Lunedì, 31 Agosto 2026 AbruzzoNegli Ospedali delle Marche in tilt le reti informaticheSotto accusa DEDALUS, azienda che lavora anche in AbruzzoMonta la polemica, nelle vicine Marche, per i continui disservizi che devono subire gli ospedali, a causa dei blocchi e rallentamenti imputati a Dedalus, l’infrastruttura informatica nata per far dialogare in tempo reale tutte le strutture sanitarie regionali. Numerose nei giorni scorsi sono arrivate segnalazioni di problemi, soprattutto nello scambio di richieste e risposte dei referti, con cartelle cliniche che spariscono, ritorno al cartaceo, dimissioni in ritardo. Nel mirino è finita dunque la multinazionale Dedalus, il principale fornitore europeo e uno dei maggiori a livello mondiale di soluzioni software per la sanità e la diagnostica. Fondata a Firenze nel 1982, l’azienda progetta e sviluppa sistemi digitali per la trasformazione digitale del settore sanitario di vari Paesi del mondo operando sia nel comparto pubblico che privato, macinando un fatturato solo per l’Italia di oltre 160 milioni di euro, vicino al miliardo nel mondo. Ceo di Dedalus è Alberto Calcagno, l’ex numero uno di Fastweb, amministratore delegato Italia, Latino America e Brasile è Vincenzo Giannattasio Dell’Isola, cfo per l’Italia Angelica Bonavita. Una vicenda che sta riempiendo le prime pagine dei quotidiani marchigiani con Dedalus che però respinge ogni accusa, e fa notare che le disfunzioni non dipendono dai suoi software ma dalla vetustà e inadeguatezza della rete informatica delle Asl marchigiane. Le Marche, va ricordato, è dove molti abruzzesi vanno a curarsi soprattutto dalla provincia di Teramo, territorio nel quale la sanità è gestita dal direttore generale, Maurizio di Giosia, il primo abruzzese sul quale il centrodestra targato Marco Marsilio, di Fdi, ha puntato come manager, tra l’altro della sua terra visto che è originario di Montorio al Vomano ed oltretutto ha fatto tutta la trafila nella azienda teramana. Va a questo proposito ricordato che nel 2014 l’Abruzzo affidò a Dedalus un appalto per creare la “Rete dei medici di medicina A maggio 2023, i sistemi informatici della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, inclusi quelli basati su Dedalus e Archiflow, sono stati vittima di un attacco ransomware da parte del gruppo criminale Monti. Le piattaforme Dedalus ricoprono un ruolo centrale anche a livello strategico, essendo state scelte da diverse Regioni, tra cui l’Abruzzo, per gestire la digitalizzazione del Piano Pandemico Regionale e Nazionale. Nelle Marche Dedalus si è aggiudicata invece l’appalto da 14,1 milioni di euro (fondi Pnrr) per il nuovo Sistema Informativo Ospedaliero Unico (Sio). Ma alla prova dei fatti, il personale in corsia ha dovuto subire, riferisce il tgr regionale “i continui blackout del programma che hanno bloccato gli accessi ai pronto soccorso e la presa in carico dei pazienti nei reparti”. Del resto “la sperimentazione nelle Marche di Dedalus, avviata un anno fa a Camerino, è partita con crescenti difficoltà. A fine febbraio, la Regione ha chiesto all’azienda di rendere più stabile il sistema. A metà agosto, ecco riapparire i problemi della piattaforma”. Dura la reazione dell’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro, con allineato il presidente di regione Francesco Acquaroli, intenzionato a pretendere il massimo rigore contrattuale: “Ogni periodo in sanità ha purtroppo la sua criticità e in questo momento è quella di Dedalus. Parliamo di un investimento fatto con il Pnrr dalla Regione lo scorso anno, prima che entrassi in questo ruolo. Un programma che doveva e deve, sottolineo, far dialogare con la stessa lingua informatica tutti gli ospedali delle Marche, visto che prima ognuno andava per conto proprio. Se nei primi mesi ci poteva stare qualche difficoltà d’assestamento, ora dopo oltre un anno non possiamo più tollerare queste problematiche”. L’azienda ha però spiegato che c’è stato “troppo poco tempo per una mole di lavoro immane”, e Il Resto del Carlino, spiega che uno dei motivi del disservizio dipenderebbe dall’infrastruttura tecnologica marchigiana: “in Emilia-Romagna il software si è innestato su una rete telematica matura da oltre vent’anni, un’autostrada digitale con regole d’interscambio dati già standardizzate. Nelle Marche si tenta invece di introdurre il SioUnico di colpo su un’architettura frammentata dall’eredità delle vecchie Asur e Aree Vaste. Senza un nodo d’integrazione storico, il software fatica a comunicare con i vecchi database, finendo per sovraccaricarsi e bloccarsi nei momenti di picco”. |
