Venerdì, 23 Ottobre 2026 Chieti

“Binari pericolosi sul lungomare di San Vito Chietino"

Roberto Nardone invita la TUA a mantenere gli impegni presi

Non è più accettabile che, dinanzi alle richieste di cittadini e turisti i quali lamentano danni alla propria salute, si continui a rigettare le istanze senza un’assunzione di responsabilità. L’incolumità e la sicurezza delle persone meritano risposte sostanziali. La vicenda dei binari ferroviari presenti sul lungomare Ericle D’Antonio, a San Vito Chietino, è diventata emblematica di un modo di agire che è più accettabile : tanti passaggi burocratici, posizioni contraddittorie e nessuna soluzione definitiva, mentre il problema è sotto gli occhi di tutti.

Come vicesindaco del comune di San Vito Chietino e consigliere provinciale, ritengo doveroso denunciare con fermezza una situazione che riguarda la sicurezza delle tante persone che vivono il nostro territorio, la qualità degli spazi pubblici e l’immagine turistica della Costa dei Trabocchi.

La presenza dei binari costituisce una criticità concreta in un’area altamente frequentata da pedoni, ciclisti, famiglie e visitatori. Dalla documentazione esaminata emergono circa 18 nominativi e sinistri riferiti al periodo 2019-2026 nell’area del lungomare Ericle D’Antonio e dell’ex stazione. Un dato che impone la massima attenzione e che non può essere liquidato come una semplice questione manutentiva. È necessario distinguere puntualmente i singoli episodi e la loro localizzazione, ma è altrettanto evidente che sono necessari interventi urgenti e concreti, che conducano a una soluzione definitiva, senza ulteriori rinvii.

La contraddizione in cui cade la società TUA è evidente. Da una parte, la società non riconosce la propria titolarità sull’area e non ritiene di avere responsabilità sui binari; dall’altra, si oppone alla loro copertura definitiva, sostenendo che potrebbero tornare a svolgere in futuro una funzione ferroviaria.

Ma allora emerge un interrogativo: a quale titolo la società impedisce una soluzione definitiva ma, allo stesso tempo, non riconosce la titolarità dell’area e le relative responsabilità connesse all’infrastruttura? Quali programmi concreti giustificano il mantenimento dei binari nello stato attuale? Chi ne ha la disponibilità, chi li gestisce e chi deve garantire che non rappresentino un pericolo? Sono domande precise, e i cittadini meritano risposte altrettanto precise. Non spetta al Comune sostituirsi ai soggetti competenti nell’accertamento dei rispettivi ruoli, ma non è accettabile che l’incertezza sulle competenze diventi un alibi per non intervenire.

C’è poi una questione ancora più grave: gli impegni assunti vanno onorati.

Nel corso dell’incontro del 10 luglio 2025 tenutosi presso la Provincia di Chieti è stato prospettato dalla stessa società un intervento di copertura dei binari con conglomerato bituminoso, con uno spessore medio non inferiore a 7 centimetri, oltre al ripristino della segnaletica orizzontale e verticale. Anche la Provincia di Chieti è tornata a sollecitare gli interventi, indicando la necessità di procedere entro il 31 dicembre 2026.

Eppure, mentre si continua a discutere, sul lungomare permane una condizione di evidente precarietà. La sensazione è che si preferisca rinviare, discutere di competenze e produrre nuova corrispondenza anziché individuare una soluzione concreta e assumersene la responsabilità. Ma la burocrazia non può venire prima della sicurezza. E soprattutto non può essere scaricata sulle spalle dei cittadini.

Questa situazione danneggia non soltanto chi percorre quotidianamente il lungomare, ma anche le attività turistiche, gli operatori economici e l’immagine stessa della Costa dei Trabocchi. In un territorio che punta sul turismo sostenibile, sulla mobilità dolce e sulla valorizzazione del paesaggio, lasciare irrisolta una criticità di questo tipo è un segnale inaccettabile.

Il paradosso emerge ancor di più se si guarda ai progetti strategici che interessano il territorio. Si parla di Binaria, il progetto di collegamento ciclabile tra San Vito Marina e le aree interne, con prospettive di sviluppo che interessano un’area a pochi metri dal lungomare Sud. Sono iniziative importanti, che devono essere accompagnate da una visione coerente e da una gestione responsabile delle infrastrutture esistenti.

Non possiamo promuovere nuovi collegamenti, mobilità sostenibile e sviluppo turistico e, contemporaneamente, lasciare irrisolti problemi di sicurezza così evidenti. La valorizzazione del territorio non si misura soltanto attraverso gli annunci dei nuovi progetti, ma anche attraverso la capacità di risolvere le criticità quotidiane che incidono sulla vita delle persone e sull’accoglienza dei visitatori.

Per queste ragioni chiediamo a TUA di uscire definitivamente dall’ambiguità, chiarire la propria posizione, individuare il soggetto competente e indicare tempi certi per la messa in sicurezza. Nel frattempo, è necessario che siano adottate tutte le misure necessarie a ridurre qualsiasi  rischio per i numerosi frequentatori dell’area.

Non chiediamo favori, ma risposte, responsabilità e fatti concreti. Non chiediamo di sacrificare eventuali progetti futuri, ma di conciliarli con un’esigenza che viene prima di ogni altra: la tutela della pubblica incolumità.

San Vito Chietino e la Costa dei Trabocchi non possono restare ostaggio di un rimpallo di responsabilità. È arrivato il momento di passare dalle lettere ai lavori, dalle giustificazioni alle soluzioni.

La sicurezza delle persone non può aspettare un’altra riunione, un’altra nota o un altro rinvio.

Roberto Nardone

Vicesindaco del Comune di San Vito Chietino

Consigliere provinciale di Chieti