L’associazione Wwf Zona Frentana esprime ferma contrarietà e profonda preoccupazione in merito alla delibera della giunta comunale di Vasto, che ha approvato il progetto esecutivo per la riqualificazione di un breve tratto di corso Garibaldi, la quale prevede l’abbattimento di tre storici Pini d’Aleppo appartenenti a un filare alberato urbano.
“Con la formula della ‘riqualificazione’ e del rifacimento dei marciapiedi, si rischia di infliggere l’ennesimo colpo ingiustificato al patrimonio verde della città”, è l'accusa dell'associazione.
Il Wwf ritiene tale provvedimento del tutto inaccettabile e illegittimo per due ragioni: in primis, la normativa nazionale che impone lo stop ai tagli nel periodo di nidificazione: violata la normativa nazionale. In secondo luogo, per la “mancanza di motivazioni tecniche, che viola il regolamento comunale del verde”.
“Siamo in piena primavera - osserva l'associazione - la stagione cruciale per la riproduzione e la nidificazione di numerose specie avifaunistiche. L’abbattimento dei pini in questo preciso momento storico comporterebbe l’inevitabile distruzione dei nidi e la morte dei pulli. Esistono precise normative nazionali (tra cui la legge n. 157/1992 e le direttive europee a tutela della biodiversità), che vietano tassativamente la distruzione o il disturbo dei nidi in periodo di riproduzione. Per questa ragione, il Wwf ha già formalmente richiesto l’intervento della polizia locale di Vasto affinché effettui i dovuti controlli e faccia rispettare le leggi vigenti a tutela dell'avifauna, bloccando qualsiasi operazione che possa configurarsi come reato ambientale”.
“L’abbattimento programmato - prosegue l'associazione - si pone in palese contrasto anche con il regolamento dello stesso Comune di Vasto. In base alle norme vigenti, il taglio di alberature pubbliche è consentito esclusivamente in casi comprovati di stretta necessità, quali accertato pericolo per l’incolumità di persone o cose; stato fitosanitario dell’albero irrimediabilmente compromesso; interventi diradanti necessari alla sopravvivenza di gruppi arborei troppo fitti; danni documentati e oggettivi a strutture edili o sottoservizi”.
Per il Wwf, “dall'analisi della delibera di giunta non emerge alcuna di queste condizioni. L'atto è completamente privo di relazioni tecniche, studi agronomici o rapporti fitosanitari che dimostrino la ‘stretta necessità’ del taglio. I pini non possono essere sacrificati per una mera semplificazione del cantiere di rifacimento dei marciapiedi”.
"Il verde urbano non è un ostacolo da rimuovere alla prima posa di asfalto, ma un alleato fondamentale per la salute pubblica, il microclima e la biodiversità della nostra città", dichiara la referente del Wwf Ines Palena. "Chiediamo alla giunta comunale di sospendere immediatamente l'efficacia della delibera nella parte riguardante l'abbattimento dei tre pini e di avviare un confronto per trovare soluzioni progettuali alternative che salvaguardino il filare alberato. Le soluzioni tecniche per rifare i marciapiedi tutelando le radici esistono: serve solo la volontà politica di applicarle".
Per l'associazione, “i pini di corso Garibaldi avrebbero bisogno di manutenzione e cura e non di essere abbattuti. E’ sufficiente vedere come questi alberi sono trattati: alla base sono privi di spazio. Sigillare il terreno con l'asfalto o il cemento impedisce gli scambi gassosi e l'assorbimento dell'acqua, portando la pianta a un progressivo soffocamento. Si proceda a mettere sulla stessa quota il marciapiedi e si approfitti per togliere il cemento alla base dei pini. Un paese civile convive e favorisce il verde, non lo uccide”.
Il Wwf anticipa che vigilerà attentamente sull'evoluzione della vicenda e non esiterà a ricorrere a tutte le sedi opportune per fermare quello che definisce uno “scempio ingiustificato”.