Giovedì, 16 Aprile 2026 Vastese

La Riforma della Gestione idrica al centro dell’assemblea dei sindaci indetta dalla Sasi

Presentato ai Sindaci il progetto di aggregazione Aca-Sasi-Saca

La massiccia partecipazione dei sindaci (68) ha subito evidenziato l’importanza dell’assemblea indetta dal Cda della Sasi (società che gestisce servizio idrico, depurazione e fognature di 87 Comuni della Provincia di Chieti) presieduto da Nicola Scaricaciottoli che si è tenuta questa mattina nella sala del Patto Territoriale Sangro Aventino a Santa Maria Imbaro, per avviare un confronto costruttivo e decidere la strada da percorrere in vista della Riforma regionale sulla gestione della risorsa idrica. Presenti i consiglieri Consuelo Di Martino e Mario Paolini, i direttori Manuela Carlucci (area commerciale) Pio D’Ippolito (area tecnica). Al centro dell’incontro la presentazione del progetto industriale trentennale che prevede l’aggregazione di Aca, Sasi e Saca, commissionato dal precedente Consiglio d’amministrazione della società proprio in in vista della Riforma regionale che contiene già una norma inderogabile: il numero dei gestori - attualmente sei - non dovrà superare quello delle Province.

Il Presidente Scaricaciottoli aveva già evidenziato la volontà di sottoporre il progetto al parere dei sindaci, proprietari delle reti, che questa mattina hanno avuto l’occasione di esprimere considerazioni, valutazioni e pure qualche dubbio e perplessità in merito alla proposta. “Con la scadenza delle concessioni il 31 dicembre del 2027 e i conseguenti cambiamenti previsti dalla norma, a partire dal numero che non può essere maggiore di quattro, è fondamentale confrontarsi e valutare la strada da percorrere – ha esordito Scaricaciottoli – tenendo ben presente una imprescindibile priorità l’affidamento in house del sistema idrico per evitare l’alternativa della gara pubblica che significa aprire alla partecipazione di grossi gruppi nazionali e internazionali con i quali non potremmo competere e quindi con il rischio concreto della gestione privata dell’acqua”. E sulla gestione pubblica tutti gli amministratori presenti si sono detti d’accordo, pronti anche a superare sigle di partito e coalizioni di appartenenza nel nome di “un bene prezioso, vitale”. Più di 35 sindaci di altrettanti Comuni hanno pure sottoscritto un documento che esprime parere favorevole al progetto di fusione tra i tre gestori. “Il progetto di aggregazione appare meritevole di approfondimento serio e strutturato, in quanto potenzialmente idoneo a rafforzare la capacità industriale del servizio, superare la frammentazione gestionale e migliorare l’efficienza complessiva del sistema. Siamo convinti – si legge nella nota letta e illustrata dal sindaco di Vasto Francesco Menna – che i sindaci soci Sasi debbano ribadire con forza all’Ersi nella sua funzione di ente affidante, la propria totale adesione verso la scelta motivata dell’affidamento in house, con la costituzione di due ambiti territoriali”.

La parola è passata poi ai sindaci, tra considerazioni, suggerimenti e obiezioni. E’ stata evidenziata l’importanza della centralità dei sindaci e dei territori che dovrebbe essere mantenuta anche nella nuova governance “Oggi i sindaci non sono stati chiamati a votare la proposta ma a prenderne atto con maggior attenzione, valutando soprattutto che il tempo di cui disponiamo ci invita a definire la strada da percorrere, e qualunque sia la scelta ultima la conditio sine qua non resta l’affidamento in house. Scongiurare – ha ribadito il presidente della Sasi - la gestione ai privati è l’obiettivo prioritario”.

Il sindaco di Roccascalegna Domenico Giangiordano, delegato Ersi, si è soffermato più di una volta sui tempi “ci troviamo di fronte a un bivio, le decisioni vanno valutate ma senza perdere tempo”.

L’importanza dell’argomento che coinvolge direttamente i territori, non solo la società, ha suscitato interesse e partecipazione testimoniati dai tanti interventi. La riunione, iniziata alle 10.00, si è conclusa dopo due ore di discussione in un clima propositivo e vivace. E prima dei saluti a riportare l’assemblea sul punto su cui dovranno incentrarsi e concentrarsi riflessioni e valutazioni, la consigliera Consuelo Di Martino, avvocato, che ha voluto ricordare a tutti che “la norma nazionale prevede Ente d’ambito unico e gestore unico, ma lascia un piccolo spiraglio, con la possibilità di andare in deroga alla norma nazionale. Per questo era stato commissionato il progetto presentato oggi perché potesse valutare una struttura contenente i requisiti di economicità ed efficienza, fondamentali per la deroga e per avere una concreta opportunità”.

Si tratta di un tema centrale che sarà al centro di altri incontri e riunioni. “Abbiamo acquisito tanti pareri, sentiremo anche la Regione e faremo le opportune considerazioni e scelte”, ha concluso il presidente Scaricaciottoli