Lunedì, 24 Agosto 2026 Abruzzo

In carcere 39 giorni per un errore, il giudice lo libera

L'ordine di carcerazione all'avvocato sbagliato, 'lesione del diritto difensivo'

E' stato arrestato il 5 luglio, alcuni anni dopo la condanna, quando è tornato in Italia dalla Romania per andare ad un matrimonio a Padova.

E' rimasto 39 giorni in carcere, poi è stato liberato perché un giudice ha riconosciuto, accogliendo la richiesta della difesa, l'avvocato Luca Sebastiani del foro di Bologna, che era stato commesso un errore tecnico: non era mai stato avvisato del provvedimento di cattura e non ha potuto presentare richieste di misure alternative.
Il caso riguarda un romeno condannato dal tribunale di Teramo per tentata estorsione e lesioni, con sentenza irrevocabile nel 2018, dopo una prolungata vicenda processuale seguita da altri due diversi avvocati.
"La condanna è stata a quattro anni, limite della pena che consente di avere un ordine di carcerazione sospeso per presentare istanze, entro 30 giorni.

Ma quando la condanna è passata in giudicato e nel luglio 2019 è stato emesso dalla Procura di Teramo l'ordine e il contestuale decreto di sospensione, gli atti sono stati notificati all'avvocato che aveva seguito solo la prima parte della vicenda e non aveva più alcun rapporto col romeno e non al legale che lo aveva assistito nelle ultime fasi processuali. Il condannato è stato dichiarato irreperibile e i provvedimenti sono stati notificati ad un difensore d'ufficio, che ha presentato comunque istanza di affidamento in prova ai servizi sociali, rigettata dal tribunale di Sorveglianza, proprio per l'irreperibilità.
Il decreto di sospensione nel frattempo è stato revocato e quando l'uomo è stato trovato a Padova, a luglio, è stato arrestato. Era con la famiglia, ignaro di essere ricercato, ha preso una camera in albergo ed è scattato l'alert alle forze dell'ordine che lo hanno rintracciato all'alba.
 A quel punto il nuovo difensore, l'avvocato Sebastiani, ha presentato ricorso al tribunale di Teramo e la giudice Martina Pollera, dopo l'udienza del 13 agosto, ha dichiarato la nullità dell'ordine emesso a luglio 2019: notificato al difensore sbagliato, determinava una lesione del diritto all'assistenza difensiva. Risultato, l'uomo è stato liberato. L'ordine verrà riemesso, con la contestuale sospensione.

Fonte ANSA