Negli ultimi tredici anni oltre 156mila negozi e attività ambulanti sono scomparsi dai centri urbani delle città italiane, più di un quarto del totale. È il quadro che emerge dall’analisi “Città e demografia d’impresa” dell’Ufficio studi di Confcommercio, presentata il 12 marzo a Roma. Un fenomeno che colpisce pesantemente anche l’Abruzzo.
Ha come premessa questi dati aggiornati a maggio l’accorato appello di Confcommercio Abruzzo al presidente dell’Anci Abruzzo e sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e agli altri sindaci abruzzesi. all’Anci e ai sindaci abruzzesi, con la richiesta di aprire un confronto per definire un percorso comune sul futuro delle città abruzzesi, per definire nuove strategie territoriali a sostegno della vitalità economica e sociale delle comunità.
Dai numeri del centro studi nazionale di Confcommercio Teramo risulta la città più colpita della regione con una diminuzione dei negozi pari al 29,3% tra il 2012 e il 2025. Più contenuto, ma comunque rilevante, il calo registrato a Chieti, con una riduzione del 23,5%, Pescara registra un calo del 21,4%, L’Aquila del 19,7%. Ma va anche considerato che muta anche ovunque le tipologie di attività: alcuni settori tradizionali stanno scomparendo: edicole: -52%, abbigliamento e calzature: -37%, mobili e ferramenta: -36%. Parallelamente crescono attività legate al turismo e alla ristorazione: ristoranti: +35%, gelaterie e pasticcerie: +14%, affitti brevi: +184%.
La lettera e’ a firma del presidente di Confcommercio Abruzzo, Giammarco Giovannelli, di concerto con i presidenti di Confcommercio L’Aquila, Alberto Capretti, Confcommercio Pescara, Riccardo Padovano e Confcommercio Chieti, Marisa Tiberio.
Tra le prime misure da attuare, secondo la Confcommercio Abruzzo, iniziative a favore della rigenerazione urbana e a sostegno del commercio e degli esercizi di prossimità per arginare la progressiva scomparsa dei negozi, la desertificazione dei centro stori e dei quartieri periferici. La proposta punta anche a creare della Zone economiche speciali all’interno delle città per favorire il mantenimento delle attività esistenti e nuovi insediamenti facendo leva su agevolazioni fiscali e sostegni economici, semplificazioni amministrative, incentivi per nuove apertura e programmi comuni di rivitalizzazione commerciale.
“La proposta”, spiega Giovannelli, “nasce nell’ambito di Cities – Città e terziario: innovazione, economia, socialità, il progetto nazionale di Confcommercio dedicato alle trasformazioni urbane e alla valorizzazione delle economie di prossimità. Cieties parte da una considerazione semplice, ma a mio avviso fondamentale: una città viva e’ una città nella quale economica, servizi, cultura, socialità e comunità riescono a convivere e a rafforzarsi reciprocamente. In questo contesto, il terziario di mercato – commercio, turismo, pubblici esercizi, professioni e attività connesse – non rappresenta solo un comparto economico, ma costituisce una componente essenziale della struttura urbana e della vita quotidiana delle comunità. Le attività economiche presenti nei centri abruzzesi contribuiscono a garantire servizi, presidio del territorio, socialità, attrattività e identità dei luoghi.
Ritengo”, prosegue Giovannelli, “che tale percorso possa costituire un’importante occasione di confronto facendo convergere il ruolo e l’esperienza delle amministrazioni locali e la presenza e la conoscenza dei territori”.
La Confcommercio Abruzzo evidenzia come “i comuni abruzzesi, come le altre realtà urbane del nostro Paese, sono interessate da profondi processi di trasformazione. La riduzione della presenza commerciale nei centri storici, l’evoluzione delle modalità di acquisto e di consumo, la crescita del commercio digitale, i cambiamenti demografici, la trasformazione degli spazi e la necessità di aumentare l’attrattività dei nostri territori impongono una riflessione comune e, soprattutto, politiche coordinate e di medio -lungo periodo”.
“La desertificazione commerciale”, evidenzia Giovannelli, “non può essere considerata esclusivamente un problema delle imprese. La progressiva chiusura degli esercizi di vicinato può determinare, infatti, una perdita di servizi, di socialità, di attrattività e di presidio del territorio, con effetti collaterali che interessano l’intera comunità. Per questo motivo ritengo che le politiche per il commercio e le politiche urbane”, aggiunge il presidente di Confcommercio Abruzzo, “debbano essere sempre più integrate all’interno di una strategia complessiva di rigenerazione e sviluppo delle città. Da questo punto di vista sono convinto che l’Abruzzo possa rappresentare un laboratorio nel quale sperimentare un nuovo modello di collaborazione tra istituzioni locali e sistema economico e associativo”. Confcommercio Abruzzo ha richiesto un primo incontro preliminare all’Anci Abruzzo per illustrare i contenuti del progetto Cities, con l’obiettivo di estendere, successivamente, il tavolo di concertazione agli altri capoluoghi di provincia e a tutti i comuni abruzzesi.