Mercoledì, 13 Maggio 2026 Molise

Il legale dei Di Vita: "Le note su telefono di Alice scritte su mia indicazione"

'Istruzioni date prima delle autopsie, prevedevamo audizioni in questura'

"Le note sul telefono sono state scritte su mia indicazione, nei primissimi giorni dopo la tragedia, prima delle autopsie". Lo ha rivelato Paolo Lanese, l'avvocato che assiste la famiglia Di Ielsi, la donna morta per sospetto avvelenamento da ricina insieme con la figlia Sara Di Vita.

La vicenda è quella dello smartphone sequestrato ad Alice Di Vita - la 18enne sorella e figlia delle due vittime - sul quale ci sarebbero alcune note in merito ai pasti consumati nei giorni precedenti al Natale.

"Abbiamo chiesto di fare così - ha spiegato Lanese nel corso di una trasmissione di Telemolise sul giallo di Pietracatella - perché prevedevamo esami testimoniali in questura a distanza di tempo, per cui ci siamo preoccupati di non perdere in quel momento delle informazioni che, a distanza di tempo, potevano essere utili. E così abbiamo dato indicazioni ai nostri assistiti di annotare tutto".
Alla stessa trasmissione ha partecipato anche Vittorino Facciola, il difensore di Gianni Di Vita, il papà e marito delle due vittime. "Il mio assistito - ha detto - non si è sottratto nemmeno nell'avanzare ipotesi agli inquirenti. A Gianni è stato chiesto se poteva immaginare qualcuno nello specifico, e lui non immaginava nessuno nello specifico, ma ha comunque manifestato agli inquirenti qualsiasi perplessità che poteva nascere anche da rapporti banalmente conflittuali che potevano far innescare una attività delittuosa da parte di soggetti terzi". "Questo ha riguardato diversi ambiti, non avendo chiaro chi potesse manifestare dissapori così evidenti - ha concluso il legale. In una audizione lunga non lesini nessun tipo di informazione che può aiutare le indagini. Questo non accade in termini di prova, ma in termini di informazioni".

Fonte ANSA