Giovedì, 30 Luglio 2026 Abruzzo

Nuova Pescara, la Notte dei Serpenti e le nomine da fare

Queste le cause dello scontro violento tra Marsilio e Masci

 Chi ha assistito alla furibonda lite, lunedì 20 luglio, racconta di essere rimasto pietrificato, incapace di parlare o fare tentativi di mediazione, e che per interminabili minuti ha provato il terrore che quelle urla, a tratti disumane, e il tenore degli insulti, potessero causare anche un malore ai due duellanti.

Ad affrontarsi a viso aperto, e solo per fortuna senza arrivare alle mani, ma comunque stracciando e sbattendo fogli per aria e pronunciando imprecazioni forti, non due comuni cittadini in un mercato ortofrutticolo o in un quartiere periferico, bensì nientemeno che il presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio, uomo forte di Fratelli d’Italia, al suo secondo mandato, per la prima volta nella storia in Regione Abruzzo, e il sindaco di Pescara, Carlo Masci, di Forza Italia, uomo forte tra gli azzurri, anche lui al secondo mandato nel capoluogo adriatico.

La location non una strada o un bar, ma la prestigiosa sala della Giunta al settimo piano del palazzo  della Regione Abruzzo a Pescara, in piazza Unione, per cui nessuno ha chiamato le forze dell’ordine per ripristinare un minimo di tranquillità.

Presenti alla riunione alti dirigenti della politica regionale, tra cui il presidente del Consiglio regionale, l’azzurro pescarese Lorenzo Sospiri, amico di Masci, ma in questo caso un po’ freddo con il primo cittadino, nonostante in passato abbia avuto rapporti difficili con Marsilio. E ancora, tra i presenti c’è chi racconta di una esperienza mai vissuta prima della quale, a distanza di giorni, ancora non riescono a smaltire tensioni e preoccupazioni accumulate.

Tra questi il presidente della Provincia di Pescara Giorgio De Luca, anche lui di Forza Italia, il presidente del Consiglio comunale di Pescara Marcello Antonelli di FdI, il consigliere regionale Luca De Renzis, sempre di FdI, il direttore generale della Regione Abruzzo, Vincenzo Rivera, il capo di Gabinetto della Presidenza regionale Stefano Cianciotta, e un altro collaboratore fidato di Marsilio, Berardino Fiorilli, ex assessore comunale di Pescara e ora nello staff del sindaco Masci, il direttore generale del Comune Fabio Zuccarini e il dirigente Giuliano Rossi. Nella stanza accanto Benedetta Fasciani, responsabile Segreteria Politica del Presidente della Regione.

La lite, si direbbe in un articolo di cronaca, innescata da futili motivi che spiegheremo più avanti, disegna perfettamente lo stato emotivo e nervoso che caratterizza la coalizione di centrodestra abruzzese che oltre alla Regione e al Comune di Pescara, la città più grande d’Abruzzo, amministra altri enti importanti, come due province su quattro e il capoluogo abruzzese L’Aquila.

Una coalizione ancora in stato di choc che sta pagando anni e anni di frizioni, liti, scontri, a causa dei quali i rapporti si sono sfilacciati, tanto che ora ogni riunione è potenzialmente ad alta tensione. A votare si tornerà nel marzo 2029, non domani, ma in molti cominciano a chiedersi  come nel frattempo si riuscirà ad andare avanti.

La frattura sembra insanabile, almeno per ora, visto che i numerosi tentativi, se non di pacificazione, di distensione sono falliti: i due non sono saliti insieme sul palco della Notte dei Serpenti, il maxi concerto dedicato alla musica abruzzese, che ha celebrato la quarta edizione sabato scorso al teatro del Mare a Pescara, per non rischiare di trovarsi l’uno vicino all’altro. Una istanza espressamente richiesta all’organizzazione.

E il giorno dopo il fattaccio, all’Aquila, al termine della seduta del Consiglio regionale, a nulla è servita una lunga riunione tra gli scranni della Presidenza, prima alla presenza di big di FdI, tra cui il capogruppo consiliare, Massimo Verrecchia, e poi in chiusura con una chiacchierata a due, apparsa serena, tra Marsilio, per la verità non nuovo a scatti di ira, e Sospiri nel ruolo di pompiere.

Un’azione che non pare aver sortito effetti perché il governatore è apparso ancora corrucciato ed accigliato. Non ha portato risultati neppure il comunicato del Comune di Pescara a firma di Masci sul ringraziamento per il contributo concesso dalla Giunta abruzzese per la riapertura delle piscine Le Naiadi.

La riunione aveva all’ordine del giorno la costituzione del comitato organizzatore di Pescara 2027: tra pochi mesi, infatti, ricorrerà il centenario del decreto di re Vittorio Emanuele III, adottato su proposta del duce Benito Mussolini, che il 2 gennaio del 1927 istituì la Provincia di Pescara “con capoluogo Pescara”.

Un tema che doveva scorrere liscio come l’olio, ma lo scontro è esploso quando Marsilio ha proposto di affidare la presidenza del comitato organizzatore al presidente della Provincia De Luca, che è anche sindaco di Manoppello, anche lui di Forza Italia, stesso partito di Masci, il quale è intervenuto subito per dire che l’incarico di presidente sarebbe dovuto andare proprio a lui e non a De Luca.

Ma ad accendere la miccia i commenti sprezzanti di Marsilio: “vuoi un altro pennacchio?” avrebbe detto il presidente. Per altri testimoni avrebbe usato il termine “medaglietta”, e non pennacchio, ma poco cambia.

Masci, ha ribattuto furente accusando il presidente di disinteressarsi di Pescara, spostando le attenzioni verso L’Aquila e le aree interne.

Marsilio gli ha risposto che lui a Pescara ci pensa e ci tiene eccome, tanto che tra le ultime delibere approvate in giunta ci sono anche i 5 milioni di euro stanziati per l’efficientamento energetico delle piscine Le Naiadi.

Nella litigata è entrata in ballo anche la Notte dei Serpenti, che si è celebrata con 20mila spettatori dopo pochi giorni: Marsilio avrebbe detto a Masci che “tu non te la meriti, la Notte dei serpenti, io la sposto all’Aquila oppure a Teramo”,  con il sindaco si sarebbe lamentato da parte sua che al Comune sarebbero stati riservati soltanto 50 posti nell’area riservata sotto al palco.

All’indomani del concerto l’ideatore e organizzatore dell’evento che andrà in prima serata su Rai 1 il 5 settembre, il maestro Enrico Melozzi, ha attaccato frontalmente il Comune di Pescara, e dunque Masci, per la mancata copertura del palco, tenuto conto che aveva piovuto il giorno prima e anche quello successivo, e dunque tutto è andato liscio per un colpo di fortuna, visto il tempo sereno nel giorno del concerto. Inizialmente, va precisato, la copertura c’era, ma dopo essersi rotta durante un concerto settimane fa, il Comune l’ha smontata e non l’ha più rimessa.

“Penso che andremo in causa. Noi lo abbiamo detto e ridetto migliaia di volte, ma temo che loro abbiano sottovalutato questo aspetto”, ha tuonato Melozzi, e ha aggiunto: “Se l’anno prossimo la Notte dei Serpenti sarà qui? Solo se cambieranno un po’ di cose”.

Come detto Marsilio e Masci si sono evitati sul palco del maxi-concerto, e Marsilio non è andato al municipio di Pescara alla presentazione dell’evento al fianco di Enrico Melozzi e la cantante Elettra Lamborghini e al suo posto ha mandato l’assessore alla Salute Nicoletta Verì.

Per più di un osservatore, la vera e più profonda ragione dello scontro, che sembra a questo punto insanabile tra Marsilio e Masci, è quella della Nuova Pescara, ovvero la fusione dei tre Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore che, secondo la legge regionale 13 del 2023, dovrebbe entrare in vigore ii primo gennaio del 2027, cioè tra sei mesi. Con la decadenza di tutti e tre i sindaci e nuove elezioni.

Masci chiede un altro rinvio e ha commissionato un dettagliato rapporto firmato dal responsabile dell’Ufficio di Fusione, Fabio Zuccarini, in cui si illustrano i rischi di una fusione a freddo, con gravi complicazioni gestionali ed economiche.

Ma il coltello dalla parte del manico ce l’ha Marsilio, assieme a Sospiri, ovvero l’emendamento alla legge regionale 13 del 2023, con il rinvio della fusione, da portare in Consiglio regionale, con il centrodestra che è indeciso sul da farsi. E Marsilio vorrebbe però mantenere la scadenza, e rinviarla semmai per un breve periodo, non certo al 2029, come Masci vorrebbe per arrivare a fine mandato.

Il primo cittadino nel corso della riunione già accesissima ha preso dei fogli di carta e li ha strappati e li ha gettati al vento e poi è andato via. Quei fogli, come ha rivelato il Centro, erano proprio la sua richiesta di rinvio della fusione, e simile richiesta era stata già recapitata dal sindaco del Pd di Spoltore, Chiara Trulli, ma non dal sindaco di Montesilvano, Ottavio De Martinis, ex presidente della Provincia e da pochi mesi approdato in Fratelli d’Italia, lo stesso partito di Marsilio.

Il presidente avrebbe così accusato Masci di giocare su due tavoli, da “doppiogiochista”, visto che tante altre volte si era detto favorevole alla fusione subito, sul tema della Nuova Pescara, e avrebbe poi tuonato: “tanto dal prossimo anno tu non ci sei più”. Tradotto: se non ci sarà nessun rinvio, non sarà l’attuale sindaco il candidato del centrodestra della Nuova Pescara. A seguire urla e scambi di accuse. Con Masci che, come detto, ha lasciato la sala furibondo.

Altra causa di forte attrito tra sindaco e presidente è la scarsa considerazione che gode a Palazzo Silone il progetto della nuova sede regionale da 50 metri d’altezza con auditorium e biblioteca nell’area di risulta, con tanto di parco di 6 ettari. Progetto pronto sulla carta, ma per il quale ora servono i soldi.