Venerdì, 17 Aprile 2026 Abruzzo

Sui lupi ritrovati morti ad Alfedena intervento di Alessio Monaco

"Occorrono più risorse per prevenzione e controlli"

“Dieci lupi trovati morti in pochi giorni tra Alfedena e Pescasseroli. È un fatto di una gravità inaudita. La Procura di Sulmona indaga e l’ipotesi più accreditata, emersa dai primi rilievi dei Guardiaparco e del Nucleo Cinofilo Antiveleno, è quella dell’avvelenamento. Davanti a questo, la politica non può girarsi dall’altra parte. Il veleno è la sconfitta di tutti. Non colpisce solo il lupo. Colpisce l’orso marsicano, simbolo fragile della nostra terra. Colpisce i rapaci, l’intera catena alimentare, l’equilibrio di un ecosistema che è patrimonio di tutti gli abruzzesi”. Lo afferma in una nota il consigliere regionale Alessio Monaco, capogruppo di Avs in riferimento al fatto di cronaca avvenuto nella provincia aquilana in area parco e chiede, tra le altre cose, più  prevenzione e controlli.

“Colpisce anche noi”, prosegue, “perché avvelena l’immagine, l’identità e l’economia di un territorio che sul Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise ha costruito la sua reputazione nel mondo. So che il dibattito sulla convivenza con i grandi carnivori è acceso. È legittimo, va affrontato nelle sedi istituzionali. Ma nessuna tensione, nessun danno subito, nessuna esasperazione può mai giustificare il ricorso a pratiche illegali. La giustizia fai-da-te è inaccettabile in una comunità civile. È la negazione dello Stato di diritto. Per questo esprimo piena fiducia nell’attività della magistratura, dei Guardiaparco, dei Carabinieri Forestali e dell’Istituto Zooprofilattico di Avezzano. Si faccia chiarezza, si trovino i responsabili. L’Abruzzo ha bisogno di verità”.

Ma la verità giudiziaria non basta. Serve una risposta politica. Da anni diciamo che la gestione della fauna passa dalla prevenzione, non dalla repressione. Eppure gli strumenti per aiutare davvero gli allevatori — recinzioni elettrificate, cani da guardiania, indennizzi rapidi e certi — restano sottofinanziati. Il Nucleo Antiveleno fa un lavoro straordinario, ma non può essere lasciato solo. La Regione Abruzzo deve scegliere da che parte stare. O sta con chi difende la legalità e investe sulla convivenza, o lascia campo libero a chi pensa di risolvere i problemi con le esche. Non ci sono zone grigie. Il Parco non è un vincolo. È la nostra infrastruttura più preziosa. Ci porta turismo, lavoro, orgoglio. Difenderlo significa difendere l’Abruzzo. Chi mette il veleno attacca tutti noi: i pastori onesti, gli operatori, i sindaci, i cittadini”.

“Per questo, come capogruppo di AVS, chiederò che la Giunta riferisca subito in Consiglio regionale sugli esiti delle analisi e sulle misure che intende adottare. E chiederò che nel prossimo bilancio ci siano risorse vere per la prevenzione e per il rafforzamento dei controlli. Nel 2026 non possiamo avere paura del lupo. Dobbiamo avere paura del veleno. E di una politica che, per convenienza, decide di non vedere”, conclude.