Domenica, 23 Agosto 2026 Abruzzo

IN ABRUZZO BRUCIATI OLTRE 2.500 ETTARI IN DUE MESI

UNA SUPERFICIE EQUIVALENTE A 3,500 CAMPI DA CALCIO

Sono 2.532 gli ettari di territorio bruciati in Abruzzo tra il 15 giugno e il 15 agosto 2026, pari a 3.546 campi da calcio.

È il dato aggiornato diffuso da Legambiente nel report Italia in Fumo.

Sono 13 gli incendi registrati in regione, ma il bilancio è ancora in aggiornamento. A livello nazionale, nello stesso periodo, sono andati a fuoco 90.300 ettari.

Particolarmente colpite sono state le aree naturali protette, dal Parco nazionale della Majella al Parco regionale Sirente Velino, fino al Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Tra gli episodi più gravi, l’incendio del Monte Morrone, nel cuore della Majella, e quelli che hanno interessato Lucoli e Rocca di Cambio, nel Sirente Velino, e la pineta nella Valle del Giovenco, vicino a Bisegna.

“Le fiamme rappresentano una nuova ferita al cuore naturalistico degli Appennini e dell’Italia”, dichiarano Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette di Legambiente, e Donatella Pavone, direttrice di Legambiente Abruzzo.

L’associazione chiede che venga fatta piena luce sugli incendi e che siano rafforzati controlli, monitoraggi e sanzioni penali contro chi appicca i roghi.

Legambiente sollecita inoltre la Regione Abruzzo “a rafforzare la gestione forestale sostenibile del proprio patrimonio, che conta oltre 475 mila ettari di foreste, pari al 44% del territorio regionale”.

Dall’Abruzzo l’associazione rilancia infine l’appello al Governo “per rafforzare la prevenzione a livello nazionale: piena applicazione della legge sugli incendi boschivi, monitoraggi capillari, aggiornamento del catasto delle aree percorse dal fuoco e maggiore coordinamento della Protezione civile”.

Legambiente chiede anche “un sistema nazionale trasparente, sul modello europeo EFFIS/Copernicus, con dati aggiornati su incendi, danni e costi di spegnimento e prevenzione”.