Èdurato circa tre ore il sopralluogo del sostituto procuratore di Sulmona, Edoardo Mariotti, sul fronte del fuoco sul monte Morrone, in Abruzzo, da 20 giorni ormai alle prese con numerosi incendi.
Il magistrato è arrivato al campo base in tarda mattinata insieme a un collaboratore e ad alcuni carabinieri forestali.
Nel sopralluogo è stato accompagnato con i mezzi e i volontari della Protezione Civile.
Mariotti, secondo quanto si è appreso, ha incrociato per un breve colloquio di cortesia il presidente della regione Abruzzo, Marco Marsilio, che aveva appena terminato il summit nella sede del comune di Roccacasale con tutte le istituzioni in campo e il sindaco, Enrico Pace. Questo per rassicurare la comunità sulle voci di evacuazione. Secondo quanto si è appreso, il magistrato vuole vederci chiaro su due aspetti fondamentali del fascicolo.
Il primo riguarda la gestione dell'emergenza, in particolare l'utilizzo dei mezzi aerei, soprattutto i Canadair inviati da Roma, costati finora circa 4,6 milioni, ma che alcuni giorni erano presenti in massa e altri in maniera più ridotta, così come durante la giornata. Un dato segnalato con forza sia dalla Protezione Civile regionale e sia da Marsilio.
Il secondo su una presunta mancata bonifica dopo l'incendio del 2017 che distrusse 1.200 ettari di bosco. Sulla vicenda, nei giorni scorsi il capo della protezione civile abruzzese, Maurizio Scelli, aveva parlato di rinvenimento durante le operazioni di spegnimento di materiale carbonizzato risalente ai roghi del 2017. Luciano D'Alfonso, parlamentare PD che ai tempi era presidente della Regione, in una nota ha smentito sottolineando che "la presenza di residui legnosi carbonizzati a terra non è il frutto di abbandono o di trascuratezza amministrativa, ma l'esatta applicazione dei protocolli scientifici internazionali di gestione post-incendio".