Martedì, 11 Agosto 2026 Vastese

Diomede Barchiesti in coma per un pugno

Giovane indagato per lesioni personali aggravate

Da due giorni lotta fra la vita e la morte Diomede Barchiesi, 50 anni, originario di Altino e residente a Lanciano, in provincia di Chieti, dipendente di Stellantis Atessa e grande sportivo. A sferrare quel pugno micidiale un diciottenne di Fossacesia, M.M., che pratica Mma (arti marziali miste). Al momento è indagato per lesioni personali aggravate, ma la sua posizione potrebbe peggiorare insieme alle condizioni, purtroppo già molto critiche, dell’operaio.

L’episodio che da due giorni sta indignando e tenendo col fiato sospeso due comunità è avvenuto intorno alle 4.15 di domenica 9 agosto, sul lungomare di Fossacesia: due gruppi di ragazzi che discutono – ricostruisce Il Centro – e un papà che, allertato in piena notte, accorre e cerca di capire cosa sta succedendo. Tira forse uno schiaffo al ragazzo che sta aggredendo i suoi figli e riceve in cambio un pugno alla mandibola. Un colpo violentissimo che lo manda a terra e poi in coma. Dopo aver colpito Barchiesi, il diciottenne non si è allontanato, è rimasto sul posto ad attendere l’arrivo dei soccorsi.

L’uomo è arrivato in coma profondo all’ospedale di Pescara, dove è stato operato due volte alla testa nel reparto di Neurochirurgia. Ora, ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione, diretto dalla dottoressa Rosa Maria Zocaro, lotta per la vita, in un quadro clinico dai contorni, dicono i medici, “gravissimi”.

Il 50enne si trovava insieme alla moglie nel camper di famiglia parcheggiato in uno spiazzo poco distante. La coppia aveva deciso di trascorrere la notte a Fossacesia marina per stare vicino ai due figli minorenni che partecipavano a un evento in un locale della riviera. Successivamente i ragazzi si sarebbero intrattenuti sul lungomare.

Intorno alle 4 del mattino dal parcheggio antistante il locale sono arrivate urla femminili, riconducibili alla figlia 16enne della coppia. Quando moglie e marito sono arrivati nel parcheggio di fianco al complesso ex Baya Verde, si era già consumata una accesa lite tra ragazzi, a cui hanno partecipato sia maggiorenni che minorenni. Spinte, strattoni e parole grosse che volano per motivi ancora tutti da chiarire.

“Mia figlia era agitata, diceva di essere stata aggredita verbalmente da un ragazzo”, ha raccontato al Centro Anna Maria Di Caro, moglie di Barchiesi, “mio figlio aveva la maglia completamente strappata”.

I presenti sono stati sentiti al momento, di notte, per strada. Sia i ragazzi, sei o sette, che erano presenti al momento del diverbio, sia passanti che hanno prestato i primi soccorsi. Saranno tutti risentiti nei prossimi giorni dai militari, coordinati dal sostituto procuratore di Lanciano, Elena Belvederesi, titolare del fascicolo, per fare piena luce sull’episodio di domenica notte.

La dinamica, come ricostruita nei momenti successivi all’aggressione, è al vaglio degli inquirenti. Nel frattempo sono state acquisite anche le telecamere di videosorveglianza, in realtà poche e poco centrate rispetto alla zona dell’aggressione, presenti in questo tratto di lungomare.