Giovedì, 29 Gennaio 2026 ChietiASL di Chieti, gli ordini professionali in rivolta"Illegittimo accentramento della gestione del personale"Quattro Ordini professionali della sanità contestano le nuove modalità di gestione del personale introdotte dalla Asl Lanciano Vasto Chieti e scrivono ai vertici della Regione Abruzzo per segnalare quello che definiscono “uno svuotamento delle competenze organizzative: l’azienda sanitaria ha deciso che sarà la Direzione strategica a scegliere direttamente dove destinare ogni nuovo assunto, togliendo questo compito ai Servizi delle professioni sanitarie”. Una scelta, dichiarano in una nota, che “viola l’autonomia gestionale prevista dalla normativa”. La protesta è stata formalizzata in una lettera al presidente della Regione, Marco Marsilio, all’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, e al presidente della V Commissione consiliare, Paolo Gatti. A sottoscriverla sono Angelo Di Matteo, presidente dell’Ordine dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (Tsrm e Pstrp) di L’Aquila-Chieti-Pescara-Teramo; Cinzia Di Matteo (Ostetriche), Stefano Maceroni (Fisioterapisti) e Giancarlo Cicolini (Infermieri Chieti). Una recente disposizione della Direzione generale, ricordano, ha stabilito che le assegnazioni di tutto il personale, dai dirigenti al comparto, passino sotto il controllo diretto dei vertici aziendali. Secondo gli Ordini, “questo accentramento contrasta con la legge 251 del 2000, che riconosce alle professioni sanitarie specifiche funzioni di pianificazione e organizzazione”. “L’Abruzzo aveva recepito queste norme – si legge ancora nella nota – istituendo i Servizi delle professioni sanitarie (infermieristiche, ostetriche, riabilitative, tecnico-sanitarie) per garantire una gestione tecnica e autonoma del personale. Ignorare questi organismi significa, per i rappresentanti di categoria, paralizzare l’efficienza organizzativa”. I firmatari della lettera chiedono con urgenza un tavolo di confronto in Regione “per ripristinare il rispetto dei ruoli e garantire che l’organizzazione dei servizi risponda ai reali bisogni assistenziali, senza ingerenze burocratiche”. |
