Mercoledì, 12 Agosto 2026 Abruzzo

Il caldo in Abruzzo: da cento giorni non piove ed i campi sono aridi

Secondo la Coldiretti i danni provocati dal clima superano i 3 miliardi di euro

Tra caldo estremo, siccità, grandine e roghi i danni all’agricoltura italiana hanno superato i tre miliardi di euro, secondo una prima stima Coldiretti, ma il conto degli effetti del cambiamento climatico potrebbe ulteriormente aggravarsi se l’assenza di precipitazioni dovesse perdurare.

La situazione più critica resta concentrata al Nord, dove la scarsità d’acqua sta mettendo a rischio intere produzioni. In alcune aree il mais rischia di andare completamente perso, mentre cresce l’allarme per il riso, con punte del 40% di calo del raccolto. Al Sud e nelle Isole, invece, lo stress idrico interessa soprattutto ortaggi e pomodoro, con il rischio di una riduzione delle rese. Preoccupazioni anche nel Centro Italia, dove le temperature elevate continuano a mettere sotto pressione ortaggi, frutta, oliveti e vigneti.

In Abruzzo, in particolare nella provincia di Chieti, siccità e alte temperature stanno provocando danni nei vigneti e negli oliveti situati nelle aree non irrigue.

“L’assenza di precipitazioni si protrae ormai da circa 100 giorni e lo stress idrico sta mettendo a dura prova le coltivazioni, con conseguenze che si tradurranno in un calo rilevante della produzione. Particolarmente esposte sono le aziende che non possono contare sull’irrigazione e che stanno affrontando una situazione sempre più critica, aggravata dalle temperature elevate”, evidenzia Coldiretti.

“All’emergenza siccità si aggiunge infine l’emergenza incendi: in Sardegna i roghi hanno già devastato migliaia di ettari di pascoli e coltivazioni, causando la perdita di animali, alveari, foraggi e strutture agricole. Complessivamente, dall’inizio dell’anno sono quasi 80mila gli ettari di boschi e terreni andati in fumo”, secondo l’analisi Coldiretti su dati Effis.

“La situazione conferma l’urgenza di investire nella realizzazione di un piano nazionale degli invasi dotati di sistemi di pompaggio in grado di produrre energia elettrica. Oggi l’Italia riesce infatti a trattenere appena l’11% dell’acqua piovana, una quota insufficiente per affrontare periodi di siccità sempre più frequenti e intensi.  Si tratta di un progetto immediatamente cantierabile che consentirebbe di trattenere e accumulare l’acqua piovana durante tutto l’anno, riducendo gli effetti degli eventi meteorologici estremi e contribuendo a prevenire esondazioni e allagamenti”.

“I bacini, realizzati con materiali naturali e senza l’utilizzo di cemento, sarebbero destinati agli usi civili e agricoli – spiega Coldiretti –, oltre a rappresentare una fonte di energia idroelettrica rinnovabile”.

“Il piano prevede inoltre il recupero e la piena valorizzazione delle infrastrutture idriche già esistenti. Per affrontare in modo efficace l’emergenza climatica, però, è necessario adottare una strategia complessiva che includa anche la manutenzione dei corsi d’acqua e il potenziamento delle reti di distribuzione, così da garantire una gestione più efficiente delle risorse idriche”.