Lunedì, 9 Febbraio 2026 Vastese

Giulio Borrelli, “Per Atessa esclusa gravi conseguenze"

Il primo cittadino aggiunge: "Nel centrodestro obbedir tacendo"

“Assistiamo all’obbedir tacendo della maggioranza regionale e all’ossequioso silenzio dei locali rappresentanti del centro-destra”.

Va giù duro, Giulio Borrelli, il sindaco di Atessa, uno dei 26 esclusi alla proposta di nuova classificazione per lo status di comune montano, dopo un confronto tra le Regioni e il ministro degli Affari regionali, Roberto Calderoli.

“La nuova legge nazionale che ridefinisce la classificazione dei comuni montani modifica i criteri aumentando l’altezza minima sul livello del mare, la pendenza del territorio e impone alle Regioni di adeguare ad essi la propria legislazione. Le conseguenze per la nostra Città sarebbero pesanti”.

Vediamo il perché, nella analisi di Borrelli.

“Sul piano finanziario Atessa, oggi definito comune ‘parzialmente montano’ dalla Legge Regionale 10/2008, perderebbe la possibilità di accedere a tutta una serie di bandi e finanziamenti non rientrando più nei nuovi criteri: non solo per l’acquisto di spazzaneve, ma per progetti di rigenerazione urbana, interventi per dissesto idrogeologico, sostenibilità e efficientamento energetico. Inoltre, verrebbero meno una serie di deroghe ai limiti normativi come, ad esempio, quello del numero minimo di alunni per formare le classi scolastiche”.

Di tutto si può parlare tranne che di una strategia nazionale a sostegno delle aree interne, che subiscono sempre più gli effetti dello spopolamento, del depauperamento dei servizi, della scarsa manutenzione o, peggio, dell’assenza di infrastrutture e, non ultimo, del cambiamento climatico. Fenomeni che non riguardano solo comuni sopra una certa altezza sul livello del mare, ma anche realtà più complesse, come Atessa, il cui territorio (110 chilometri quadrati, il più esteso della provincia di Chieti), orograficamente e demograficamente molto variegato, è interessato da questi fenomeni e presenta situazioni e esigenze molto diverse tra loro. E’ questa la ragione per cui sino ad oggi Atessa, come altri 25 comuni che rischiano di essere esclusi dai nuovi criteri, sono definiti “parzialmente montani”. Oggi viene, di fatto, cancellata questa classificazione, che riconosce giustamente ai comuni “montani” maggiori risorse e attenzione, ma non dimentica i “parzialmente montani”, seppur con benefici minori”.

Il Governo Meloni, incalza Borrelli, “piuttosto che aumentare le risorse per venire incontro a queste realtà, fa una semplice operazione contabile tagliando alcuni dei beneficiari. Noi pensiamo che questa non sia la strada giusta. Qui non si tratta di togliere risorse , ma di aggiungerne per rispondere a reali esigenze sicuramente più marcate nelle montagne, ma presenti anche a quote altimetriche inferiori. Anche i criteri, comunque, non possono essere solo quelli altimetrici o di pendenza. Qui, ad esempio, non c’entra niente la zona industriale di Atessa di cui la Regione dovrebbe prendersi meglio cura per il valore che ha per tutta l’economia regionale. Quello che va considerato è l’impatto di tutti i fenomeni di cui abbiamo parlato, le specificità dei territori con le diverse e molteplici esigenze da soddisfare anche in ragione della estensione del territorio collocato in diverse aree geografiche.

“Piuttosto che disperdere i fondi in mille rivoli, alcuni veramente di dubbia efficacia pubblica, meglio sarebbe indirizzarli verso i bisogni e le necessità reali dei territori. Con priorità certamente per i comuni montani, ma non cancellando del tutto i “parzialmente montani” e evitando di applicare criteri molto discutibili come quello di qualche metro sopra o sotto il livello del mare senza tenere conto di un complesso di situazioni”, conclude Borrelli.