Lunedì, 31 Agosto 2026 AbruzzoBraghini dell'Unams Abruzzo: "Oltre 5mila cattedrale precarie in Abruzzo"Il coordinatore regionale auspica una immediata immissione in ruolo“L’avvio dell’anno scolastico in Abruzzo ripropone puntualmente una paralisi strutturale che penalizza l’intera comunità scolastica. La pubblicazione dei Bollettini n. 1, avvenuta proprio in questi giorni a partire dal 28 agosto, per l’assegnazione delle nomine a tempo determinato da graduatorie provinciali per le supplenze (Gps) negli ambiti territoriali provinciali di L’Aquila, Teramo e Chieti-Pescara, offre una fotografia chiarissima delle criticità su cui la Federazione Gilda Unams si batte con determinazione sia a livello regionale sia a livello nazionale. I numeri del sostegno: un’emergenza da oltre 5.000 cattedre precarie”. Lo scrive, in una nota, Salvatore Braghini, coordinatore regionale Fgu Federazione Gilda Unams Abruzzo. “Dall’esame dei bollettini appena pubblicati – spiega – emerge la drammatica consistenza numerica delle nomine su posto di sostegno nei vari gradi di istruzione (ADAA, ADEE, ADMM, ADSS). Nei tre Ambiti Territoriali della regione (L’Aquila, Teramo e Chieti-Pescara) si sfonda ampiamente la quota di 5.000 cattedre sul sostegno assegnate a tempo determinato, confermando come la gran parte dell’organico destinato all’inclusione sia coperto tramite supplenze annuali o posti in deroga”. “Si tratta di un vero e proprio ‘esercito di precari’ – osserva – a cui viene affidata la continuità e la cura degli alunni con disabilità. Molti di questi docenti insegnano da 10 o 15 anni nel medesimo ruolo. In totale coerenza con la linea della Direzione Nazionale Gilda-Unams e con le direttive dell’Unione Europea sull’abuso dei contratti a termine, l’unica soluzione istituzionale seria è la stabilizzazione con immissione in ruolo dopo 3 anni scolastici di servizio. Continuare ad abusare delle supplenze annuali danneggia la dignità professionale dei lavoratori e nega il diritto alla continuità didattica per gli studenti”. Quote di riserva e saturazione a cascata: come funziona il meccanismo “Una seconda forte criticità emersa nei bollettini pubblicati dal 28 agosto – continua Braghini – riguarda gli scavalcamenti in graduatoria dovuti alle quote di riserva previste dalla Legge 68/1999 (art. 3 e 18)”. Per comprendere l’impatto di tali nomine, è fondamentale chiarirne il funzionamento tecnico. La consistenza numerica complessiva: Le pubbliche amministrazioni devono riservare il 7% dei posti agli invalidi civili e categorie equiparate (Riserva N) e l’1% ai profughi, vedove/orfani di guerra o del servizio (Riserva M). A questi si aggiunge la riserva del 15% per il Servizio Civile Universale. Il calcolo a cascata e la saturazione del 50%: Il calcolo non si applica direttamente sull’intera graduatoria, ma sui posti disponibili per singola classe di concorso/tipologia di posto. Per legge, le nomine riservate non possono mai superare il tetto massimo del 50% dei posti conferiti in quella specifica procedura. Il meccanismo di scorrimento: Le riserve scattano “a cascata” calcolando le aliquote scoperte in provincia. Se la quota del 50% del contingente disponibile non è ancora satura, il sistema attinge dai candidati in possesso di riserva inseriti in graduatoria (anche con punteggio inferiore), fino al completo raggiungimento della quota o fino alla saturazione del tetto del 50%. Una volta saturata l’aliquota del 50%, le successive nomine tornano ad attingere esclusivamente in base al punteggio di merito. “La mancata indicazione nei bollettini delle causali che determinano lo scavalcamento genera un clima di sospetto e continui reclami agli Ambiti Territoriali. Con il pretesto della tutela della privacy, i prospetti pubblicati omettono qualsiasi nota spiegativa”. |
