Il congresso abruzzese di Forza Italia in programma il 13 giugno prossimo si farà, sarà unitario e vedrà la conferma del padre padrone, segretario uscente e in carica dal 2013, Nazario Pagano, 69enne pescarese, deputato e presidente della commissione Affari costituzionali, unico candidato.
Ad annunciarlo un comunicato degli azzurri scritto in bello stile politichese e quindi senza andare alla concretezza degli accadimenti, secondo quanto si è appreso scritto dallo stesso Pagano, che con l’esito del summit ha dimostrato di continuare a comandare nella vita politica abruzzese del partito fondato da Silvio Berlusconi e di cui ora sono veri dominus i figli Marina e Pier Silvio.
Il verdetto arriva dopo giorni di riunioni finite a urla e pugni sbattuti sul tavolo, accuse reciproche e minacce di passare ad altri partiti, con Pagano che se l’è dovuta vedere con il 50enne pescarese presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, al quarto mandato all’Emiciclo, e il 45enne assessore regionale alla Cultura e Sociale e presidente del Consiglio comunale dell’Aquila, Roberto Santangelo, arrivato in Forza Italia nel 2023.
I due appoggiati anche dal capogruppo di Fi in Consiglio regionale, il teramano Emiliano Di Matteo, hanno fino all’ultimo tentato di conquistare la segreteria regionale, forti della netta maggioranza delle tessere, 9.000 su 15.00, hanno chiesto di pesarsi in un congresso davvero elettivo, come lo è sulla carta. Considerando anche i voti presi alle regionali del 2024, primi e secondi per Fi, 9.600 Santangelo, 8.835 Sospiri.
Ma ieri nella lunga e decisiva riunione a Roma il presidente nazionale, vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani è riuscito a convincere a deporre le armi Sospiri, Santangelo e i loro sodali. Con la formula del “prendere o lasciare”, ovvero chi non avrebbe aderito a quanto stabilito, sarebbe stato cacciato dal partito.
È stato dato dunque come contentino la carica di vice coordinatore vicario a Roberto Santangelo, che almeno porta a casa un riequilibrio territoriale a favore dell’Aquila della governance del partito, visto che nella prima bozza di intesa il vicario sarebbe dovuto essere Sospiri.
Ma soprattutto Pagano avrebbe assicurato davanti al leader nazionale che dopo la elezioni alle Politiche del prossimo anno, una volta rieletto per il terzo mandato, lascerà la poltrona di segretario.
Non c’è però da fidarsi: c’era già stato un patto tra Pagano e Sospiri prima delle Politiche del 2022, mai onorato, secondo il quale in caso di elezione di Pagano e di non elezione di Sospiri, il primo avrebbe ceduto la segreteria al secondo.
A proposito di candidature alle Politiche: la decisione è stata rinviata ai prossimi mesi.
Per ora però solo Pagano, sempre lui, appare certo di avere un posto in lista blindato, dei due a cui Forza Italia può considerare alla portata, sempre che il partito cresca rispetto al 7,2% attuali, visto che nel 2022 con il 12% ha eletto in Abruzzo un solo deputato, Pagano, e nessun senatore.
C’è chi dice che Sospiri potrà avere un’altra chance, ricandidato l’anno prossimo. Va però ricordato che dalla famiglia Berlusconi è arrivata una indicazione per la 45enne teramana Antonella Ballone, presidente della Camera di Commercio Gran Sasso, componente del cda Ita-Lufthansa e anche dell’Enav, già candidata alle Europee nel 2025, prima dei non eletti, con 41.916 voti, nella circoscrizione Sud.
Secondo quanto si è appreso, tra gli aspetti che hanno prevalso anche la linea politica nazionale che avrebbe fatto presa sui big abruzzesi, ribadita con fermezza da Tajani: Pagano in questo momento è presidente della commissione Affari costituzionali, che deve lavorare alla bozza della nuova legge elettorale, tema caldissimo e centrale per il governo di Giorgia Meloni, e non è certo il caso di aprire uno scontro con chi ha nelle mani quota parte delle sorti di una maggioranza in difficoltà dopo la disfatta del referendum sulla giustizia.
Ed inoltre, pesa il diktat della famiglia Berlusconi, di celebrare congressi solo se unitari per evitare scontri intestini, come già avvenuto in Veneto, Calabria, Marche e Val d’Aosta e come dovrà avvenire, piaccia o meno in tutte le altre regioni, Abruzzo compreso.
Tajani è riuscito a convincere anche il terzo incomodo Filippo Piccone, 64enne imprenditore, ex consigliere regionale, ex coordinatore degli azzurri, ex parlamentare, ed ex sindaco della sua Celano. Anche lui avversario di vecchia data di Pagano, pronto a raccogliere le firme e competere al congresso. Piccone, rientrato nel partito a gennaio 2025, avrebbe comunicato ai collaboratori di Tajani che si farà da parte ed obbedirà al diktat nazionale.
È stata annullata dunque una riunione prevista per oggi di Piccone con i suoi sodali, l’aquilano Giorgio De Matteis, ex vice presidente del consiglio regionale e vice segretario provinciale dell’Aquila, il sindaco di Cerchio e consigliere provinciale Gianfranco Tedeschi, di Noi Moderati, Marianna Scoccia, sindaco di Prezza e vice presidente del consiglio regionale, con il marito Andrea Gerosolimo, ex assessore regionale civico nel centrosinistra di Luciano D’Alfonso, che assieme alla moglie sono stati determinanti per la conquista del Comune di Sulmona da parte del centrodestra di Luca Tirabassi di Fdi. Tedeschi e Scoccia sono di Noi Moderati, per ora federati con Forza Italia e che assieme a Gerosolimo vogliono entrare dentro il partito, ma ad opporsi è stato finora proprio Pagano, visto l’ostilità dei tre nei suoi confronti. f.t.
Pubblicato da Abruzzoweb