Sabato, 12 Marzo 2022 Abruzzo

Parlamentari d'Abruzzo: la classifica dei più presenti e dei più assenti

La classifica aggiornata del tasso presenze in aula di Camera e Senato

 Tra i deputati eletti in Abruzzo è Antonio Martino, di Forza Italia, il più assente alle sedute, seguito da Gianfranco Rotondi, segretario nazionale della Democrazia Cristiana per le Autonomie, eletto con gli azzurri. La più presente è  Carmela Grippa del Movimento 5 stelle.  Al senato palmares dell’assenteismo a Nazario Pagano, segretario regionale di Forza Italia, del presenzialismo invece a Gabriella Di Girolamo, anche lei pentastellata.

Nella speciale classifica dei parlamentari abruzzesi più spesso in missione, e dunque assenti giustificati, spiccano Andrea Colletti,  deputato eletto con M5s, ora passato ad Alternativa, con il 53.6% delle sedute disertate perché altrove impegnato, e il senatore pentastellato, Gianluca Vacca, ex sottosegretario di Stato per i Beni e le attività culturali, con il 35.63%.

La classifica, aggiornata al 10 febbraio sulle 10.292 sedute da inizio legislatura, ovvero dal marzo 2018, è possibile stilarla grazie al portale di Open parlamento, implementato dalla fondazione Openpolis.

Con assenza va subito precisato, si intendono i casi di non partecipazione al voto: sia quello in cui il parlamentare è fisicamente assente, ad eccezione del caso in cui sia in missione, sia quello in cui è presente ma non vota e non partecipa a determinare il numero legale nella votazione. Purtroppo attualmente i sistemi di documentazione dei resoconti di Camera e Senato non  consentono di distinguere un caso dall’altro.

Va detto che il tasso di presenze in aula, non significa che un parlamentare non lavori, visto che la produttività si misura non in quantità di votazioni, ma piuttosto in numero di progetti di legge, emendamenti, interrogazioni presentate, e soprattutto di risultati concreti ottenuti, ovvero provvedimenti a loro firma approvati, come pure in base all’efficienza ed efficacia nelle commissioni di cui fanno parte.

Venendo dunque al tasso di assenteismo monitorato dal portale, la media in parlamento è del 15%. Tra Camera e Senato tuttavia si registrano delle differenze piuttosto significative: mentre a Montecitorio la percentuale di mancate partecipazioni risulta del 18%, a palazzo Madama si attesta sul 7,7%, meno della metà.

Passando in rassegna gli onorevoli d’Abruzzo, alla Camera sopra la media delle assenze sono oltre a Martino, con il 62,8% delle sedute in cui è risultato assente e Rotondi, con il 45,7%, troviamo Giuseppe Ercole Bellachioma della Lega, con il 44,1%, ma va ricordato che il deputato ha dovuto lottare a lungo durante la legislatura, contro un tumore.

Seguono Daniele Del Grosso (M5S) con 27.9% , Luigi D’Eramo  (Lega), segretario regionale del partito, con il 21.9%,

Sotto la media delle assenze a Montecitorio, ci sono invece Camillo D’Alessandro, di Italia Viva,  segretario dei renziani d’Abruzzo, con il 17.2% , Daniela Torto, di M5S con il 16.2%,  Antonio Zennaro della Lega, con il 15.9%, Fabio Bernardini di Coraggio Italia, eletto con M5s, 12% , Gianluca Vacca del  M5S con l’8.9%, Stefania Pezzopane, del Pd, ora candidata sindaco dell’Aquila con l’8.7%,  Valentina Corneli del M5S, 8.3%, Andrea Colletti di Alternativa, con il 7.34% e Carmela Grippa M5S) 5.31%.

Passiamo al Senato: maggiori assenze tra gli abruzzesi si registrano a carico di Nazario Pagano, segretario regionale del partito, con 14.3%, l’unico sopra la media.

A seguire da Gaetano Quagliarello, ora vicepresidente di Coraggio Italia, eletto nel collegio L’Aquila-Teramo come indipendente in Forza Italia, con il  6.3%, il presidente della Commissione Finanze e Tesoro ed ex presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, del Partito democratico, con il 4.2%, l’economista toscano della Lega,  Alberto Bagnai, eletto anche lui in Abruzzo, con il 3.8%, Primo Di Nicola, del Movimento 5 stelle, giornalista dell’Espresso ed ex direttore del quotidiano Il Centro, con il 3%.

I meno assenti di tutti i pentastellati Gianluca Castaldi, ex  sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, con lo 0.8% e Gabriella Di Girolamo con appena lo 0.3%.

C’è poi la questione dell’assenza “giustificata” per le missioni,  tanto che e al parlamentare non viene decurtata la diaria, cioè il rimborso per le spese di soggiorno a Roma.  Un istituto però che evidenziano gli analisti di Openpolis, “presenta ancora oggi dei lati poco chiari. Infatti spesso non sono riportate le motivazioni per cui un parlamentare viene considerato in missione. Alla fine di ogni seduta il presidente dell’aula li elenca, tuttavia non si precisa l’attività esatta che ne giustifica l’assenza, né la durata”.

E si cita il caso dello storico leader della Lega Umberto Bossi: “questi infatti figura tra i senatori più spesso in missione (64,9%) anche se attualmente non risulta ricoprire altri incarichi istituzionali se non quello di componente della commissione parlamentare su territorio e ambiente”.

Va aggiunto a questo proposito che tra i più assidui missionari figurano due senatori a vita: l’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,  con il 99.8% delle sedute disertate perché in “missione”, e  l’ex presidente del consiglio Mario Monti.

Tra i missionari  abruzzesi più assidui dopo Colletti e Vacca,  troviamo i senatori Castaldi,  con il 13.1% e Bagnai con 9.29%,  i deputati Zennaro con il 7.6%, Daniele Del Grosso, con il 5.7%.

Tutti gli altri sono sotto una media del 5% e buona parte con pochissime missioni, nell’ordine dello zero virgola rispetto alle sedute della legislatura.

Scrive ancora Openpolis sul nodo delle missioni: “Allo stato attuale molto dipende dalla discrezionalità del presidente di assemblea che delibera sulle richieste presentate in questo senso dai parlamentari. Inoltre non esiste un registro in cui sia indicato in che tipo di attività un parlamentare è impegnato e per quanto tempo. Mancano inoltre strumenti per arginare l’uso improprio dell’istituto. Uno sforzo per una maggiore trasparenza in questo senso non solo permetterebbe di avere un quadro più chiaro della situazione ma consentirebbe alla classe politica di recuperare parte della propria credibilità”.

Infine i campioni nazionali di assenteismo: non hanno partecipato nessuna seduta ordinaria i senatori a vita  Renzo Piano e  Carlo  Rubbia, appena all’8.8% il senatore eletto con il Pd e ora al gruppo misto Tommaso Cerno e il senatore di Forza Italia  Nicolò Ghedini con il 10.18%

Alla Camera assente al 99% delle sedute Michela Vittoria Brambilla, grande attivista per i diritti degli animali, il forzista Antonio Angelucci assente al 96.3%, Guido Della Frera, di Coraggio Italia con l’86.5%  e Vittorio Sgarbi del gruppo misto, con il 79.3%  di assenze.

Attualmente i deputati hanno diritto a un’indennità netta di 5.000 euro al mese più una diaria di 3.503 e un rimborso per spese di mandato pari a 3.690 euro. Ad essi si aggiungono 1.200 euro annui di rimborsi telefonici e da 3.323 fino a 3.995 euro ogni tre mesi per i trasporti.

I senatori invece ricevono un’indennità mensile netta di 5.304 euro, più una diaria di 3.500 euro cui si aggiungono un rimborso per le spese di mandato pari a 4.180 euro e 1.650 euro al mese come rimborsi forfettari tra telefoni e trasporti.