Giovedì, 15 Febbraio 2007 NotiziePescara: i particolari sull'omicidio avvenuto in un appartamento del centro adriaticoLa vittima aveva avuto gravi problemi di alcol ed aveva 31 anniA fucilate, un padre ha ucciso il figlio di 31 anni a Pescara al culmine di un ennesimo dramma familiare. La vittima aveva avuto gravi problemi di alcol. L'omicidio è avvenuto la notte scorsa verso le 4,30 in un appartamento del centro adriatico. Il padre, Alfonso Perini, di 54 anni, operaio, ha dapprima ferito il figlio Rocco con un fucile e l'ha poi finito con una seconda arma dopo che questi aveva già chiamato il 118.
In piena notte, riferiscono fonti della Polizia, i vicini hanno segnalato una "violenta lite familiare" sfociata nell'uccisione perpetrata dal padre sparando sei colpi con due fucili da caccia che aveva in casa in maniera regolare (é cacciatore). Il figlio viene definito "alcolista" in quanto "aveva avuto, in passato, problemi di alcol e una volta era stato ricoverato anche in Tso per problemi psichiatrici".
La notte scorsa, riferiscono ancora in Questura, vi è stata "l'ennesima lite e lui, esasperato, ha sparato alcuni colpi" ferendo il figlio: a questo punto è intervenuta la moglie che ha disarmato il marito ed è corsa a chiamare i vicini. L'uomo però ha preso l'altro fucile e ha ucciso il figlio. Tra la prima raffica e la seconda, Rocco era riuscito a chiamare il 118 dicendo che il padre gli aveva sparato e che aveva bisogno di aiuto ma, appena ha riagganciato, il padre l'ha finito.
Il padre reo confesso dell'uccisione del figlio alcolista a Pescara ha dichiarato di aver agito spinto dalla disperazione. "Non ce la facevo più", ha detto. Il figlio è morto in cucina, dove si era rifugiato per sfuggire alla follia omicida del padre, operaio metalmeccanico presso una ditta di ascensori. Il capo della Squadra mobile di Pescara, Nicola Zupo, ha sottolineato che non è chiaro se la madre, Bruna Bozzelli, prima di andare a chiamare i vicini sia effettivamente riuscita a disarmare il marito. Resta confermato che il figlio Rocco è stato prima ferito con un fucile da caccia e poi 'finito' con un altro, entrambi calibro 12.
Disoccupato da sei anni, Rocco era stato arrestato nel 2002 per guida in stato di ebbrezza ed era stato ricoverato al Tso nel 2004 perché "beveva", ha riferito il capo della mobile, e dava in escandescenze. Anche ieri sera aveva bevuto. L'operaio aveva una certa passione per le armi: viene confermato che i fucili del padre erano regolarmente denunciati, come anche una pistola calibro nove trovata in suo possesso assieme ad machete.
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