Sabato, 4 Luglio 2026 VasteseNello stabilimento Stellantis di Atessa prodotti 94mila furgoni nei primi sei mesi del 2026Rispetto al 2025 nel sito di Val di Sangro si registra una flessione del 4%I dati sulla produzione Stellantis nei primi 6 mesi del 2026 evidenziano una ripresa rispetto all’anno nero registrato nel 2025, con un incremento complessivo del +13,7%. È quanto emerge dal report Fim Cisl, illustrato a Torino dal segretario generale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano. Sono state prodotte 252.223 unità tra autovetture e veicoli commerciali, rispetto alle 221.885 unità dello stesso periodo del 2025. La produzione di autovetture registra un aumento del +27,7%, raggiungendo 158.193 unità, mentre quella dei veicoli commerciali segna una leggera flessione del -4%, attestandosi comunque su un buon livello di volumi pari a 94.030 unità. Tutti gli stabilimenti auto evidenziano un miglioramento ad eccezione dello stabilimento di Cassino. Lo stabilimento di veicoli commerciali di Atessa, pur rimanendo quello con i maggiori volumi produttivi (circa 94.020 unità, pari al 37,3% della produzione italiana), registra una flessione del -4% rispetto al primo semestre del 2025, recuperando ulteriormente rispetto al 1° trimestre 2026, questo a causa all’adeguamento della capacità produttiva della nuova verniciatura. “La ripresa dei volumi rappresenta un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi due anni negativi durante i quali le produzioni si sono quasi dimezzate rispetto al 2023 – dichiara Uliano - Siamo però lontani dall’obiettivo dichiarato nei tavoli ministeriali di raggiungere 1 milione di veicoli. L’utilizzo degli ammortizzatori sociali nel primo semestre è calato di circa il 30% per effetto dei nuovi lanci di produzione e per una flessione dell’occupazione. È prevedibile che il livello produttivo del 2026 sarà superiore a quello del 2025, attestandosi intorno ai 500mila veicoli complessivi con le auto sopra le 300mila – dice ancora il segretario generale Fim Cisl - tuttavia, un eventuale avvicinamento ai volumi del 2023 dipenderà in larga misura dalla tenuta dei modelli già presenti negli stabilimenti e dal riscontro dei nuovi modelli sul mercato. Resta inoltre motivo di preoccupazione il quadro economico internazionale”. Sul piano occupazionale per il 2026, ad esclusione dello stabilimento di Cassino e Pomigliano, si prevede un calo dell'uso degli ammortizzatori sociali e in determinati contesti, anche qualche incremento dell'occupazione attraverso nuove assunzioni. Il piano illustrato da Stellantis rappresenta certamente un passo in avanti rispetto all’epoca Tavares, ma restano ancora aperte questioni fondamentali per garantire la sicurezza occupazionale. Per quanto riguarda lo stabilimento di Atessa, principale polo produttivo del Paese rappresentando più di un terzo delle unità prodotte dal gruppo Stellantis in Italia, nel primo semestre del 2026 la produzione di veicoli commerciali ha raggiunto quota 94.030 unità (-4%), rispetto alle 97.980 unità registrate nel 2025. La flessione è riconducibile alla nuova situazione strutturale determinata dagli investimenti nel reparto di verniciatura. “Nei primi mesi dell’anno si è registrata una parziale riattivazione del terzo turno, accompagnata da un incremento della produzione giornaliera – sottolinea il segretario Uliano - elementi che fanno ben sperare in merito alla capacità di sviluppare maggiori volumi produttivi. Nel piano industriale di Stellantis è stata confermata l’importanza dello stabilimento abruzzese nella strategia del gruppo Stellantis. Nello specifico Stellantis poterà la prossima generazione di veicoli commerciali di grandi dimensioni. Continueranno gli investimenti innovati sui prodotti anche nelle versioni full electric. Solo ad Atessa verrà investito oltre 1 miliardo di euro nei prossimi 5 anni. Una scelta che garantirà il futuro dello stabilimento, confermando la centralità dell'Italia in un segmento cruciale come quello dei veicoli commerciali. Ribadiamo l’importanza di rafforzare la capacità del reparto di verniciatura, al fine di riportare la capacità produttiva complessiva su livelli più elevati”. Dall’inizio dell’anno, il numero medio di lavoratori coinvolti in misure di solidarietà in scadenza a luglio 2026 si attesta intorno alle 200 unità. “Auspichiamo che nei prossimi mesi questo numero possa progressivamente ridursi, fino ad arrivare, al suo completo azzeramento”, conclude il segretario Fim Cisl.
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