Domenica, 13 Settembre 2026 Abruzzo“Campagna elettorale becera quella di Gioventù Nazionale”I Giovani Democratici rispondono punto per punto alle criticheRiteniamo doveroso rispondere al comunicato stampa di Nicola Sacchetti, di Gioventù Nazionale, che nel suo video-messaggio colpevolizza l’amministrazione comunale come responsabile dell’esodo dei giovani. I dati forniti dai ragazzi di Gioventù Nazionale sono fuorvianti e mirano solo a fare becera campagna elettorale. Il riferimento è ad un articolo pubblicato su “il Centro” il 3 settembre sulla “grande diaspora del Vastese”, secondo cui ogni anno vanno via 400 giovani. Già dal titolo è facile comprendere che i 400 di cui parla Sacchetti non sono solo di Vasto ma del Vastese, ovvero un territorio che include Vasto ma anche tutti i comuni limitrofi, fino all’entroterra come Roccaspinalveti, Dogliola e Guilmi. Un lettore attento sa intuire che il problema dell’esodo dei giovani riguarda tutti, non solo Vasto. Inoltre, rimuovendo completamente la “visione a tunnel” proposta dal video di GN, si può notare come il problema non sia prettamente territoriale, ma riguardi l’intero Abruzzo — quasi 17.600 giovani tra i 18 e i 35 anni persi tra il 2019 e il 2026, circa 2.500 all’anno, secondo i dati Istat elaborati e diffusi dai Giovani Democratici d’Abruzzo — e l’intero Mezzogiorno, che nello stesso periodo ha perso oltre 313.000 giovani della stessa fascia d’età. Lo abbiamo denunciato anche noi negli scorsi mesi, insieme a numerosi sindaci, anche di centrodestra, che condividono la stessa preoccupazione. Ridurre la responsabilità di questa fuga all’amministrazione comunale di Vasto degli ultimi anni è pura propaganda, che mira a prendere in giro non solo gli elettori, ma anche tutti i giovani del territorio, sia chi è costretto a partire sia chi resta. Il fenomeno è molto più ampio di come lo vuole far apparire GN e noi GD ci impegniamo da tempo a denunciarlo, a parlarne con le amministrazioni, a confrontarci e a farci sentire. Continueremo a farlo riportando dati reali, situazioni concrete e lottando per il nostro territorio, anche lontano dalla campagna elettorale, come abbiamo sempre fatto. Quanto a Vasto, sulle politiche giovanili è stato fatto tanto: pensiamo solo ai corsi gratuiti offerti dal Progetto Giovani ogni anno per i ragazzi dai 12 ai 35 anni, all’attività della Consulta Giovanile, ai festival e alle numerose iniziative che si svolgono soprattutto grazie all’Assessora Paola Cianci del PD, che detiene la delega alle politiche giovanili. Senza dubbio i comuni hanno responsabilità, senza dubbio si può fare di più, ma forse è il caso di guardare anche alle responsabilità di chi governa la Regione da quasi 8 anni e il Paese da quasi 4. Siamo convinti che il principale problema di noi giovani sia la mancanza di opportunità lavorative. Sacchetti lamenta la mancanza di un piano industriale senza però citare i ritardi della Regione sui lavori del Porto di Vasto, e senza citare chi esultava per Arca Defence e per la riconversione dell’ex Sabino Esplodenti, salvo poi doverne piangere l’ennesima vittima. Ci piacerebbe sapere, invece, come il Governo intende affrontare il tema dell’industria visto che i comuni possono fare ben poco, come attuiamo la transizione ecologica, come abbassiamo il costo dell’energia per le imprese e rendere il territorio nazionale di nuovo attrattivo per nuovi investitori. Vorremmo sapere anche cosa sta facendo Marsilio per impedire la fuga di cervelli, o come investirà sul diritto allo studio e sui trasporti, attualmente costosi e inefficienti, il che ne pregiudica la fruibilità. Siamo giovani e sappiamo perfettamente come le istanze delle nostre generazioni siano sempre secondarie rispetto alle pretese di altri, e apprezziamo il fatto che un giovanissimo come Sacchetti esprima, anche duramente, una critica. Ma da giovani a giovani apprezzeremmo ancora di più che il linguaggio fosse costruttivo e non propagandistico come quello di chi fa politica da più tempo di noi. Sappiamo perfettamente come i “grandi” marginalizzino la nostra generazione e la condannino spesso come quelli che “non hanno voglia di lavorare” o come quelli della “movida violenta” o del non rispetto. Sappiamo entrambi che la narrazione che ci viene cucita addosso è lontana dalla realtà e che invece siamo quelli che più pagano gli errori del passato. Ma allo stesso tempo dobbiamo essere quelli che portano nuove idee, nuovi approcci e una politica che si discosti da vecchi retaggi e gerarchie. Non abbiamo bisogno di slogan ma di lavoro, servizi, casa e futuro. E su questo, dopo anni di governo di Meloni e Marsilio, i risultati sono ancora tutti da vedere. IL SEGRETARIO dei GD Area Vastese Mario Enrico Testa |
