Martedì, 2 Giugno 2026 Vasto

2 Giugno: gli infermieri, servitori della Repubblica ogni giorno dell’anno

Una nota di Daniele in occasione dell'odierna ricorrenza

Mentre l’Italia celebra la Festa della Repubblica, migliaia di infermieri e infermiere trascorrono il 2 giugno come hanno fatto ieri e come faranno domani: in corsia, nei pronto soccorso, nelle terapie intensive, nelle RSA, nei centri di riabilitazione, nelle strutture psichiatriche, nei servizi territoriali e domiciliari, accanto alle persone malate e alle loro famiglie. 

La Repubblica si celebra nelle piazze e nelle istituzioni, ma vive anche nei luoghi della cura, dove ogni giorno professionisti della salute garantiscono assistenza, sicurezza e dignità a chi soffre. Gli infermieri rappresentano una delle espressioni più concrete di questo servizio al Paese. 

Nel corso della storia hanno accompagnato l’Italia nei momenti più difficili. Hanno assistito feriti e malati durante le guerre, sono intervenuti nelle calamità naturali, hanno affrontato epidemie e pandemie che hanno segnato intere generazioni. Dall’influenza aviaria al COVID-19, fino alle più recenti minacce infettive globali, la professione infermieristica ha sempre rappresentato una delle prime linee di difesa della salute pubblica. 

Gli infermieri non scelgono le sfide che il loro tempo impone: si preparano ad affrontarle. Dopo aver combattuto contro il COVID-19, continuano ad aggiornarsi e ad addestrarsi per rispondere anche a possibili emergenze sanitarie internazionali, comprese malattie infettive ad alta pericolosità come l’Ebola. È il volto silenzioso della sicurezza sanitaria del Paese: una difesa costruita non con le armi, ma con la scienza, la preparazione professionale e la cura della persona. 

Come i militari servono la Nazione indossando l’uniforme, gli infermieri servono la Repubblica indossando una divisa bianca. Non portano armi, ma competenze. Non presidiano confini, ma proteggono la salute delle persone. Le loro risorse sono la preparazione scientifica, l’esperienza professionale, l’umanità e la capacità di restare accanto al malato nei momenti più difficili della vita. 

Ogni giorno assistono anziani fragili, persone con disabilità, pazienti colpiti da ictus, tumori, malattie neurologiche, disturbi psichiatrici e patologie croniche. Sono presenti quando nasce una nuova vita e quando una vita si avvia al suo ultimo tratto. Accompagnano, sostengono, ascoltano e curano. 

Il 2 giugno è quindi anche l’occasione per rendere omaggio a queste donne e a questi uomini che, spesso lontano dai riflettori, contribuiscono quotidianamente a dare concretezza ai principi dell’articolo 32 della Costituzione, tutelando il diritto alla salute di tutti i cittadini. 

Perché la Repubblica non è soltanto un insieme di istituzioni: è fatta anche di persone che scelgono ogni giorno di mettersi al servizio degli altri. E gli infermieri, con la loro divisa bianca, rappresentano una delle espressioni più alte di questo impegno. Custodi della salute, della dignità e della speranza, continuano a servire il Paese con professionalità, competenza e umanità, anche nei giorni di festa, perché la malattia non si ferma e la cura non conosce calendario. 

Daniele Leone 

Infermiere