Centinaia di medici di medicina generale abruzzesi hanno manifestato stamani davanti alla sede dell'assessorato regionale alla Sanità, a Pescara, nell'ambito della mobilitazione promossa dalla Fimmg regionale, insieme a Snami, Fmt, Cisl Medici e Smi.
Al centro della protesta c'è il mancato rinnovo dell'Accordo integrativo regionale (Air), fermo da circa vent'anni e ritenuto fondamentale per riorganizzare l'assistenza territoriale e adeguarla ai nuovi modelli organizzativi previsti dalle riforme nazionali.
Temi per cui la Fimmg nelle scorse settimane ha proclamato lo stato di agitazione.
Tra fischietti, cori, slogan e manifesti, i medici, tutti con camice bianco e fonendoscopio, hanno manifestato per circa due ore, contestando le scelte della Regione. "Vogliamo curare i nostri pazienti, non i vostri dissesti", si leggeva su un maxi striscione.
"La medicina generale abruzzese è arrivata al limite. Senza investimenti reali sulla sanità territoriale, senza il rinnovo dell'Accordo integrativo regionale e senza un confronto serio sulle riforme in corso, il sistema è destinato al collasso. Non stiamo difendendo privilegi di categoria, ma il diritto dei cittadini ad avere cure di prossimità, continuità assistenziale e un medico di fiducia", dicono i segretari dei sindacati, che hanno espresso anche "forti perplessità" sulle Case della Comunità e sugli ospedali di comunità previsti dal Pnrr.
Contestato, inoltre, il cosiddetto decreto Schillaci. Presenti alla manifestazione anche alcuni consiglieri regionali di opposizione.
Al termine dell'iniziativa, una delegazione dei manifestanti è stata ricevuta dall'assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì. Nel corso dell'incontro c'è stata anche una telefonata con il segretario nazionale Fimmg, Silvestro Scotti, che ha espresso il suo sostegno al sindacato regionale. "Verì ha accolto e condiviso le nostre richieste e si è impegnata a riaprire le trattative. Ne prendiamo atto, ma lo stato di agitazione permane fino a quando non ci saranno fatti concreti. Senza soluzioni - dicono i sindacati - non è escluso che possano esserci anche giornate di sciopero".
"Il nostro obiettivo è garantire un sistema sanitario territoriale efficiente, accessibile e realmente vicino ai cittadini. Per questo - concludono Fimmg, Snami, Fmt, Cisl Medici e Smi - chiediamo l'apertura immediata di un confronto istituzionale serio sul rinnovo dell'Air, sul rafforzamento della medicina territoriale e sulla tutela dell'autonomia professionale dei medici di famiglia".