Venerdì, 4 Settembre 2026 AbruzzoBordate del Partito Democratico nei confronti di Fratelli d'Italia“Meloni non ha nulla da festeggiare, il paese paralizzato, famiglie in crisi"“Mentre i vertici di Fratelli d’Italia pensano a riempire i pullman abruzzesi diretti a Bari per non fare brutte figure ai festeggiamenti per la durata del Governo di Giorgia Meloni, l’Abruzzo e il resto del Paese reale affrontano un’amara certezza: per le famiglie e le imprese non c’è proprio nulla da festeggiare”. Così il segretario regionale del Partito Democratico Daniele Marinelli sulla kermesse di Bari dove oggi Fdi festeggia il governo più longevo della repubblica.
LA NOTA Siamo al punto che non potendo raccontare alcun risultato concreto, decantano la durata dell’esecutivo. Ma questa stabilità non si è tradotta in qualità dell’azione politica ma in una vera e propria paralisi. Hanno avuto una maggioranza così ampia da poter realizzare tutto e invece non hanno fatto nulla; in questo senso il tema della durata del Governo è l’ennesimo e sinistro effetto del fallimento di questa destra – riprende l’esponente Dem – . I numeri smentiscono impietosamente la narrazione trionfalistica della destra, Meloni in primis. Dal 2021 a oggi, i salari reali hanno perso oltre il 6% del loro potere d’acquisto, erosi da un carovita incontrollato, da bollette energetiche e costi del carburante tra i più alti d’Europa e da una pressione fiscale che ha raggiunto il suo massimo storico. La sanità è a picco: 6milioni di italiani rinunciano alle cure e siamo tra gli ultimi in Europa e tra i Paesi OCSE per risorse impiegate sul fondo sanitario nazionale. La produzione industriale registra quattro anni consecutivi di calo, mentre cresce l’occupazione povera, precaria e a tempo determinato, altro che lavoro in aumento. L’economia è ferma e non affonda in recessione unicamente grazie agli investimenti del PNRR; una risorsa da oltre 200 miliardi di euro che Fratelli d’Italia ha prima ostacolato, votando contro, e che oggi fatica a mettere a terra. Anche sul piano della sicurezza, il Governo Meloni in quattro anni ha prodotto slogan e una moltiplicazione dei reati, senza affrontare alla radice i problemi, senza offrire soluzioni per prevenire i reati, senza aumentare mezzi e risorse a disposizione dei Sindaci e delle forze dell’ordine. La destra ha guidato il Ministro degli interni in 18 anni degli ultimi 25 e ha prodotto soltanto propaganda e insicurezza. Per non parlare del fallimento strutturale nelle politiche di prevenzione ambientale e gestione delle emergenze. Di fronte a una crisi climatica che ci presenta drammaticamente il conto, dai disastri ambientali, al caldo opprimente, agli incendi, la destra negazionista dimostra di non saper vedere le cause e di non sapere neppure affrontare le emergenze. Nel quadro dei fallimenti nazionali, l’Abruzzo paga il prezzo più alto. Giorgia Meloni è stata eletta parlamentare in questo territorio, eppure dalla Premier non è arrivata nemmeno una riserva di gratitudine o un’attenzione concreta per la sua terra di elezione, abbandonata a sé stessa senza alcuna opera o intervento memorabile in quasi quattro anni. La Giunta regionale guidata da Marco Marsilio, in otto anni di governo privi di una sola opera che resti nella memoria, ha espresso una linea dagli effetti persino più pesanti di quella romana. Il deficit della sanità pubblica abruzzese ha costretto la Regione ad aumentare le tasse praticamente al massimo, nonostante avessero promesso che non lo avrebbero mai fatto. I dati sui servizi sanitari sono drammatici: oltre 160mila abruzzesi hanno rinunciato a curarsi, le liste d’attesa restano insostenibili e appena un terzo delle ricette mediche si traduce in una prestazione effettiva. A questo si aggiungono, soltanto per citare alcuni titoli, il crollo del tessuto artigiano, i rincari del trasporto pubblico locale e una fuga di giovani senza ritorno. Si potrebbe lungamente continuare, dati alla mano. Di fronte a questo quadro difficilissimo, dovrebbero spiegare agli italiani che cosa ci sia esattamente da festeggiare. Servirebbero un minimo di sobrietà e massima concentrazione sui problemi della regione e del Paese. E invece la destra celebra la permanenza al potere e si occupa soltanto delle leggi elettorali, nazionale e regionale, con il solo fine di provare a mantenere le poltrone. Non ci riusciranno. Il Paese è stanco, sfiduciato, arrabbiato. Per noi è il tempo di costruire un’alternativa di governo seria, concreta, popolare per l’Abruzzo e per l’Italia. Il Partito Democratico e le altre forze del campo progressista lavorano a questa prospettiva: rimboccarsi le maniche, mettere al centro la tutela della salute, la difesa dell’ambiente, il lavoro dignitoso, il diritto alla casa, la giustizia sociale, la lotta al carovita, per restituire dignità e futuro alle nostre comunità.
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