Temperature nella norma rispetto al periodo climatologico 1991-2020, con una lievissima anomalia di +0,2°C, precipitazioni nella media (-1%), a eccezione di un record di pioggia nella città di Vasto. Questo il bilancio del mese di ottobre 2026, in Abruzzo, secondo i dati meteorologici delle stazioni abruzzesi raccolti dall'Ufficio idrologia, idrografico e mareografico dell'Agenzia Regionale di Protezione Civile dell’Abruzzo ed elaborati dal Cetemps dell’Università degli Studi dell’Aquila.
Dai dati analizzati, emerge che l’alta pressione sull’Atlantico ha bloccato l’arrivo diretto di fronti perturbati dalla bassa pressione islandese, ma ha convogliato aria fredda verso il continente. Sull’Europa occidentale e sul Mediterraneo si è verificato un continuo alternarsi di situazioni stabili e di scontro tra masse d’aria artica con quella continentale, dando adito a eventi di precipitazione anche intensi.
Le anomalie termiche sono state generalmente contenute e oscillanti tra valori positivi e negativi, tendenzialmente più alte della norma a inizio mese e più basse a fine mese. Le precipitazioni sono occorse in diversi episodi sparsi durante il mese, con un evento importante tra i giorni 20 e 21 del mese, segnati da precipitazioni abbondati su tutta la regione. La zona di Vasto è stata interessata da ben tre nubifragi.
Il mese di ottobre appena trascorso è stato il 23° più caldo della serie storica dal 1974 e il 29° più secco a livello regionale con -1% di anomalia media, ma con forte disomogeneità spaziale. Come anticipato, a Vasto si è registrato il record assoluto di precipitazioni, arrivando a +144% rispetto alla media climatologica.
Le località con valori più estremi delle anomalie rispetto al riferimento climatologico di temperatura media in ottobre sono state: Montazzoli (-1,8°C) e Giulianova (+1,2°C). Per le precipitazioni, oltre alla già citata Vasto, Montereale, nell'Aquilano, ha registrato -51%.
Guardando ai record delle anomalie di ottobre complessivamente per la regione Abruzzo, il più freddo è stato quello del 1974 (-4.8°C), il più caldo nel 2023 (+4.4°C), il più secco nel 1995 (-100%) e il più umido nel 2018 (+100%).
Secondo le proiezioni stagionali del Centro Europeo, per le tre settimane successive all’attuale, sull’Italia si prospettano temperature lievemente più alte della norma, con precipitazioni più abbondanti del solito nel corso della prossima settimana.