Sabato, 1 Agosto 2026 AbruzzoInvestimenti sullo stabilimento Stellantis di Atessa, Fiom Cgil frena gli entusiasmi"Non diventi un deserto per l’indotto della provincia e dell'intero Abruzzo"“L’annuncio da parte del Gruppo Stellantis di un investimento da un miliardo di euro destinato allo stabilimento di Atessa per la nuova gamma di veicoli commerciali rappresenta un passaggio di indubbia rilevanza per l'industria regionale. Tuttavia, la Fiom Cgil ribadisce che la solidità di un piano industriale non si misura dai comunicati finanziari della multinazionale, ma dall'impatto reale sulla tenuta occupazionale dell'intera provincia di Chieti e dell'intero Abruzzo”. Questo il commento del segretario generale Fiom Cgil Chieti, Alfredo Fegatelli. “Mentre nel dibattito pubblico prevalgono toni entusiastici o dichiarazioni di apprensione rilasciate a cose fatte - aggiunge - il tessuto industriale dell'indotto mostra crepe sempre più profonde. L'esempio emblematico è quello della Isringhausen, dove la mancata assegnazione della lavorazione per le strutture in acciaio del sedile monoposto dei furgoni ha colpito il sito di San Salvo e in parte Atessa. È semplicemente assurdo che ad oggi non vi sia ancora alcuna certezza su quale sarà il futuro dei sedili del nuovo furgone per un fornitore storico e altamente specializzato come Isringhausen. Se Stellantis gestisce così le informazioni verso un leader del settore della componentistica, sorge spontaneo e preoccupante l'interrogativo su quale sorte rischino di subire tutte le altre aziende della nostra filiera locale”. “Di fronte a questi campanelli d'allarme - prosegue Fegatelli - la Fiom Cgil ritiene doverosa una riflessione aperta rivolta a tutte le lavoratrici e ai lavoratori della componentistica. Va ricordato che le organizzazioni sindacali firmatarie del Ccsl dialogano con Stellantis attraverso un canale di relazioni industriali definito nel contratto. Proprio per questo, riteniamo legittimo chiedere: chi ha accesso diretto e continuativo a quel tavolo era davvero nella condizione di non poter intercettare per tempo segnali così precisi sulle riassegnazioni delle commesse del nuovo furgone?”. “Se la risposta fosse sì - incalza il segretario Fiom Cgil - cioè se le dinamiche di riorganizzazione fossero note o prevedibili, ci si chiede perché non si sia intervenuto prima a tutela dell’indotto. Se la risposta fosse no, cioè se anche chi ha accesso diretto non le abbia colte, resta comunque una domanda aperta sull’efficacia complessiva degli attuali strumenti di relazione industriale nel prevenire, e non solo commentare a posteriori, i problemi dell’indotto. I lavoratori della provincia di Chieti e dell’Abruzzo non possono accontentarsi di prendere atto delle decisioni come fisiologiche evoluzioni di mercato, né affidarsi a reazioni di sconcerto manifestate solo a fatto compiuto. In questa fase delicata, la Regione Abruzzo non può limitarsi ad accompagnare passivamente gli annunci aziendali. Le istituzioni regionali hanno il dovere politico di pretendere che a fronte delle risorse, delle infrastrutture e dei servizi messi a disposizione del polo industriale, corrisponda un vincolo preciso per la salvaguardia dell'intero patrimonio produttivo abruzzese”. Per questo la Fiom Cgil, “forte della propria autonomia e libertà d'azione”, rivendica Fegatelli, rilancia la necessità di un “Patto d'Area per l’Automotive Abruzzese”. La proposta prevede una clausola sociale di territorialità sui nuovi modelli: vincolare l'assegnazione delle lavorazioni legate all'investimento di Atessa alla salvaguardia dei fornitori storici della provincia di Chieti e dell'Abruzzo, arginando la delocalizzazione e l'estromissione delle imprese locali. La proposta contiene inoltre un protocollo di salvaguardia occupazionale di bacino: ossia definire un accordo quadro che, in caso di riorganizzazione o riassegnazione di commessa (come avvenuto tra San Salvo ed Atessa), imponga la clausola di salvaguardia e il riassorbimento prioritario del personale coinvolto, a parità di diritti e condizioni normative e salariali. La Fiom Cgil chiede inoltre l'istituzione di un tavolo permanente di monitoraggio di filiera, con ministero e Regione Abruzzo, per attivare immediatamente una sede di verifica preventiva, commessa per commessa, per analizzare l'impatto occupazionale nell'indotto prima che la produzione a regime del nuovo furgone sia avviata. “I lavoratori dell'indotto hanno diritto a una rappresentanza piena, autonoma e incisiva, capace di porre condizioni chiare e senza sconti per la difesa di ogni singolo posto di lavoro. Come Fiom saremo in tutti gli stabilimenti della provincia di Chieti e della regione per pretendere trasparenza, contrattazione reale e garanzie per il futuro dell'automotive abruzzese”, conclude Fegatelli.
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