Mercoledì, 27 Agosto 2025 Abruzzo“FUGA DAL LAVORO IN ABRUZZO”: CRESCE INDICE ANZIANITA’65MILA LAVORATORI IN PENSIONE ENTRO IL 2029In una delle regioni con l’indice di anzianità più elevato, l’Abruzzo, entro il 2029 si perderanno quasi 65mila lavoratori. Infatti, secondo i dati elaborati dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre sul Sistema Informativo Excelsior -, realizzato da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – tra il 2025 e il 2029 poco più di 3 milioni di lavoratori italiani, pari al 12,5% circa del totale nazionale, lasceranno uffici e fabbriche per andare in pensione. Di questi, 1.608.300 sono attualmente dipendenti del settore privato (52,8%), 768.200 lavorano nell’Amministrazione pubblica (25,2%) e 665.500 sono lavoratori autonomi (21,9%). In Italia l’indice di anzianità è di 65,2, ossia ogni 100 dipendenti sotto i 35 anni ce ne sono 65 che ne hanno oltre 55. Ad oggi, la regione che presenta l’indice di anzianità dei dipendenti privati più elevato è la Basilicata (82,7). Seguono la Sardegna (82,2), il Molise (81,2), l’Abruzzo (77,5) e la Liguria (77,3). Le regioni meno colpite da questo fenomeno sono l’Emilia Romagna (63,5), la Campania (63,3), il Veneto (62,7), la Lombardia (58,6) e il Trentino Alto Adige (50,2). In valore assoluto, le regioni più coinvolte dalla domanda di sostituzione saranno quelle dove la popolazione lavorativa è più numerosa e tendenzialmente ha una età media più elevata: la Tra le maestranze private, quelle lombarde saranno le più interessate d’Italia: sul totale regionale da rimpiazzare incideranno per il 64,6%. Seguono l’Emilia Romagna (58,6%) e il Veneto (56,5%). I meno coinvolti, saranno i lavoratori privati della Sardegna (38,5%), del Molise (38,4%) e della Calabria (36,6%). In queste ultime regioni, la maggioranza degli addetti da sostituire sarà riconducibile alle categorie dei dipendenti pubblici e dei lavoratori autonomi. Dei 3 milioni di addetti in uscita, quasi 2.205.000 (il 72,5% del totale da sostituire) sono occupati nei servizi. Altri 725.900 nell’industria (23,8%) e 111.200 (3,6%) nell’agricoltura. Particolarmente importanti saranno le uscite nel commercio (379.600 unità), nella sanità pubblica/privata (360.800) e nella Pubblica Amministrazione (331.700). Nell’industria spicca il numero di rimpiazzi delle costruzioni (179.300). Commentando il report, in una nota Daniele Licheri, segretario regionale di Sinistra Italiana, scrive: “Fuga dal lavoro, in Abruzzo entro il 2029 perderemo quasi 65mila lavoratori: occorre che la Regione investa su reali e qualificati percorsi di inserimento nel mondo lavorativo dei giovani. La vera scommessa sono, infatti, i giovani e l’innovazione, per far fronte alla svolta epocale di una popolazione che sta invecchiando e in cui i nostri ragazzi e le nostre ragazze scelgono di andare via. Occorre invertire questa tendenza con reali opportunità”. “In Abruzzo si prevedono, tra il 2025 e il 2029, 64.400 domande di sostituzione, di cui 31.400 dipendenti privati. “Ad allarmare, soprattutto, è l’indice di anzianità dei dipendenti privati, che vede la nostra regione sopra la media nazionale, con il 77,5% nel rapporto tra over 55 e under 35. Le cause di questa tendenza sono numerose, come sottolinea la Cgia: pochi ingressi nel mercato del lavoro dei giovani rispetto alle fasce anagrafiche che superano la soglia dei 55 anni e una più prolungata permanenza nei luoghi di lavoro degli addetti in età avanzata – continua Licheri -. Il problema è già ora, come sulle cronache regionali abbiamo visto in questi giorni alla Stellantis, con 600 lavoratori pronti a licenziarsi, il 12% della forza lavoro dello stabilimento di Atessa”. |