Sabato, 24 Ottobre 2026 Chieti

Vivace dibattito sul Parco Nazionale della Costa Teatina

Organizzato a Chieti dalla Camera di Commercio Chieti-Pescara e dal Gal Costa dei Trabocchi

Il futuro del Parco nazionale della Costa Teatina torna al centro del dibattito territoriale. Nel pomeriggio di giovedì 22 ottobre, istituzioni, amministratori, associazioni ambientaliste, rappresentanti del mondo economico e cittadini si sono confrontati sulle prospettive di istituzione e gestione dell’area protetta, in un momento cruciale per il percorso amministrativo e normativo del Parco.

L’incontro, organizzato in collaborazione con la Camera di Commercio Chieti-Pescara e il Gal Costa dei Trabocchi, ha rappresentato un’occasione per fare il punto sullo stato dell’iter, approfondire gli effetti del quadro normativo e discutere le opportunità e le criticità legate alla tutela di un territorio in cui ambiente, agricoltura, turismo e attività produttive convivono in un equilibrio delicato.

Il confronto ha evidenziato posizioni differenti, ma anche un tema comune: la necessità di definire con chiarezza le regole e le modalità di gestione del Parco, evitando che il percorso di istituzione si traduca in uno scontro permanente tra favorevoli e contrari.

«Il Parco c’è, bisogna guardare avanti»

A sottolineare la necessità di superare la contrapposizione tra sì e no è stato Roberto Di Vincenzo, presidente del Gal Costa dei Trabocchi. «Un organo dello Stato ha sancito che il Parco Nazionale della Costa dei Trabocchi c’è. È quindi il momento di superare il confronto tra il sì e il no e guardare avanti con spirito costruttivo», ha dichiarato.

Per Di Vincenzo, la priorità è ora valutare concretamente l’impatto delle norme di salvaguardia sui settori strategici del territorio, in particolare agricoltura e turismo, individuando soluzioni capaci di affrontare le criticità. Il presidente del Gal ha inoltre annunciato l’impegno a promuovere un nuovo incontro dopo l’emanazione del decreto e l’individuazione dell’organo di gestione, così da approfondire gli aspetti tecnici ancora aperti e le esigenze delle comunità interessate.

Sulla stessa linea, Lido Legnini, direttore regionale di Confesercenti Abruzzo e vicepresidente della Camera di Commercio Chieti-Pescara, ha ribadito l’importanza del dialogo tra le diverse componenti locali. «Il nostro intento con questo incontro era mettere insieme le varie sensibilità del territorio», ha spiegato, sottolineando che il confronto rappresenta uno strumento fondamentale per trasformare il Parco in un’opportunità condivisa.

WWF e Legambiente: «Un’opportunità per il territorio»

Tra i sostenitori dell’istituzione del Parco, Luciano Di Tizio, presidente del WWF Italia, ha affermato che il percorso è ormai alle fasi conclusive. «Il parco praticamente è fatto. Si tratta semplicemente di determinare gli ultimi ritocchi e di portare il decreto alla firma del Presidente della Repubblica», ha dichiarato.

Di Tizio ha ricordato che il Ministero dell’Ambiente aveva tempo fino al 29 settembre per procedere e ha spiegato che l’obiettivo del WWF è favorire una costituzione condivisa, evitando il ricorso a un commissario. Per l’associazione ambientalista, il Parco non rappresenta un ostacolo allo sviluppo, ma uno strumento capace di promuovere economia, valorizzazione ambientale e nuove prospettive per il territorio.

Anche Antonio Nicoletti, responsabile delle Aree protette di Legambiente, ha contestato l’idea che l’istituzione di un Parco comporti necessariamente un blocco delle attività economiche. «Il parco non porta nessun altro vincolo rispetto a quelli già esistenti», ha sostenuto, evidenziando come le aree protette italiane dimostrino la possibilità di conciliare tutela ambientale, impresa e gestione del territorio.

Secondo Nicoletti, il percorso della Costa Teatina non può essere considerato una decisione improvvisa o calata dall’alto, poiché la questione è oggetto di discussione da circa 25 anni.

Menna chiede una nuova perimetrazione

Di segno opposto la posizione di Francesco Menna, sindaco di Vasto e presidente della Provincia di Chieti, che ha contestato duramente l’attuale impostazione del progetto.

«Chiediamo subito una riperimetrazione del parco», è la richiesta avanzata dal primo cittadino, che ha definito l’attuale situazione un «grande pasticcio», attribuendone la responsabilità alla gestione politica della vicenda.

Per Menna, la perimetrazione proposta non corrisponde a quella auspicata dal territorio. Il sindaco ha richiamato la necessità di tenere conto delle riserve naturali, delle scarpate, delle aree interessate da dissesto idrogeologico e dei vincoli archeologici, sostenendo che il progetto dovrebbe essere costruito in modo da garantire un equilibrio tra protezione ambientale e attività umane.

Menna ha inoltre espresso sostegno alle istanze avanzate da CIA, Coldiretti, Confindustria e dagli operatori che hanno investito nell’area, chiedendo un confronto istituzionale ampio, partecipato e fondato sulla collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti.

Sigismondi: «Rischio penalizzazione per imprese, agricoltura e turismo»

Contrario all’istituzione del Parco si è confermato anche il senatore Etelwardo Sigismondi, che ha espresso preoccupazione per le possibili conseguenze dei vincoli su un territorio caratterizzato da una forte presenza di attività produttive, agricole e turistiche.

«L’istituzione di un Parco, con i vincoli che ne deriverebbero, rischierebbe di penalizzare un’area caratterizzata da importanti attività produttive, agricole e turistiche», ha affermato.

Sigismondi ha ricordato che il percorso ha ricevuto un nuovo impulso dopo il ricorso presentato dal WWF e accolto dal TAR, che ha imposto di procedere alla perimetrazione provvisoria. Secondo il senatore, la nascita di un Parco nazionale come conseguenza di una sentenza non rappresenterebbe il metodo migliore per arrivare a un’istituzione condivisa.

Una volta conosciuta la proposta definitiva di perimetrazione provvisoria, ha aggiunto, saranno valutati i contenuti e le eventuali iniziative da intraprendere, anche sul piano legislativo, insieme ai sindaci dei territori interessati.

Giovanni Legnini: «La legge è in vigore dal 2001»

A riportare il confronto sul piano normativo è stato Giovanni Legnini, sindaco di Chieti, che ha ricordato come la legge istitutiva del Parco sia in vigore dal 2001 e non sia stata abrogata.

«Se non si vuole procedere, occorre assumersene la responsabilità; se la legge resta in vigore, bisogna lavorare alla sua attuazione», ha dichiarato, richiamando le responsabilità politiche maturate negli anni in cui il centrodestra ha governato per circa tredici anni.

Per Legnini, l’istituzione del Parco deve passare attraverso l’ascolto delle comunità e delle imprese, una perimetrazione equilibrata e regole condivise. L’obiettivo, ha sottolineato, è fare in modo che l’area protetta diventi una risorsa per la Costa dei Trabocchi e per l’intero Abruzzo, anziché un elemento di divisione.

Il futuro del Parco passa dal dialogo

Nel corso dell’incontro sono intervenuti anche Luisa Russo, sindaca di Francavilla al Mare; Giuseppe De Dominicis, già commissario ad acta per l’istituzione del Parco nazionale della Costa Teatina; Barbara Staniscia, docente di Geografia umana alla Sapienza Università di Roma; e Luciano Di Martino, direttore del Parco nazionale della Maiella.

Il confronto ha confermato quanto il futuro del Parco coinvolga questioni che vanno oltre la sola tutela naturalistica: dalla pianificazione del territorio alla competitività delle imprese, dalla salvaguardia del paesaggio alle opportunità offerte da un turismo sostenibile.

Da una parte, WWF e Legambiente vedono nell’area protetta uno strumento di valorizzazione e sviluppo; dall’altra, amministratori e rappresentanti politici chiedono garanzie sulla perimetrazione e sugli effetti dei vincoli per le attività economiche.

Il passaggio decisivo sarà ora tradurre il confronto in scelte operative, attraverso regole comprensibili, un dialogo stabile con gli enti locali e un modello di gestione capace di rispondere alle esigenze delle comunità. La sfida sarà dimostrare se il Parco nazionale della Costa Teatina potrà diventare un’occasione di crescita condivisa, conciliando la protezione del patrimonio ambientale con le necessità di chi vive e lavora lungo la costa abruzzese.