Giovedì, 29 Gennaio 2026 AbruzzoGIRO D’ABRUZZO: D’ALFONSO, “COSTO 2 MLN E PROCEDURA BISLACCA"IL PRESIDENTE MARSILIO RISPONDA A QUESTE 10 DOMANDE“Chi si è amministrativamente assunto la responsabilità organizzativa, autorizzatoria, procedimentale, di realizzare un evento del costo di oltre 2milioni di euro senza ritenere legittimo e fondamentale disporre prima di un contratto firmato? E con quale atto formale lo ha fatto? Qual è l’identità di colui che, unico uomo al timone, ha firmato il via libera? E chi non si è preoccupato di verificare che ‘le carte fossero a posto’ prima di procedere con l’attività posta in essere?”. E’ solo la prima di dieci domande formulate dal deputato del Pd, Luciano D’Alfonso, sul Giro d’Abruzzo, e in particolare , su una “procedura amministrativa bislacca, disordinata, confusa (volutamente?), ponendo dubbi fondati di legittimità documentale e che impone ribadire un concetto sacrosanto: nella pubblica amministrazione non si spende sulla parola, non si spende sulla fiducia e non si spende a credito”. LA NOTA Quando la signora Maria esce di casa per comprare il pane e il latte, e magari qualche cioccolatino, si preoccupa di prendere i due spicci in casa e di metterli nel borsello perché la spesa non si fa a credito, ma si paga. E se quando arriva alla cassa si accorge che il conto è troppo alto, rinuncia alla cioccolata. La Regione Abruzzo, al contrario, non bada a spese e contrae debiti fuori bilancio a spese degli abruzzesi con una cioccolata che si chiama Giro d’Abruzzo, che a quasi un anno di distanza, torna indietro come un boomerang. Sul prestigio dell’evento sportivo non vi è alcun dubbio, un prestigio ben superiore rispetto ai milioni di euro rovinosamente spesi per il ritiro del Napoli Calcio. Ma a rovinare l’immagine e il nome di quel ricordo, oggi, è una procedura amministrativa bislacca, disordinata, confusa (volutamente?), ponendo dubbi fondati di legittimità documentale e che impone ribadire un concetto sacrosanto: nella pubblica amministrazione non si spende sulla parola, non si spende sulla fiducia e non si spende a credito Tra il 15 e il 18 aprile 2025 l’Abruzzo ha accolto e celebrato il Giro, un evento preceduto da una straordinaria e costosa campagna promozionale, per far sì che anche le pietre della mia Maiella ne fossero a conoscenza. Eppure quella corsa, come ricostruito dagli stessi uffici regionali, era amministrativamente e colpevolmente ‘abusiva’: solo il 3 giugno 2025, dunque due mesi dopo la conclusione della manifestazione sportiva, AreaCom ha notificato ‘l’avvenuta aggiudicazione a favore di RCS Sport Spa della procedura negoziata in affidamento diretto tramite rdo dei servizi relativi all’evento sportivo denominato ‘Giro d’Abruzzo – edizione 2025′ per un importo lordo di IVA pari a 2.061.800,00 euro, giusta determinazione di AreaCom del 28 maggio 2025’. E la ricostruzione documentale certificata prodotta dagli Uffici della Regione Abruzzo sancisce che ‘l’aggiudicazione del servizio, intervenuta successivamente alla realizzazione dell’evento, ha dato origine a un debito fuori bilancio per la Regione Abruzzo non potendo procedere alla assunzione dell’impegno contabile’ L’anomalia diventa un capolavoro di riscrittura procedurale quando due consiglieri regionali decidono di far approvare quel debito non con un iter amministrativo consono, fatto di accertamento, verifica ed esame istruttorio degli uffici deputati e di progetti di legge specifici, ma con un emendamento e sub-emendamento al bilancio Sul tema pongo allora 10 semplici domande rivolte al Presidente di Regione e alla sua accalorata, impegnata, ma evidentemente distratta, maggioranza: 1. Chi si è amministrativamente assunto la responsabilità organizzativa, autorizzatoria, procedimentale, di realizzare un evento del costo di oltre 2milioni di euro senza ritenere legittimo e fondamentale disporre prima di un contratto firmato? E con quale atto formale lo ha fatto? Qual è l’identità di colui che, unico uomo al timone, ha firmato il via libera? E chi non si è preoccupato di verificare che ‘le carte fossero a posto’ prima di procedere con l’attività posta in essere? 2. L’Abruzzo dei gabbiani si è trasformato in un laboratorio di sperimentazione amministrativa, in cui si organizzano eventi milionari “sulla fiducia” in barba alle leggi vigenti della Repubblica italiana? 3. Il Consiglio è un organo di controllo o un semplice passacarte di una giunta che, come il capostazione di Alanno, se la suona e se la canta? I singoli consiglieri regionali sono consapevoli che ogni voto in aula si traduce in una assunzione di responsabilità personale e che a fronte di un disavanzo sanitario di 130milioni di euro, un debito fuori bilancio di oltre 2milioni di euro per pagare il passaggio delle biciclette assume una dimensione degna di valutazione? 4. Chi si è fatto garante nei confronti della società organizzatrice del Giro che la Regione avrebbe certamente pagato le spese connesse all’evento pur in assenza di un contratto? Sono intervenute le strette di mano rassicuratrici e le rincuoranti pacche sulle spalle della politica o si tratta di strizzate d’occhio intercorse tra tecnici? 5. Quale livello di disorganizzazione regionale ha impedito che un evento programmato e noto da mesi fosse accompagnato da un regolare iter amministrativo nei tempi corretti? 6. Quali uffici erano a conoscenza dell’assenza di un contratto efficace e quali comunicazioni interne sono intercorse prima, durante e dopo l’evento, fino all’emersione del debito fuori bilancio? 7. La Corte dei Conti è stata informata tempestivamente di questa anomalia procedurale? O si è semplicemente già predisposta una pezza giustificatoria nel caso la magistratura contabile sollevasse il problema? 8. Quanti altri eventi o iniziative di questa Giunta rischiano di trasformarsi, domani, in nuovi debiti fuori bilancio? Tra Festival di canzonette, fiere birraie, serpenti sanremesi e cartoni animati al mare, sono già in essere le procedure contabili, o si ha l’intenzione di coprire a posteriori le relative spese, secondo la logica del ‘finita la festa, gabbato il santo’, in questo caso gli abruzzesi? 9. Veniamo poi alle procedure contabili: perché ricorrere a un emendamento per garantire la copertura della spesa, anziché a una procedura chiara, trasparente, legittima e normativamente corretta come un progetto di legge ad hoc? Perché e chi non ha permesso agli uffici contabili delegati di effettuare il proprio iter come consuetudine? 10. Questa maggioranza ritiene che il prestigio mediatico del Giro d’Abruzzo giustifichi la sospensione delle regole contabili e amministrative? Quali altri eventi autorizzano lo stesso trattamento? 11. Come hanno fatto a convincere le imprese a lavorare, in assenza di copertura finanziaria? Chi ha parlato con chi? Qual è l’impresa o le imprese che accettano di lavorare senza certezza di risorse economiche? Che tipo di amichettismo c’è sotto? Ritengo che la Commissione di Vigilanza regionale abbia la necessità e l’urgenza morale di condurre una indagine approfondita e capillare sulla vicenda. Suggerisco di allargare il raggio di chiarimento, convocando non semplicemente gli Organi regionali interni, ma anche i vertici apicali della società RCS al fine di ricostruire chi, come e quando ha deciso di poter scavalcare la normativa gestendo i soldi della signora Maria |
