Giovedì, 12 Marzo 2026 AbruzzoASR: BRUCCHI DESIGNATO PER SUCCESSIONE A COSENZAPREFERITO A SCHAEL, FOSCHI E MUCCICONISarà Maurizio Brucchi, ex sindaco di Teramo di Forza Italia, e ora direttore sanitario della Asl teramana, il successore alla direzione dell’Agenzia sanitaria regionale (Asr), del medico aquilano Pierluigi Cosenza, che a fine marzo andrà in pensione. La designazione è arrivata nel pomeriggio di oggi da parte dell’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, all’esito del bando indetto il 4 febbraio, con i termini scaduti lunedì. Manca ora solo la nomina da parte della giunta regionale di Marco Marsilio, di Fdi. Brucchi l’ha spuntata su altri sette candidati, tra cui spiccano l’ex direttore della Asl di Chieti Thomas Schael, che puntava ad clamoroso ritorno in terra d’Abruzzo, il cardiochirurgo di Chieti Massimiliano Foschi, ex vice segretario regionale della Lega, e Angelo Flavio Mucciconi, direttore dell’Unità di Medicina e Chirurgia dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila. Gli altri candidati, altrettanto autorevoli, erano Donato Coletti, Costantino Gallo, Vincenzo Giugno e Mario Manolfi. La commissione che ha valutato i curriculum è stata composta da Alessandra Marescalco, responsabile ufficio del direttore del dipartimento Sanità, dalla funzionaria Alessia Di Lorenzo e da Paola Sonsini, responsabile ufficio giuridico. Un posto assai ambito, quello della direzione dell’Agenzia che ha il ruolo di programmazione della sanità abruzzese, che vale uno stipendio di circa 148mila euro lordi l’anno. Il presidente Marsilio e l’assessore Verì avevano come priorità, questo si assicura a palazzo Silone, quella di nominare un titolare più malleabile e meno problematico, rispetto a Cosenza, protagonista delle bocciature, leggi alla mano, dell’atto aziendale della Asl di Teramo, che deve mettere a terra la nuova rete ospedaliera, dallo stesso Cosenza redatta, approvata in coniglio nel dicembre 2023, e ancora sulla carta. Bocciatura data dal fatto che il dg della Asl teramana, Maurizio Di Giosia, nominato in quota Lega e do ra vicino a Fdi e Marsilio, aveva inserito le Unità operative complesse di Chirurgia generale all’ospedale di Sant’Omero, e di Malattie infettive di Teramo, non compatibili con i bacini di utenza della vigente Legge Lorenzin, e con conseguente levata di scudi della politica teramana, aizzata dallo stesso di Giosia. E ad essere nominato è proprio un teramano, braccio destro di Di Giosia. Bocciatura però, va sottolineato, arrivata anche da palazzo Silone, da parte di Antonio Forese, dirigente del servizio Governance sistema sanitario regionale del Dipartimento, diretto da Camillo Odio. Altro casus belli quello del premio di produzione al direttore generale della Asl di Pescara, Vero Michitelli, con la valutazione di Cosenza ben più severa, per quel che riguarda i punteggi sull’abbattimento delle liste di attesa, rispetto a quella di Marco Scorrano, dirigente della Provincia di Pescara, responsabile unico regionale dell’assistenza sanitaria, il Ruas. Un conflitto di competenze che si è chiarito nell’ultima commissione di Vigilanza, in cui è emerso carte alla mano che il giudizio spetta all’Asr. In questo scenario, significativa dunque, per un cambio di strategia, la designazione di Brucchi, sindaco di Teramo di Forza Italia dal 2009 al 2017, quando ha rassegnato le dimissioni dopo che 18 dei suoi consiglieri comunali si sono dimessi, tra cui quelli di Futuro in, la civica del potente consigliere regionale ora in Fdi, Paolo Gatti, presidente della quinta commissione Sanità, con cui però i rapporti si sono poi ricuciti. Gatti potrebbe essere il prossimo candidato sindaco di Teramo nel 2028 per il centrodestra, anche da Brucchi sostenuto. Niente da fare per il dirigente medico e cardiochirurgo dell’ospedale di Chieti, Massimiliano Foschi, ex vicesegretario regionale della Lega, in predicato nel lontano 2019 di essere candidato presidente della Regione, spinto dai salviniani, ma poi la scelta cadde su Marsilio. Non tornerà in Abruzzo Thomas Schael, il “tedesco”, ex direttore generale della Asl Chietina, dal 2019 al inizio 2025, quando è andato a ricoprire dunque l’incarico di commissario della Città della salute e della scienza di Torino, sostituito da Mauro Palmieri, che ha ereditato una Asl fortemente indebitata, come del resto le altre tre abruzzesi. Ma dopo pochi mesi è stato silurato, a causa della rottura del rapporto di fiducia con il presidente della Regione, Alberto Cirio, di Forza Italia, e ancor di più con assessore alla Salute, Federico Riboldi, di Fdi, che pure lo aveva chiamato a inizio marzo dall’Abruzzo. Ad inizio febbraio Schael è tornato in pista, nominato direttore generale dell’assessorato alla Sanità della Sardegna dal presidente della Regione e assessora ad interim Alessandra Todde, del Movimento 5 stelle. Da quanto si apprende ci sarebbe stato poi un “corteggiamento”, non andato però a buon fine, da parte di Marsilio, all’aquilano Americo Cicchetti, ex commissario dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, Agenas, tra i candidati a diventarne il direttore a tutti gli effetti, ma a febbraio la scelta della Conferenza della Regioni è caduta sul marchigiano Angelo Tanese, in quota centrosinistra, ex direttore amministrativo della Asl provinciale di Chieti, che era stato anche tra i papabili per la nomina, nell’estate scorsa, a manager della Asl provinciale dell’Aquila. Un manager di portata nazionale, Cicchetti, che tra i vari incarchi ha ricoperto anche quello di direttore generale della Programmazione del Ministero della Salute ed è professore ordinario di Organizzazione aziendale all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Cicchetti ha però preferito non avanzare la sua candidatura. Filippo Tronca Pubblicato da Abruzzoweb.it |
