Venerdì, 6 Marzo 2026 NazionaliPER SONDAGGIO IPSOS IL NO È IN VANTAGGIOCON AFFLUENZA OLTRE 49% PUÒ VINCERE IL SÌIl No è in vantaggio rispetto al Sì al referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo, ma il il Sì potrebbe prevalere se l’affluenza supererà il 49%, rispetto all’attuale 37%. Lo attesta il sondaggio di Ipsos illustrato da Nando Pagnoncelli. Oggi soltanto il 37% è sicuro di recarsi alle urne, un dato in crescita di un solo punto percentuale rispetto a quasi un mese fa. Gli indecisi scendono di 4 punti al 12%. Per questo la previsione sulla partecipazione oggi è sul 42% e potrebbe arrivare fino al 49%. I risultati della rilevazione registrano una tendenza alla crescita del No. Con la partecipazione al 42% il Sì arriverebbe al 47,6%, perdendo l’1,8% rispetto a un mese fa. I No invece arrivano al 52,4% e crescono della stessa percentuale. Con una partecipazione al 49%, pronostica Ipsos, ci si troverebbe sul filo della parità: il Sì al 50,2% e il no al 49,8%. Gli incerti oggi sono al 7%, con la partecipazione più elevata salirebbero al 9%. Stando alle stime di partecipazione odierne si conferma la maggiore mobilitazione dell’opposizione, in particolare nell’elettorato del Pd (63%) seguito dai pentastellati (57%) e dagli elettori delle altre liste del centrosinistra (51%). Nella maggioranza, fatta eccezione FdI (59%), si registra una minore disposizione ad andare al voto: tra gli elettori di FI e Noi Moderati, infatti, l’affluenza stimata si attesta al 45%, tra i leghisti al 44%. Il punto centrale della riforma a cui dire Sì oppure No è la distinzione formale tra magistrati giudicanti e magistrati requirenti. Restano entrambi parte di un ordine autonomo e indipendente, ma seguono percorsi professionali separati. Non condividono più gli stessi organi di autogoverno, pur mantenendo le garanzie costituzionali di autonomia. La riforma prevede poi la nascita di due Consigli Superiori della magistratura, uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri. Ognuno gestisce nomine, valutazioni e carriere dei magistrati della propria area. Un’altra novità rilevante è l’istituzione di una Corte disciplinare di rango costituzionale. Questo organo si occuperà dei procedimenti disciplinari, sottraendo tale competenza ai Consigli Superiori. Secondo il legislatore, la separazione tra governo delle carriere e responsabilità disciplinare dovrebbe aumentare trasparenza e imparzialità. Il tema più discusso è il ricorso al sorteggio per la scelta dei componenti degli organi di autogoverno. Al posto del voto, la selezione casuale dovrebbe ridurre il peso delle correnti interne alla magistratura. I sostenitori parlano di uno strumento per spezzare assetti consolidati. I critici temono invece una riduzione della rappresentanza e della responsabilità democratica. Votare SÌ vuol dire approvare l’intera riforma costituzionale. La separazione delle carriere, i due Consigli Superiori, la Corte disciplinare e il nuovo sistema di selezione entreranno in vigore, dopo l’approvazione delle leggi di attuazione necessarie. Non ci saranno effetti immediati sui processi. Votare NO comporta il mantenimento dell’assetto attuale. Magistratura unitaria, un solo Consiglio Superiore e nessuna modifica costituzionale. Il Parlamento potrà comunque intervenire con leggi ordinarie, ma ogni ipotesi di separazione delle carriere richiederebbe un nuovo iter di revisione della Costituzione. |
