Venerdì, 13 Marzo 2026 Vastese

Domenica a Cupello la Società Civile per il no al referendum incontra la cittadinanza

Appuntamento alle ore 17,30 nella Sala Consiliare del Comune

In vista della consultazione referendaria del 22-23 marzo, Società civile per il NO organizza, domenica 15 marzo alle ore 17:30, un incontro pubblico presso la Sala consiliare del Comune di Cupello.

Presenteranno le ragioni del NO Marco Alessandrini, avvocato egià sindaco di Pescara e Angelo Mariano Bozza, magistrato aderente al comitato Giusto dire NO e già presidente del Tribunale di Pescara.

Abbiamo voluto parlarne con due figure direttamente e diversamente impegnate nei percorsi giuridici - un avvocato e un magistrato - per coglierne i punti di vista e comprendere meglio le ragioni del NO.

Società civile per il No di Cupello ha poi organizzato alcuni incontri di approfondimento che si sono tenuti e si terranno presso la sede di Officina Cupello (che ringraziamo per la preziosa ospitalità) l’8, il 12 e il 16 marzo.

La riforma costituzionale promossa dal Governo e dalla maggioranza che lo sostiene, intervenendo su ben sette articoli della Carta fondamentale, avrebbe meritato un percorso più aperto e un confronto parlamentare non blindato.

La riforma va ad incidere su uno dei tre Ordini fondamentali del sistema democratico, quello della Magistratura che, sia nella formulazione vigente che in quella eventualmente futura dell’articolo 104 della Costituzione, è definita ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere.

L’autogoverno della Magistratura è ovvio presupposto per l’autonomia e l’indipendenza della stessa ed è per questo motivo che una riforma di tale portata avrebbe meritato un percorso più sereno.

Il Governo ha poi voluto escludere dal voto circa cinque milioni di cittadini che vivono lontani dalle loro residenze per motivi di lavoro e studio.

Nonostante dal Parlamento sia giunta questa richiesta, il Governo l’ha respinta, mostrando mancanza di sensibilità verso tanti cittadini che avrebbero potuto votare senza onerosi e veloci spostamenti verso la loro residenza.

Trattandosi di un referendum costituzionale, questa scelta tradisce lo spirito di una maggioranza che non sente come un dovere il massimo coinvolgimento dei cittadini su scelte fondamentali.