Giovedì, 11 Giugno 2026 AbruzzoCon l'alta velocità Milano-Bari l'Abruzzo è tagliato fuoriMld per la Pescara-Roma, ma si prevedono tempi bibliciDal primo luglio sarà attivo il primo treno diretto tra Bari e Napoli e quando sarà terminato, tra due anni, il grande progetto dell’Alta Velocità -Alta Capacità del Gruppo Fs, finanziato con oltre 6,2 miliardi di euro, i cui lavori cominciati nel 2016, inserito nel corridoio europeo Tet-T Scandinavo-Mediterraneo, tra le due città il tempo di percorrenza sarà di solo due ore, e da Napoli a Milano sempre in Frecciarossa ci vogliono 5 ore e mezza. Un annuncio, quello di Trenitalia, che riguarda anche l’Abruzzo, che dall’altra parte degli Appennini e lungo la costa adriatica, rischia di essere tagliato ancor di più fuori dalle grandi direttrici del trasporto ferroviario: basti pensare che in Frecciarossa, da Milano a Bari, passando per Pescara, ci vogliono oggi anche qui 7 ore mezza e la tipologia di binari non consentono una riduzione dei tempi. A lanciare l’allarme è dunque la Federconsumatori Abruzzo, che teme che “una fetta enorme dei treni in partenza dalla Puglia e diretti al Nord non utilizzerà più la linea Adriatica, ma devierà verso Napoli e Roma, sfruttando quella dorsale dell’Alta Velocità. Per l’Abruzzo, l’impatto potrebbe essere disastroso”. E sempre a proposito di ferrovie abruzzesi, l’epocale velocizzazione della tratta Roma- Avezzano-Pescara , dai costi preventivati superiori ai 10 miliardi, è solo ai primo passi, con i cantieri in corso nei primi due lotti, dall’interporto a Manoppello, per 950 milioni e dovrà accorciare i tempi di percorrenza dalle 3.30 alle 2 ore circa. Per completare l’opera, promessa elettorale da decenni, ci vorranno anni e anni, sempre che ci siano le risorse disponibili. La Federconsumatori Abruzzo del resto da anni sostiene che il collegamento ferroviario Pescara-Milano è inadeguato, perché la qualità dei Frecciarossa adriatici è nettamente inferiore a quella degli omologhi che viaggiano sulla linea ad Alta Velocità Napoli-Milano, mentre il costo chilometrico dei biglietti sul Frecciarossa Pescara-Milano è superiore. Per non parlare dei tempi di percorrenza. L’annuncio del nuovo servizio Frecciarossa tra Bari e Napoli è una novità positiva per il Mezzogiorno, ma che rischia di avere conseguenze pesanti per il nostro territorio – dice senza giri di parole l’associazione -. Se il flusso di treni a lunga percorrenza dalla Puglia venisse dirottato sul versante tirrenico, la linea Bologna-Pescara potrebbe subire un declassamento definitivo”. La vera iniquità nell’offerta ferroviaria italiana ribadisce Federconsumatori, “non risiede nel classico scontro tra Nord e Sud, come continuano a ripetere in modo stereotipato molti esperti del settore. Il vero divario, profondo e penalizzante, è quello tra la Direttrice Est (la linea Adriatica) e il resto del Paese. A dimostrarlo sono i fatti. Mentre sul versante tirrenico l’Alta Velocità collega già oggi Torino a Salerno, con ben tre studi di fattibilità pronti a estenderla fino a Reggio Calabria in vista della futura realizzazione del Ponte sullo Stretto), sulla linea Foggia-Pescara-Bologna l’offerta infrastrutturale rimane la più arretrata d’Italia. Sia chiaro: la Federconsumatori Abruzzo è assolutamente favorevole al nuovo collegamento Frecciarossa tra Bari e Napoli, tuttavia, “questo passo in avanti mette a nudo una grande contraddizione. È bene ricordare che la velocità reale di un treno non dipende dal nome commerciale scelto da Trenitalia (da cui spesso dipende solo il prezzo del biglietto), ma dalle caratteristiche tecniche della rete. Sulla tratta Bari-Napoli la nuova linea ad Alta Velocità è in costruzione da anni e, una volta ultimata, garantirà collegamenti rapidissimi. Il vero nodo della questione, per noi, riguarda le conseguenze strategiche che questa pur positiva novità avrà sul nostro territorio. Quando la linea Bari-Napoli sarà a pieno regime, una fetta enorme dei treni in partenza dalla Puglia e diretti al Nord non utilizzerà più la linea Adriatica, ma devierà verso Napoli e Roma, sfruttando quella dorsale dell’Alta Velocità. Per l’Abruzzo, l’impatto potrebbe essere disastroso. Attualmente, circa l’80% dei treni a lunga percorrenza che transitano da Pescara ha come origine o destinazione la Puglia. Se questo flusso venisse dirottato sul versante tirrenico, la linea Bologna-Pescara rischierebbe un definitivo e drammatico declassamento, trasformandosi in un vero e proprio “binario morto”. “La Federconsumatori Abruzzo non intende assistere passivamente a tale scenario e per questa ragione, dopo la pausa estiva, l’associazione promuoverà un convegno che chiamerà a raccolta tutte le forze politiche, sociali e istituzionali della regione”, conclude la nota.
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