Martedì, 6 Ottobre 2026
Vasto
Il canile più grande del Centro-sud è ancora chiuso dopo più di un anno dall'inaugurazione, le associazioni vogliono chiarezza
Il canile comunale di Vasto
La struttura di località Cipraneto, a Vasto, non è ancora operativa e nel frattempo il Comune ha disposto l’affidamento diretto del servizio di accoglienza e gestione dei cani randagi a La Rupe sas
Al taglio del nastro, a luglio 2025, era stato presentato come “il canile più grande del Centro-sud”. Più di un anno dopo però, la struttura di località Cipraneto, a Vasto, è ancora chiusa e non operativa. La denuncia arriva dal coordinamento Associazioni volontari abruzzesi animali e ambiente, Lida Ortona, Lndc Animal Protection – Sezione di Pescara, che invocano chiarezza sulle ragioni per cui il canile comunale è ancora chiuso e tempi certi per la sua apertura.
Come ricordato dalle stesse associazioni, c'è una legge del 1991, la 281, che impone ai Comuni di provvedere al risanamento dei canili comunali esistenti e di realizzare dei rifugi per i cani, nell’ambito delle competenze loro attribuite in materia di tutela e controllo del randagismo.
A Vasto, dopo l'inaugurazione ufficiale di quasi 15 mesi fa, la struttura risulta ultimata, ma non ancora operativa. Nel frattempo, il Comune, dicono le associazioni, ha disposto l’affidamento diretto del servizio di accoglienza e gestione dei cani randagi a La Rupe sas, con una tariffa di 4 euro al giorno per cane, oltre Iva, e un importo complessivo presunto di 10.370 euro.
Dunque, le tre associazioni hanno presentato una formale diffida chiedendo al Comune di chiarire le ragioni del mancato avvio della struttura comunale, i tempi previsti per la sua apertura e le condizioni di gestione dei cani nel frattempo affidati a una struttura privata. La richiesta non riguarda soltanto gli aspetti economici dell’affidamento, ma, precisano, soprattutto il benessere degli animali, la gestione delle adozioni e le politiche di prevenzione del randagismo.
“Un canile - spiegano - non può essere considerato soltanto un luogo in cui custodire gli animali. Deve essere un luogo dal quale i cani possano uscire attraverso percorsi concreti di adozione. Chiediamo quindi di sapere quali associazioni animaliste e/o enti del Terzo Settore iscritti al Runts siano stati individuati o previsti nell’affidamento, con quali modalità potranno accedere alla struttura e quale ruolo sarà loro riconosciuto nella promozione delle adozioni. È un aspetto che deve essere chiaramente disciplinato e verificabile, anche alla luce della Delibera ANAC n. 527 del 17 dicembre 2025”.
“Quello che ci sta maggiormente a cuore - dicono gli esponenti di Lida Ortona - è che il Comune proceda concretamente al risanamento e alla piena operatività del nuovo canile comunale di Cipraneto. Non dobbiamo dimenticare che si tratta di una struttura nuova, per la quale sono state investite ingenti risorse pubbliche e che, ad oggi, nonostante risulti ultimata, non è ancora operativa. Una situazione che rappresenta un evidente fallimento amministrativo, perché una struttura realizzata con denaro pubblico dovrebbe essere messa nelle condizioni di svolgere la funzione per la quale è stata progettata. Riteniamo quindi prioritario intervenire sulla struttura, verificare e superare tutte le eventuali criticità ancora presenti e renderla finalmente operativa, anziché continuare a sostenere costi pubblici per distribuire i cani in strutture dislocate sul territorio regionale. Allo stesso tempo, occorre intervenire direttamente sul territorio di Vasto con una seria politica di controllo, censimento, identificazione, sterilizzazione e prevenzione del randagismo, perché il problema non può essere affrontato soltanto trasferendo gli animali da una struttura all'altra. Le risorse pubbliche devono essere utilizzate per risolvere il problema alla radice: rendere operativo il canile comunale già realizzato e costruire una vera politica di prevenzione che riduca progressivamente il numero di cani che entrano nei rifugi”.
La Lndc Animal Protection sezione di Pescara fa leva anche sulla prevenzione: “Il problema non può essere affrontato soltanto quando il cane viene catturato e portato in un rifugio. Se gli ingressi sono numerosi, bisogna interrogarsi sulle politiche di prevenzione messe in campo. Chiediamo al Comune dati e risultati su sterilizzazioni, microchip, anagrafe canina, controlli, prevenzione delle cucciolate indesiderate e campagne di sensibilizzazione e adozione. Prevenire significa ridurre gli ingressi nei canili e, di conseguenza, anche il ricorso a strutture private”.
Le associazioni chiedono dunque al Comune di Vasto di chiarire quali ostacoli impediscano oggi l’apertura del nuovo canile di Cipraneto, quali eventuali prescrizioni siano ancora da superare, quali siano i tempi previsti e quali costi stia sostenendo l’amministrazione per il ricovero dei cani presso strutture private. Le tre associazioni chiedono infine un riscontro scritto e documentato entro 10 giorni, riservandosi, in assenza di risposte esaustive, di valutare ulteriori iniziative presso le competenti autorità.
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Il canile più grande del Centro-sud è ancora chiuso dopo più di un anno dall'inaugurazione, le associazioni vogliono chiarezza
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