Domenica, 25 Ottobre 2026 Molise

Il Consorzio Cogevo riprende la pesca del cannolicchio dopo lungo stop

Sulla base delle indicazioni dell'Izsam attività due giorni a settimana con limite 100 kg

L'assemblea del Consorzio di gestione "Cogevo" Termoli, sulla base delle indicazioni dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise (Izsam), ha deliberato la ripresa della pesca del cannolicchio nel compartimento marittimo locale, dopo molti mesi di fermo totale.

La pesca sarà consentita due giorni a settimana, il lunedì e il mercoledì, con un limite di 100 kg al giorno per imbarcazione, fino a dicembre e nel solo tratto di mare denominato Conchiglia Azzurra.

Restano invece chiuse le aree del Trigno e di Petacciato.
Si tratta di una scelta di grande responsabilità. La normativa nazionale consentirebbe infatti di pescare fino a quattro giorni a settimana, per 300 kg al giorno per imbarcazione. Le imprese del Cogevo Termoli hanno scelto di ridurre in modo sostanziale le proprie possibilità di prelievo, aderendo con senso di maturità alla cautela raccomandata dall'ente scientifico. Sono previsti ampi spazi di manovra per il recupero della giornata da parte delle imprese che, a causa di condizioni meteo-marine avverse o per altri motivi, non riescano a uscire in mare.
Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente Matteo Di Candia, che vede finalmente una speranza di ripresa per un'attività economica rimasta ferma troppo a lungo.
All'assemblea ha preso parte Walter Graziani, direttore generale dell'Organismo nazionale di programmazione dei consorzi di gestione. Nel suo intervento ha voluto rasserenare gli animi di un comparto che:"sta attraversando una grave crisi, legata alla situazione energetica, dando atto di come il Governo, attraverso il ministro Lollobrigida e con gli ultimi provvedimenti adottati, stia dimostrando la propria vicinanza alle imprese del settore".
Nel corso dell'assemblea è emersa anche la preoccupazione delle imprese per l'obbligo, imposto dalla Commissione europea, di installare i dispositivi di monitoraggio sulle draghe idrauliche turbosoffianti. Il presidente Di Candia, pur prendendo atto dell'inevitabile necessità di adeguarsi, si è detto ancora fiducioso di poter ottenere una deroga per il comparto, tenuto conto che l'esigenza è avvertita dalla totalità delle imprese italiane.