Venerdì, 31 Luglio 2026 Abruzzo

La nuova legge elettorale voluta da Marsilio passa per un voto

Fronda nel centrodestra abruzzese, Verrecchia apre alle modifiche

È passata ieri pomeriggio, per il rotto della cuffia, con 14 voti della maggioranza di centrodestra, che conferma le spaccature interne, contro i 13 voti dell’opposizione del Patto dell’Abruzzo, l’approvazione del testo base della nuova legge elettorale che oggi è approdata in commissione Statuto.

Votazione resa necessaria perché le opposizioni oltre ad aver presentato centinaia di emendamenti ostruzionistici, e qualcuno di merito, si sono presentate in Commissione con due altri progetti di legge, uno a firma del capogruppo del Pd Silvio Paolucci, l’altro del capogruppo del Movimento 5 stelle Francesco Taglieri, alternativi a quello a firma del presidente della Regione, Marco Marsilio, di Fdi, che come piatto forte ha il collegio unico regionale al posto dei quattro provinciali.

Costringendo dunque la maggioranza a dover integrare i testi.

Questa procedura ha consentito la riapertura dei termini di presentazione degli emendamenti, con data limite fissata al 10 settembre.

Al momento del voto sono mancati però per il centrodestra i quattro voti in quota a Luciano Marinucci, di Marsilio presidente, e di Maria Assunta Rossi, di Fratelli d’Italia, la quale va ricordato è firmataria insieme a Paolo Gatti, e Francesco Prospero di FdI, Carla Mannetti, della Lega, Giampaolo Lugini, di Marsilio presidente – che oggi ha delegato Marinucci -, della lettera al presidente Marsilio in cui si esprimevano perplessità sul collegio unico regionale.

E così il centrodestra l’ha spuntata per un solo voto. L’opposizione compatta non ha chiesto però la verifica del numero legale.

Decisiva, per evitare al centrodestra una figuraccia, l’arte diplomatica del capogruppo di Fratelli d’Italia, Massimo Verrecchia, che ha aperto alle proposte contenute negli emendamenti non ostruzionistici ma di merito dell’opposizione, per quanto riguarda ad esempio il voto disgiunto e il doppio turno se nessuno dei contendenti supererà il 40% o anche il 45%. Ampia disponibilità anche per ragionare sul ritorno alla doppia preferenza rispetto al testo di Marsilio.

Punto fermo, ha precisato però il capogruppo Fdi, è il collegio unico, perché altrimenti sarebbe snaturata la legge, anche se si possono pensare dei correttivi per ovviare al rischio, per non dire la certezza, che ad essere penalizzata sarà la rappresentanza nelle aree interne, meno popolose rispetto all’area costiera.

Ma del resto, anche nella maggioranza lo stesso Marinucci e Leonardo D’Addazio, di Fratelli d’Italia, hanno presentato emendamenti che prevedono misure volte a garantire in ogni caso una quota di eletti per le arie demograficamente penalizzate. (f.t.)

Pubblicato da Abruzzoweb