"Succedono cose da pazzi in questo manicomio".
Intervengono così, rubando una battuta al grande Totò, il segretario provinciale del Cnpp-Spp Fausto Varricchio e il segretario nazionale Mauro Nardella nel definire la questione delle Case Lavoro in generale e di quella di Vasto in particolare. La differenza sta nel fatto che Totò con la sua battuta faceva ridere mentre l'abbinamento traslato alla condizione carceraria legata alla gestione degli psichiatrici all'interno degli istituti di pena sta facendo piangere i tanti agenti vittime delle violente aggressioni da tali soggetti prodotte.
“La chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari e la mancanza di una compensazione attraverso l'apertura di sufficienti Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza (REMS) ha fatto scrivere una tra le più sconclusionate quanto terribili pagine nella storia dei penitenziari italiani”, affermano Varricchio e Nardella.
Ci vanno giù duro i due sindacalisti quando ad essere chiamata in causa è il significato che danno alla scelta fatta di trattenere in carcere persone che in carcere non ci dovrebbero stare. La definiscono una vera aberrazione amministrativa, che non soddisfa la gestione trattamentale degli stessi e che attenta alla incolumità di chi in carcere ci va per portare a casa un pezzo di pane.
"Delle 3.400 aggressioni subite nel 2025 dai baschi blu italiani, gran parte delle stesse sono state dovute proprio alle azioni di queste persone che, per la loro riconosciuta incapacità di intendere e di volere, non sono perseguibili né penalmente né tantomeno disciplinarmente - sottolineano Varricchio e Nardella -, Può capitare che per difendersi da loro si potrebbe rischiare di essere denunciati penalmente qualora, incidentalmente, succedesse loro qualcosa. Di contro, se da questa gente venissimo massacrati sarebbe addirittura inutile aprire qualsiasi procedimento nei loro confronti,
Clamoroso a tal proposito è il caso di un internato presente nella struttura di Torre Sinello, anch'egli incapace di intendere e di volere. Egli pur trovandosi in una condizione di presunta incompatibilità con il suo status di incarcerato, attesa la misura ad esso affibbiata qual è quella della libertà vigilata in una struttura sanitaria idonea nella gestione di persone scompensate dal punto di vista psichiatrico, si ritrova a stare in un luogo che, secondo i due dirigenti, più che migliorare il suo status lo finisce di peggiorare. Proprio per questo motivo il clima che si vive da diverso tempo a questa parte a contrada Torre Sinello risulta estremamente acceso per non dire potenzialmente molto pericoloso.
Casi come questi venivano gestiti negli OPG laddove cioè il personale e la struttura riuscivano e molto bene a prevenire ciò che oggi nelle 5 case lavoro non può più essere assicurato - continuano i due sindacalisti del Cnpp-Spp - Ci si chiede di chi è la responsabilità di tutto questo.
A chi devono chiedere dazio ed eventualmente il risarcimento del danno subito per le aggressioni loro perpetrate e le conseguenti cure ospedaliere alle quali hanno dovuto ricorrere i tanti poliziotti vittime delle violente azioni e, soprattutto, chi devono chiamare in causa qualora uno che risulta incapace di intendere e di volere, come nel caso che si sta vivendo a Vasto, viene costretto a stare in carcere lasciandogli libero arbitrio nella scelta del crimine da produrre e nei confronti di chicchessia?
La politica deve correre ai ripari e farlo subito prima che ci scappi il morto. Mettere una toppa alla voragine che la maledetta scelta di chiudere gli OPG ha creato deve essere un qualcosa che rasenti l'emergenza. A cominciare dall' attivazione di politiche idonee alla gestione dei soggetti incapaci di intendere e di volere altrimenti messi nelle condizioni di operare il crimine senza che agli stessi possa essere mosso alcun rimprovero.
Il Cnpp-Spp per il clima che si è andato creando indice sin da subito lo stato di agitazione di tutto il personale. Si dice vicino alla Direzione chiamata a gestire un caso che non potrebbe e non dovrebbe essere di sua pertinenza.
Chiamiamo lo Stato a fare la sua parte operando scelte che vadano nella direzione giusta e non come fatto con la scellerata chiusura operata in maniera frettolosa e disordinata degli OPG ovvero attraverso la produzione di quelle che definiamo essere delle autentiche aberrazioni amministrative.
L'altro giorno un altro internato psichiatrico pluriproblematico ha quasi sfilato la pistola ad un poliziotto durante una visita in ospedale. Fortunatamente per i poliziotti per questa volta è andata bene ma…
Ci teniamo a precisare che non serve in tali casi, così com'è avvenuto nei confronti di quest'ultimo, trasferirlo perché equivarrebbe spostare solo il problema altrove. Si aumentino i posti nelle REMS o si riaprano gli OPG prima che accada qualcosa di estremamente grave", concludono evidentemente amareggiati il segretario provinciale e il segretario nazionale Cnpp-Spp,