opposizione e priva i cittadini di una vera rappresentanza. Non so se sia accaduto esattamente questo nel caso della norma urbanistica approvata in questi giorni. So però che in passato il mio compito è stato proprio quello di denunciare questi meccanismi, smascherare gli inciuci trasversali e impedire che decisioni prese lontano dagli occhi dei cittadini producessero effetti devastanti sull’interesse collettivo. Oggi più che mai serve trasparenza”. “Serve un’opposizione che faccia davvero opposizione. Serve una politica che difenda il territorio, il ruolo dei Comuni e il diritto dei cittadini a conoscere ciò che accade nelle istituzioni. Perché quando il silenzio dell’opposizione accompagna le scelte della maggioranza, a perdere non è una parte politica: a perdere sono i cittadini abruzzesi”, conclude Pettinari. |
