Domenica, 30 Agosto 2026 ChietiNella Provincia di Chieti la produzione delle uve è in forte caloColdiretti: “Calo gIà del 25-40%. Senza acqua il futuro della viticoltura è a rischio”Dopo oltre quattro mesi di siccità e con le temperature estreme delle ultime settimane la vendemmia abruzzese presenta il conto. In provincia di Chieti, dove si concentra circa il 75% dei vigneti regionali, le prime uve raccolte ad agosto evidenziano cali produttivi tra il 25 e il 40% rispetto alla media. E per le varietà ancora da raccogliere le prospettive non sono migliori. Grappoli asciutti, acini più leggeri e poco mosto: il caldo prolungato e l’assenza di piogge, che dura ormai da oltre 120 giorni, hanno colpito sia il peso delle uve sia la resa in vino. Secondo la Coldiretti, però, il calo produttivo di questa vendemmia potrebbe però rappresentare un elemento di riequilibrio per il mercato, riducendo le eccedenze e favorendo una ripresa delle quotazioni delle uve e del vino. L’auspicio è infatti che la minore disponibilità di prodotto possa tradursi in un miglioramento dei prezzi riconosciuti ai viticoltori, riportando maggiore equilibrio lungo la filiera. In provincia di Chieti, sono tantissime le aree dove la viticoltura è prevalentemente non irrigua. È qui che il cambiamento climatico rende più urgente una strategia per l’irrigazione di soccorso e per nuove reti capaci di servire i territori oggi esclusi dai sistemi irrigui. “Non si tratta più soltanto di fronteggiare le emergenze, ma di costruire le condizioni per garantire continuità produttiva alle imprese agricole nei prossimi anni” aggiunge Domenico Bosco, direttore di Coldiretti Chieti “insieme all’emergenza climatica occorre però affrontare anche quella di mercato”. Coldiretti Abruzzo ha trasmesso alla Regione un documento con proposte per ristabilire l’equilibrio tra produzione e domanda, tutelare il reddito dei viticoltori e rafforzare la competitività della filiera, dalla revisione dello schedario vitivinicolo alla verifica delle giacenze, fino a promozione ed enoturismo. “Il futuro della viticoltura abruzzese si decide anche dalla capacità di trattenere l’acqua – conclude il direttore di Coldiretti Abruzzo Marino Pilati, - servono programmazione, investimenti e una strategia di lungo periodo: non possiamo permettere che ogni estate la vendemmia diventi un bollettino di danni”.
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