Domenica, 2 Agosto 2026 Abruzzo

Deserto bancario, Abruzzo 5/a regione per numero di comuni senza sportelli

All'Aquilano record negativo. Coinvolte 11mila aziende che danno lavoro a 32mila persone

La "desertificazione" di sportelli bancari sul territorio segna in Abruzzo un riferimento importante: la regione è quinta in Italia nella classifica di quelle nelle condizioni peggiori.

Secondo l'indagine della Cna nazionale in Abruzzo il 61,3% dei comuni - ovvero 187 su 305 - è sprovvisto di sportelli bancari: peggio si trovano Molise (83,8%), Calabria (74,5%), Valle d'Aosta (74,3%) e Piemonte (65,8%).

La provincia aquilana guida la classifica dei centri senza sportello: 80, con 59.629 residenti e poco meno di 4mila imprese (3.996). Seguono le province di Chieti (68 comuni; 64.129 residenti; 4.308 imprese) e di Pescara (22; 20.089; 1.336). Teramo subisce danni minori, con 17 comuni senza sportelli bancari, 19.992 residenti coinvolti e 1.445 imprese.
Sono quindi 163.769 i cittadini coinvolti, con 11.085 imprese che danno lavoro a 31.787 addetti. Tutti costretti a cercare sul territorio un riferimento per le proprie attività di credito.
Alla base della progressiva sparizione di riferimenti territoriali per il credito concorrono più fattori, in Abruzzo legati storicamente alla progressiva perdita di istituti locali (resistono solo le Banche di credito cooperativo) legata al loro assorbimento nei grandi raggruppamenti, ma anche ai processi di digitalizzazione. Un aspetto sottolineato nel commento del presidente e del direttore di Cna Abruzzo, Barnardo Sofia e Silvio Calice: "Si tratta certamente di un'opportunità, ma non può trasformarsi in un ritiro indiscriminato dai territori: per una piccola impresa il rapporto con la banca non si esaurisce in un'applicazione o in una procedura automatizzata. Occorrono interlocutori capaci di conoscere l'azienda, valutarne i progetti e accompagnarne gli investimenti. Quando chiude una filiale si allontana un punto di riferimento".