Sabato, 22 Agosto 2026 Vasto

Sulla edficabilità su Montevechcio interviene la Molino Costruzioni: «Nessuna nuova colata di cemento"

Filippo Molino scrive: "Chiediamo solo regole certe, trasparenti e uguali per tutti"

La Molino Costruzioni S.r.l. ha diffuso la seguente nota in risposta a quanto da noi pubblicato ieri venerdì 21 agosto 2026.

 

"In riferimento all’articolo pubblicato su alcuni mezzi di informazione sulla  richiesta avanzata dalla Molino Costruzioni S.r.l. al Comune di Vasto in merito alla situazione  urbanistica della collina di Montevecchio, ritengo opportuno chiarire alcuni aspetti, affinché una  vicenda complessa e delicata non venga ridotta a rappresentazioni suggestive o, peggio, fuorvianti.  

La Molino Costruzioni non ha chiesto al Comune di Vasto di autorizzare una nuova edificazione di  9.000 metri cubi sulla collina di Montevecchio.  

La società è proprietaria di terreni ricadenti in un Piano di Lottizzazione approvato dal Comune di  Vasto, oggetto di convenzione urbanistica e già parzialmente attuato, nell’ambito del quale risultano  ancora capacità edificatorie non utilizzate. Lo stesso articolo pubblicato da Piazza Rossetti dà conto  dell’esistenza del Piano approvato, della convenzione e delle volumetrie residue, salvo poi definirle  una «consistente colata di cemento», introducendo così un giudizio che nulla aggiunge alla corretta  ricostruzione tecnica della vicenda.  

La questione posta dalla Molino Costruzioni è completamente diversa.  

Il Comune sta affrontando il procedimento relativo alla revisione della perimetrazione delle aree di  pericolosità del PAI in località Montevecchio, procedimento che potrebbe determinare per alcune  proprietà una sopravvenuta limitazione o perdita della capacità edificatoria originariamente  attribuita.  

Di fronte a questa eventualità, qualsiasi proprietario e, a maggior ragione, qualsiasi amministratore  di una società ha il dovere di tutelare le posizioni giuridiche ed economiche maturate sulla base di  strumenti urbanistici approvati dalla stessa Amministrazione comunale.  

Nella PEC inviata al Comune abbiamo scritto con assoluta chiarezza che Molino Costruzioni non  intende mettere in discussione le esigenze di tutela della pubblica incolumità né la prevenzione del  rischio idrogeologico, qualora tali esigenze risultino definitivamente accertate dagli organi  competenti. Abbiamo però altrettanto chiaramente chiesto che l’eventuale nuova disciplina venga  affrontata contestualmente alle conseguenze urbanistiche derivanti dall’impossibilità di utilizzare  capacità edificatorie già previste in un Piano di Lottizzazione approvato, convenzionato e  parzialmente attuato.  

Non c’è quindi alcuna contrapposizione tra sicurezza del territorio e interessi privati.  Al contrario, la proposta formulata al Comune mira proprio a rendere compatibili le due esigenze.  La nuova legge urbanistica regionale disciplina espressamente gli strumenti della perequazione e  della compensazione urbanistica. La nostra richiesta è che tali strumenti vengano valutati in maniera  seria, trasparente e generale, non nell’interesse particolare di un singolo soggetto, ma nell’ambito di  un procedimento che riguardi tutti i proprietari interessati dalle eventuali nuove limitazioni.  Abbiamo chiesto al Comune una ricognizione delle capacità edificatorie originariamente attribuite,  delle volumetrie già utilizzate e di quelle residue, l’individuazione esatta delle aree che dovessero  risultare non più edificabili e la verifica della possibilità di trasferire la capacità edificatoria non più  esercitabile in altri ambiti urbanisticamente idonei. 

Abbiamo inoltre proposto che eventuali coefficienti di conversione siano determinati secondo criteri  generali, oggettivi e non discriminatori e che venga aperto un tavolo tecnico con l’Amministrazione  e con gli altri proprietari interessati.  

Questa sarebbe una “patata bollente” per il Comune?  

Ritengo, al contrario, che sia una normale e doverosa questione amministrativa, che può essere  affrontata con gli strumenti messi a disposizione dalla legge, nel rispetto tanto dell’interesse  pubblico quanto dei diritti dei cittadini e delle imprese.  

La vera semplificazione sarebbe sostenere che un’Amministrazione possa modificare la disciplina  urbanistica di aree ricomprese in Piani di Lottizzazione approvati e parzialmente realizzati senza  neppure affrontare le conseguenze derivanti da tali decisioni.  

Non chiediamo privilegi.  

Non chiediamo scorciatoie.  

Non chiediamo di sacrificare la sicurezza del territorio.  

Chiediamo esclusivamente che, qualora determinate capacità edificatorie non possano più essere  esercitate per una sopravvenuta esigenza di tutela pubblica, il Comune valuti le soluzioni previste  dall’ordinamento con criteri trasparenti, uniformi e non discriminatori.  

È nell’interesse dell’Amministrazione stessa che una materia così delicata venga sottratta a qualsiasi  lettura personalistica e ricondotta sul terreno che le è proprio: quello delle norme, della  pianificazione urbanistica, della sicurezza e della tutela delle posizioni legittimamente maturate.  Per questo abbiamo scelto fin dal primo momento la strada del confronto istituzionale.  Confidiamo nel fatto che il Sindaco, la Giunta, il Consiglio comunale e gli uffici competenti  sappiano affrontare la vicenda con serenità, autonomia ed equilibrio, senza lasciarsi condizionare da  polemiche o ricostruzioni che rischiano di trasformare una legittima iniziativa imprenditoriale in  qualcosa di diverso da ciò che realmente è.  

Da imprenditore vastese sono abituato a confrontarmi con le regole, anche quando le regole  impongono sacrifici.  

Pretendere però che quelle stesse regole vengano applicate con imparzialità, trasparenza e senza  discriminazioni non significa esercitare pressioni sull’Amministrazione.  

Significa semplicemente esercitare un diritto.  

Ed è su questo terreno, e soltanto su questo, che continueremo a confrontarci con il Comune di  Vasto e con chiunque voglia discutere nel merito della questione.  

Filippo Molino – Amministratore Delegato.