Lunedì, 2 Novembre 2026 Abruzzo

Mauro Nardella, segretario nazionale del Cnpp-Spp, critica la classe politica

"La politica ci ha scomodati, ma ci ha riservato solo botte sugli stinchi"

Promesse disattese, organici insufficienti, strutture fatiscenti e sovraffollamento. È il quadro tracciato da Mauro Nardella, segretario nazionale del Cnpp-Spp, che in una segnalazione critica le politiche adottate negli ultimi quattro anni sul sistema penitenziario e sulle condizioni di lavoro della Polizia penitenziaria.

«Che la politica spesso illuda l’abbiamo sperimentato anche noi che viviamo di e nel mondo penitenziario», scrive Nardella, ricordando le aspettative suscitate da annunci e progetti che, a suo giudizio, non hanno trovato concreta attuazione.

Tra le questioni sollevate c’è la mancata revisione della normativa sulla tortura, che secondo il segretario avrebbe finito per complicare il lavoro degli operatori penitenziari, esponendoli a denunce anche per fatti di scarsa rilevanza. Nardella richiama inoltre la previdenza complementare per il personale, prevista da norme già esistenti ma, denuncia, ancora senza risultati concreti.

Nel mirino anche la flat tax riservata ad alcuni contribuenti privati con redditi fino a 100mila euro, contrapposta al carico fiscale che grava sui dipendenti pubblici. Il rinnovo contrattuale, pur salutato positivamente da alcuni, avrebbe consentito – secondo il sindacalista – di recuperare soltanto una parte dell’inflazione accumulata negli ultimi anni.

«Ci hanno promesso condizioni di lavoro migliori, ma in quattro anni ci siamo ritrovati con gli stessi organici, strutture ancora più fatiscenti e quasi 11mila detenuti in più», afferma Nardella, ricordando che il sovraffollamento era già motivo di allarme prima dell’attuale governo.

Le criticità in Abruzzo e Molise

La segnalazione si concentra poi sulla situazione regionale, dove, secondo il segretario, le difficoltà non sarebbero state affrontate adeguatamente. Nardella cita l’aumento dell’Irpef regionale e richiama alcuni progetti annunciati e successivamente accantonati.

Tra questi, la costruzione di un nuovo carcere a Pescara, più volte evocata anche dal sindaco Carlo Masci. Il primo cittadino aveva sottolineato la necessità di delocalizzare l’attuale struttura, evidenziandone i problemi strutturali, la carenza di personale e l’impatto sul contesto urbano.

«Dove è andata a finire la sua evocazione?», domanda Nardella, che lamenta anche la mancata realizzazione di un polo unico regionale per i ricoveri dei detenuti. Una soluzione che, secondo il sindacalista, avrebbe potuto ridurre l’impiego di personale e le spese legate ai trasferimenti e alla gestione dei ricoveri.

Nardella fa riferimento anche alla nuova organizzazione della sanità penitenziaria regionale, approvata dalla Regione Abruzzo, nella quale – sostiene – non sarebbe stata inserita la prospettiva del polo unico. Una scelta che, a suo giudizio, lascia irrisolte le criticità per gli agenti, i pazienti e il personale ospedaliero, soprattutto durante i trasferimenti e i ricoveri dei detenuti.

I numeri del sovraffollamento

A sostegno della denuncia, il segretario nazionale del Cnpp-Spp riporta i dati aggiornati al 30 settembre:

Italia: 66.030 detenuti a fronte di 46.248 posti effettivamente disponibili, con un sovraffollamento medio del 142,8%.
Organici: 6.031 agenti mancanti secondo il Dap, almeno 10mila secondo il Cnpp-Spp.
Pensionamenti: 2.045 poliziotti penitenziari in quiescenza nel 2024 e 2.200 nel 2025.
Abruzzo: 2.310 detenuti presenti al 30 settembre 2026, a fronte di una capienza regolamentare di 1.821 posti.
Molise: 427 detenuti presenti su 269 posti regolamentari.

In entrambe le regioni, aggiunge Nardella, la carenza di organico indicata dal Dap si attesta intorno al 15%.

«Una politica che più che donarci maggiore serenità ci ha riservato ripetute botte sugli stinchi», conclude il segretario, sintetizzando così la delusione del personale penitenziario rispetto alle promesse e agli interventi annunciati. «È stata la politica che ha “scomodato” noi e non il contrario».

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