Lunedì, 5 Ottobre 2026 Abruzzo

Il centrodestra abruzzese è in piena crisi

Caos rifiuti, salta esame proroga Nuova Pescara, Verrecchia e soci: prima i sub ambiti

 Nonostante non ci siano prese di posizione ufficiali da parte dei protagonisti in guerra, agita e di molto le acque nel centrodestra e in particolare in FdI lo scontro fratricida sui sub ambiti provinciali nella governance tra il fronte Marsilio e Biondi, due potenti meloniani, che sono per l’unico ambito, e quello che fa capo a Verrecchia, Quaglieri e Liris, pure loro autorevoli esponenti di FdI, e Scoccia, di Noi Moderati, che si battono per più aziende in ogni provincia, e che per la prima volta si sono messi in maniera contro il governatore abruzzese venuto da Roma.

Anzi, ha causato il blocco della attività amministrativa, il muro contro muro in atto con la sorprendente risposta muscolare del capogruppo di Fratelli d’Italia ed ex capo di gabinetto, Massimo Verrecchia, al suo amico e presidente, Marco Marsilio, alla richiesta del governatore spalleggiato dal sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, sempre più influente in ogni direzione, di non presentare l’emendamento pro sub ambiti. Ma il documento firmato da 10 esponenti del centrodestra, pochi di FdI, sarà presentato nella seduta dell’8 ottobre come fatto trapelare da Verrecchia che ha lanciato la sfida: se non passano i sub ambiti provinciali, fermi proroga della nuova Pescara e Legge elettorale con il collegio unico. Oltre a dire basta subire imposizioni da Marsilio.

Il blocco, comunque, ci sarà almeno fino alla seduta del consiglio regionale dell’8 ottobre all’Aquila quando si vedrà se l’Aula voterà l’emendamento pro sub ambiti a firma Verrecchia e altri nove esponenti della maggioranza tra cui i capigruppo della Lega, Vincenzo D’Incecco, di Fi, Emiliano Di Matteo, e di Marsilio Presidente, Luciano Marinucci.

Ma intanto è crisi in FdI e nel centrodestra in Regione.

E la situazione è resa ancora più turbolenta da fattori esterni: le elezioni nel capoluogo di regione della prossima primavera e con quelle politiche in programma a settembre del prossimo anno ma che potrebbero essere anticipate e alle quali punta come un treno Biondi, responsabile nazionale degli enti locali di FdI, presidente Anci Abruzzo e vice presidente Anci nazionale, alla fine del suo secondo mandato, tutti gli uscenti a partire dal senatore e nemico politico Guido Liris, e nelle quali i consiglieri regionali non staranno certo a guardare.

SALTA LA COMMISSIONE BILANCIO DI DOMANI CON LA PROROGA DELLA GRANDE PESCARA ?  ALTRO MESSAGGIO DI VERRECHIA E SOCI? 

In questo quadro, domani ci dovrebbe essere un nulla di fatto nella seduta della prima commissione Bilancio che torna a riunirsi dopo la seduta saltata giovedì scorso, all’indomani della lite tra i due gruppi in guerra, per il venir meno del numero legale architettato da Verrecchia, l’assessore regionale al Bilancio Mario Quaglieri e il vice presiedente del consiglio regionale, Marianna Scoccia, di Noi Moderati.

Un ulteriore nulla di fatto che dovrebbe preoccupare  il centrodestra, al passaggio più traumatico dei sette anni di governo alla luce del secondo storico mandato conquistato nel marzo del 2024: domani infatti in un emendamento alla legge sulla leale collaborazione c’è la proroga al 2028 o al 2029 della Nuova Pescara, fusione dei tre comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore, altrimenti in programma con elezioni il prossimo anno.

Ma secondo fonti bene informate, la battaglia sugli ambiti sub-provinciali, sostenuta da Verrecchia, il, senatore aquilano Liris, per la verità alla ricerca della mediazione più che impegnato nello scontro, e Scoccia e appoggiata da una parte dei territori della Marsica e della Valle Peligna, domani non farà discutere questa come altre questioni importanti.

CRISI FDI. DIKTAT VERRECCHIA: PRIMA SUB AMBITI E POI NUOVA PESCARA E LEGGE ELETTORALE  

Stando a fonti, questa volta del Consiglio regionale, Verrecchia avrebbe ribadito con fermezza ai vertici delle forze politiche, tra cui al presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, di Fi, che sarebbe pro sub ambiti, che prima occorre affrontare e chiarire la questione dei sub-ambiti e solo dopo decidere come procedere sulla proroga della Nuova Pescara

Una posizione espressa anche nella riunione dei capigruppo dell’altro giorno e che quindi lega due dossier ormai diventati parte della stessa trattativa politica.

E questa presa di posizione che finora non ha fatto registrare tentennamenti sarebbe ancora più granitica, perché – si racconta – il consigliere regionale marsicano, forte di circa 8mila preferenze, ha come obiettivo prioritario non darla vinta al collega di partito sindaco e dirigente nazionale Biondi, sconfitto al congresso provinciale di due anni insieme al senatore aquilano Liris, altro acerrimo nemico politico del primo cittadino amico di Giorgia Meloni.

E sullo sfondo di questa partita, durissima, c’è anche un altro tema determinante per FdI e il centrodestra: è bloccata anche la nuova legge elettorale regionale, fortemente voluta da Marsilio e difesa in più occasioni dallo stesso Verrecchia, tra i principali sostenitori del collegio unico regionale, a differenza di tanti tra i meloniani e del centrodestra.

Tanto che la riforma è passata in Commissione con un margine ristretto, 14 voti a 13. Ma ora anche Verrecchia potrebbe cambiare idea e rafforzare le fila di chi non vuole il collegio unico ma gli attuali collegi provinciali.

Ed è proprio su questo intreccio che, secondo fonti sia del centrodestra sia del centrosinistra, si fonderebbe una lettura precisa ancorché nuova: la partita non sarebbe una contrapposizione tra Verrecchia e Marsilio, ma tra Verrecchia e Biondi.

Non a caso, con il cosiddetto partito Biondi, il primo cittadino dell’Aquila ha fatto saltare la presentazione dell’emendamento pro sub ambiti nella seduta del 14 agosto scorso portando sulla sua parte la maggioranza dei consiglieri regionali di FdI, tra cui il suo amico Luca De Renzis, e poi chiedendo aiuto a Marsilio, per la verità già convinto della riforma con un gestire unico e quindi per analogia contrario ai sub ambiti provinciali. Biondi vorrebbe l’ambito provinciale per preservare l’azienda servizi municipalizzata dell’Aquila, la partecipata dello smaltimento rifiuti nel territorio aquilano in difficoltà economica.

RICOSTRUZIONI POLITICHE: IL VERO OBIETTIVO DI BIONDI SAREBBE COLPIRE VERRECCHIA PER INDEBOLIRE MARSILIO

Secondo ricostruzioni in alcuni ambienti politici, la storica vicinanza tra Verrecchia e il presidente della Regione verrebbe indicata come il vero obiettivo dell’azione politica del sindaco dell’Aquila. Secondo questa interpretazione, Biondi, spesso critico con il governatore, starebbe cercando di indebolire Marsilio colpendo il ruolo dell’uomo che più gli è stato vicino e che, anche sulla legge elettorale, ne ha difeso con maggiore continuità le scelte.

La battaglia sui sub-ambiti, dunque, sarebbe anche uno strumento per ridimensionare il peso di Verrecchia nella maggioranza, alimentando l’idea di uno scontro diretto tra il capogruppo di Fratelli d’Italia e il presidente della Regione. Una dinamica che, secondo le stesse fonti, finirebbe per favorire proprio Biondi.

A questa lettura si collegherebbe anche il rapporto con i consiglieri di centrodestra contrari o perplessi sulla nuova legge elettorale. Il testo ha già provocato una fronda interna alla maggioranza e Biondi, secondo fonti dei due schieramenti, starebbe intercettando o assecondando il malcontento di quella componente politica, offrendo una sponda a chi non condivide il progetto del collegio unico che non gli converrebbe qualora si dovesse giocare una carta per la presidenza della Regione. Come candidato o come sponsor di uno dei suoi.

Si tratta di una ricostruzione politica, non di una strategia formalmente dichiarata. Ma il punto sottolineato da chi la sostiene è chiaro: indebolire Verrecchia significherebbe indebolire uno dei principali riferimenti di Marsilio all’interno del Consiglio regionale e, di conseguenza, rendere più fragile la posizione dello stesso presidente.

DOMANI NUOVO TEST DI UNA MAGGIORANZA IN CRISI CON SULLO SFONDO LA BATTAGLIA TRA BIONDI E MARSILIO

La seduta di domani sarà quindi un nuovo test per la maggioranza. Se dovesse nuovamente mancare il numero legale, la vicenda assumerebbe un significato che andrebbe oltre la gestione dei rifiuti.

In gioco ci sono gli ambiti sub-provinciali, la proroga della Nuova Pescara e la legge elettorale. Ma soprattutto c’è il rapporto di forza tra Biondi e Verrecchia: da una parte il sindaco dell’Aquila, lanciato ad aumentare il proprio peso nelle dinamiche regionali, dall’altra il capogruppo di Fratelli d’Italia, storicamente vicino a Marsilio e tra i più strenui difensori delle sue riforme, ma deciso a non cedere tutto lo spazio per il potere al primo cittadino dell’Aquila. E che non ci sta a dare il lasciapassare in questa ed altre battaglie a Biondi anche a costo di smentire il suo presidente.

La partita, dunque, non sarebbe quella tra Verrecchia e Marsilio, ma quella tra Verrecchia e Biondi. E l’obiettivo finale, secondo la lettura che circola tanto nel centrodestra quanto nel centrosinistra, sarebbe indebolire il presidente della Regione proprio indebolendo la persona che più a lungo gli è stata politicamente vicina. Ma al di là delle ricostruzioni la realtà è che il centrodestra e la Regione sono in crisi e non si intravedono spiragli per uscirne. (b.s. e f.t.)

Pubblicato da ABRUZZOWEB