Giovedì, 8 Ottobre 2026 VasteseNel PRG previste 100 ville ai Ripari di Giobbe e AcquabellaForum H20: “Una valanga di cemento epocale è in arrivo sulla costa“Una valanga di cemento epocale è in arrivo sulla costa a Ortona: quasi 100 ville di due piani per 85.000 metri cubi, ai Ripari di Giobbe e all’Acquabella. Altro che Parco nazionale dei Trabocchi, l’area protetta rischia di nascere già morta”. L’allarme è lanciato da Forum H20, dopo che la giunta comunale di Ortona, ha adottato i due piani attuativi di altrettante aree di espansione, limitrofe alle riserve naturali dell’Acquabella e dei Ripari di Giobbe, in una città, attacca il portavoce Augusto De Sancitis, che vuole “un Prg tarato su fantasiose previsioni di crescita della popolazione fino a 34.000 abitanti quando oggi ce ne sono 22.000, per giunta in costante decremento come segnalato da ISTAT. In una città che per stessa ammissione dei tecnici comunali già oggi possiede un patrimonio edilizio che basterebbe a ben 39.000 abitanti. A breve il TAR Abruzzo si esprimerà sul ricorso ma in ogni caso serve una urgente rivoluzione culturale che affronti i tanti nodi che consumo di suolo, rischi idrogeologici e crisi climatica impongono di affrontare” LA NOTA Una colata di cemento epocale sta per abbattersi sulla costa dei trabocchi minacciando due delle aree più conosciute, Ripari di Giobbe e Acquabella, dove il Comune di Ortona intende autorizzare la costruzione di quasi 100 ville a due piani per complessivi 85.000 mc di nuovi edifici, oltre a strade e parcheggi a loro servizio. Questi i principali contenuti dei due piani. RIPARI DI GIOBBE n.71 villette a due piani Superficie totale dell’area interessata dal piano: 23 ettari Superficie da edificare direttamente: 10.752 mq Metri cubi di edificato: 64.512,26 mc Altro consumo di suolo (parcheggi, servizi, nuova viabilità): 40.463 mq ACQUABELLA (SAN DONATO) Superficie totale dell’area interessata dal piano: 8 ettari Superficie da edificare direttamente: 3.399 mq Metri cubi di edificato: 20.395,80 mc Altro consumo di suolo (parcheggi, servizi, nuova viabilità ): 12.052 mq Il Parco nazionale della Costa rischia di nascere già morto nei fatti, vista l’aggressione a colpi di cemento che si vuole infliggere al territorio costiero in due dei tratti più belli. L’idea che gli amministratori vogliono perseguire è scritta nero su bianco negli elaborati tecnici. La previsione, infatti, “si inquadra in una logica di sviluppo dell’urbanizzazione verso la principale direttrice di collegamento al polo di attrazione costituito dalla conurbazione di Pescara.” E’ scritto proprio così! La costa deve essere un’unica ininterrotta successione di palazzi, case, strade e parcheggi. Però, altra perla contenuta negli elaborati approvati, i comparti sono disegnati per permettere ai futuri proprietari di coltivare l’orto bio, che fa tanto green. Peccato che si consumeranno 66.666 mq di suolo, pari a 8 campi di calcio, in un comune che ha già cementificato il 12,6% del suo territorio, più del doppio della media regionale. Queste due aree di espansione sono contenute nello sciagurato Piano regolatore approvato nel 2022 su cui lanciammo l’allarme, raccolto da LIPU, SOA e GRIG che impugnarono immediatamente lo strumento urbanistico mentre altri soggetti preferirono stare a guardare pensando poi, piuttosto ingenuamente, di poter incidere su piani attuativi che non fanno altro che applicare gli indici edificatori previsti. Un PRG tarato su fantasiose previsioni di crescita della popolazione fino a 34.000 abitanti quando oggi ce ne sono 22.000, per giunta in costante decremento come segnalato da ISTAT. In una città che per stessa ammissione dei tecnici comunali già oggi possiede un patrimonio edilizio che basterebbe a ben 39.000 abitanti. A breve il TAR Abruzzo si esprimerà sul ricorso ma in ogni caso serve una urgente rivoluzione culturale che affronti i tanti nodi che consumo di suolo, rischi idrogeologici e crisi climatica impongono di affrontare”.
|
